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Ahmed I

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Ahmed I
Il Fortunato
Sultan I. Ahmet.jpg
Sultano dell'Impero Ottomano
Qaysar-ı Rum (Cesare dei Romei)
Califfo dell’Islam
Amir al-Mu'minin
Custode delle due Sacre Moschee
Stemma
In carica 21 dicembre 1603 –
22 novembre 1617
Incoronazione 21 dicembre 1603
Predecessore Mehmet III
Successore Mustafa I
Nome completo Ahmed-i evvel
Trattamento Padiscià
Altri titoli Basileus
Nascita Manisa, 18 aprile 1590
Morte Palazzo Topkapı, 22 novembre 1617
Sepoltura Moschea Blu
Luogo di sepoltura Fatih
Dinastia Ottomana
Padre Mehmet III
Madre Handan Sultan
Consorte Mahfiruz Hatice Sultan
Kösem Sultan
Figli Osman II
Murad IV
Ibrahim I
Religione Islam
Firma Tughra of Ahmed I.JPG

Ahmed I, (turco أحمد اول, Ahmed-i evvel) (Manisa, 18 aprile 1590Istanbul, 22 novembre 1617), fu sultano dell'Impero ottomano dal 1603 alla sua morte[1][2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ahmed I nacque nel palazzo di Manisa, quando suo padre Mehmet III, era ancora un principe. Sua madre era Handan Sultan. Dopo la morte del nonno Murad III nel 1595, suo padre si recò a Costantinopoli e ascese al trono. Il padre ordinò l'esecuzione dei suoi diciannove fratelli. Suo fratello maggiore, Şehzade Mehmet, è stato ucciso dal suo stesso padre, il 7 giugno 1603, poco prima della sua morte il 22 dicembre 1603. Mehmet fu sepolto insieme a sua madre in un mausoleo separato costruito da Ahmed nella Moschea di Sehzade, a Costantinopoli.

Era un abile spadaccino e cavallerizzo, e parlava fluentemente numerose lingue. Ahmed era un poeta che ha scritto un certo numero di opere politiche e liriche sotto il nome Bahti. Frequentò studiosi, calligrafi e uomini pii. Commissionò un libro intitolato La Quintessenza di Storie. Ha anche tentato di far rispettare la conformità alle leggi e tradizioni islamiche, ripristinando le vecchie norme che proibivano l'alcool e ha tentato di far rispettare la partecipazione alle preghiere del venerdì e pagare l'elemosina ai poveri in modo corretto.

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Ahmed salì al trono dopo la morte del padre nel 1603. Quando salì al trono, la suo potente nonna, Safiye Sultan, era ancora viva.

Dando prova di umanità, si rifiutò di mettere a morte il fratello Mustafa (che nel 1617 gli succedette divenendo Mustafa I)[3].

Un'immagine della Moschea Azzurra, fatta costruire da Ahmed I a Istanbul

Nei suoi primi anni di regno Ahmed I dimostrò decisione e risolutezza, che però vennero smentite dalla sua condotta successiva. Le guerre seguenti al suo insediamento sul trono, combattute in Ungheria e in Persia, terminarono sfavorevolmente per l'impero, ed il prestigio del sultano ricevette un primo colpo con il Trattato di Sitvatorok, concluso nel 1606, con cui veniva abolito il tributo annuale versato dall'Austria alla Sublime Porta. Georgia e Azerbaigian vennero ceduti alla Persia.

Durante i restanti anni di regno, Ahmed I si abbandonò ai piaceri, lasciando che dilagassero la crisi e la corruzione negli apparati burocratici statali, e l'indisciplina nelle file dell'esercito. Sembra che durante il suo regno venne introdotto per la prima volta nell'impero l'uso del tabacco.

Oggi Ahmed I viene ricordato principalmente per la costruzione della Ahmediye Cami ("moschea del sultano Ahmed" in turco), detta la Moschea Blu, uno dei capolavori dell'architettura islamica. L'area di Istanbul attorno alla Moschea è chiamata oggi Sultanahmet.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Consorti:

Figli:

  • Osman II (3 novembre 1604-20 maggio 1622)[4][5]
  • Şehzade Mehmed (8 marzo 1605-12 gennaio 1621)[4][5][6]
  • Şehzade Orhan (1609-1612)
  • Şehzade Cihangir (1609-1609)
  • Şehzade Selim (27 giugno 1611-27 luglio 1611)[7]
  • Murad IV (27 luglio 1612-8 febbraio 1640)[4][8][9][10]
  • Şehzade Bayezid (1612-27 luglio 1635)[4][5]
  • Şehzade Suleiman (1613-27 luglio 1635)[4][5] or Kösem;[9]
  • Şehzade Hasan (25 novembre 1612-1615)
  • Şehzade Hüseyin (1613-1622)[4][5]
  • Şehzade Kasım (1614-17 febbraio 1638)[4][8][9][10]
  • Ibrahim I (5 novembre 1615-18 agosto 1648)[4][8][9][10]

Figlie:

His türbe.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 22 novembre 1617 presso il Palazzo Topkapı per tifo di sanguinamento gastrico. Il sultano è sepolto in un mausoleo adiacente l'edificio di culto.

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Nel serie tv del 2015 Il secolo magnifico: Kösem, Ahmed I è interpretato dall'attore turco Ekin Koç.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Günhan Börekçi, İnkırâzın Eşiğinde Bir Hanedan: III. Mehmed, I. Ahmed, I. Mustafa ve 17. Yüzyıl Osmanlı Siyasî Krizi - A Dynasty at the Threshold of Extinction: Mehmed III, Ahmed I, Mustafa I and the 17th-Century Ottoman Political Crisis, pp. 81 n. 75.
  2. ^ Günhan Börekçi, Factions And Favorites At The Courts Of Sultan Ahmed I (r. 1603-17) And His Immediate Predexessors, 2010, pp. 85 n. 17.
  3. ^ Leslie Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Oxford University Press, 1993, pp. 99, ISBN 0-19-508677-5.
  4. ^ a b c d e f g h Şefika Şule Erçetin, Women Leaders in Chaotic Environments:Examinations of Leadership Using Complexity Theory, Springer, 28 novembre 2016, pp. 77, ISBN 978-3-319-44758-2.
  5. ^ a b c d e Mustafa Çağatay Uluçay, Padışahların Kadınları ve Kızları, Ötüken, Ankara, 2011, pp. 78, ISBN 978-975-437-840-5.
  6. ^ Baki Tezcan, The Debut of Kösem Sultan's Political Career, in Turcica, 39–40, Éditions Klincksieck, 2007, pp. 350–351.
  7. ^ Gülru Neci̇poğlu, Julia Bailey, Frontiers of Islamic Art and Architecture: Essays in Celebration of Oleg Grabar's Eightieth Birthday ; the Aga Khan Program for Islamic Architecture Thirtieth Anniversary Special Volume, BRILL, 2008, pp. 324, ISBN 978-90-04-17327-9.
  8. ^ a b c Mustafa Naima, Annals of the Turkish Empire: From 1591 to 1659 ..., Volume 1, Oriental Translation Fund, & sold by J. Murray, 1832, pp. 452–3.
  9. ^ a b c d e f g Singh, Nagendra Kr, International encyclopaedia of Islamic dynasties (reproduction of the article by M. Cavid Baysun "Kösem Walide or Kösem Sultan" in The Encyclopaedia of Islam vol V), Anmol Publications PVT, 2000, pp. 423–424, ISBN 81-261-0403-1.
    «Through her beauty and intelligence, Kösem Walide was especially attractive to Ahmed I, and drew ahead of more senior wives in the palace. She bore the sultan four sons – Murad, Süleyman, Ibrahim and Kasim – and three daughters – 'Ayşe, Fatma and Djawharkhan. These daughters she subsequently used to consolidate her political influence by strategic marriages to different viziers.».
  10. ^ a b c Leslie P. Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Oxford University Press, 1993, p. 232, ISBN 0-19-508677-5.
  11. ^ a b c Leslie P. Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Oxford University Press, 1993, p. 365, ISBN 0-19-508677-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Califfo dell'Islam Successore Fictitious Ottoman flag 12.svg
Mehmet III 1603-1617 Mustafa I
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