Gevherhan Sultan (figlia di Ahmed I)

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Gevherhan Sultan
Sarcofago di Gevherhan Sultan, Moschea Blu
Sultana dell'impero ottomano
NascitaCostantinopoli, 1605 o 1608
MorteCostantinopoli, 1660
SepolturaTürbe di Ahmed I
Luogo di sepolturaMoschea Blu, Istanbul
DinastiaCasa di Osman
PadreAhmed I
MadreKösem Sultan
ConiugiÖküz Kara Mehmed Pasha
(1612-1621, ved.)
Topal Recep Pasha
(1622-1632, ved.)
FigliPrimo matrimonio
Sultanzade Fülan Bey
Secondo matrimonio
Safiye Hanımsultan
ReligioneIslam sunnita

Gevherhan Sultan (turco ottomano: کوھرخان سلطان, "Gemma del Khan"; Costantinopoli, 1605 o 1608Costantinopoli, 1660) è stata una principessa ottomana, figlia del sultano Ahmed I e, molto probabilmente, della sua Haseki Kösem Sultan.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Gevherhan nacque nel 1605 o 1608[1] a Costantinopoli, nel Palazzo Topkapi. Suo padre era il sultano ottomano Ahmed I, mentre sua madre era, con tutta probabilità, la Haseki Kösem Sultan[2][3]. Tuttavia, esiste una seconda teoria che la indica come la teorizzata secondogenita di Mahfiruz Hatun, e quindi come sorella di sangue di Osman II. Attualmente, la maggior parte delle fonti note e degli storici la attribuisce a Kösem Sultan.

Ahmed la chiamò in onore della sua prozia Gevherhan Sultan, figlia di Selim II, che aveva presentato sua madre Handan Sultan a suo padre Mehmed III[4].

Matrimoni[modifica | modifica wikitesto]

Si sposò per la prima volta nel 1612, all'età di appena cinque anni, con Öküz Kara Mehmed Pascià, governatore d'Egitto, Kapudan (ammiraglio) della flotta ottomana e tre volte Gran Visir sotto Ahmed I e Osman II[5][6]. Le nozze, eccezionalmente lussuose, si tennero insieme a quelle della sorella maggiore Ayşe Sultan. Ricevette in dono il Palazzo Ibrahim Pascià, appartenuto al famoso Gran Visir Pargali Ibrahim[7], ma Gevherhan rimase vedova nel 1621, dopo aver vissuto come marito e moglie solo per un breve periodo[8]. Malgrado fosse sposata, a causa dell'età visse infatti prima coi genitori a Palazzo Topkapi e, fra la morte del padre nel 1617 e il suo secondo matrimonio nel 1622[9], in esilio a Palazzo Vecchio, con la madre e le sorelle. Ebbe comunque un figlio col marito.

Nel 1622 sposò Topal Recep Pascià[10][11], che fu Gran Visir sotto Murad IV. Ebbe una figlia con lui e rimase vedova nel 1632.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal suo primo matrimonio, Gevherhan ebbe un figlio:

  • Sultanzade (Fülan) Bey (1621/1622 - ?). Morì infante.

Dal suo secondo matrimonio, Gevherhan ebbe una figlia:

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Gevherhan morì nel 1660 e fu sepolta nella türbe di Ahmed I, nella Moschea Blu di Costantinopoli[14].

Cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie TV storica turca Il secolo magnifico: Kösem, è interpretata dalle attrici turche Çağla Naz Kargı (bambina) e Aslı Tandoğan (adulta). I suoi matrimoni e figli nell'adattamento non corrispondono qui a quelli storici, così come la sua morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gevheran e sua sorella Ayşe Sultan nacquero una nel 1605 e una nel 1608, ma gli storici sono incerti sull'assegnazione delle date
  2. ^ Singh, Nagendra Kr (2000). International encyclopaedia of Islamic dynasties (reproduction of the article by M. Cavid Baysun "Kösem Walide or Kösem Sultan" in The Encyclopaedia of Islam vol V). Anmol Publications PVT. pp. 423–424. ISBN 81-261-0403-1. Through her beauty and intelligence, Kösem Walide was especially attractive to Ahmed I, and drew ahead of more senior wives in the palace. She bore the sultan four sons – Murad, Süleyman, Ibrahim and Kasim – and three daughters – 'Ayşe, Fatma and Djawharkhan. These daughters she subsequently used to consolidate her political influence by strategic marriages to different viziers.
  3. ^ Peirce 1993, p. 365
  4. ^ Borekçi 2010, p. 94.
  5. ^ Tezcan 2001, p. 337 n. 81
  6. ^ Watenpaugh, Heghnar Zeitlian (2004). The Image Of An Ottoman City: Imperial Architecture And Urban Experience In Aleppo In The 16th And 17th Centuries. BRILL. p. 142. ISBN 978-9-004-12454-7.
  7. ^ Dumas 2013, p. 552-9
  8. ^ Ayvansaray-i, Hafiz Hueseyin (2000). The Garden of the Mosques: Hafiz Hüseyin Al-Ayvansarayî's Guide to the Muslim Monuments of Ottoman Istanbul. Brill. p. 30. ISBN 978-9-004-11242-1.
  9. ^ A quindici anni, era considerata adulta per vivere con suo marito, anche se, come principessa imperiale, non aveva l'obbligo di consumare il matrimonio se non lo desiderava
  10. ^ Tezcan 2001, p. 334 n. 58
  11. ^ Dumas 2013, p. 564.
  12. ^ Dumas 2013, p. 462
  13. ^ Dumas 2013, p. 570
  14. ^ ] Peirce, Leslie P. (1993), The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire, Oxford University Press, p. 365, ISBN 0195086775

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Borekçi, Günhan (2010). Factions And Favorites At The Courts Of Sultan Ahmed I (r. 1603-17) And His Immediate Predecessors.
  • Dumas, Juliette (2013). Les perles de nacre du sultanat: Les princesses ottomanes (mi-XVe – mi-XVIIIe siècle).
  • Peirce, Leslie P. (1993). The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire. Oxford University Press. ISBN 978-0-195-08677-5.
  • Tezcan, Baki (November 2001). Searching for Osman: A reassessment of the deposition of the Ottoman Sultan Osman II (1618-1622) (PhD Thesis). Princeton University.
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