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Sublime porta

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Impero ottomano.

La Sublime Porta in epoca ottomana.
La Bab-ı Ali nel 2006.

Sublime porta (in turco Bab-ı Ali, in arabo باب عالی), ossia "Porta Superiore o Suprema", o anche Porta ottomana, è uno degli elementi architettonici più noti del Palazzo Topkapı di Istanbul, antica residenza del sultano ottomano.
Il vocabolo è stato utilizzato, nel corso dei secoli, per indicare il governo dell'Impero ottomano.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal portone, situato a Istanbul nelle immediate vicinanze del Topkapi, che conduceva al quartier generale del gran visir, dove il sultano teneva la cerimonia di benvenuto per gli ambasciatori stranieri.

Il termine ha origine dal francese che era la lingua franca della diplomazia europea. In seguito passò ad indicare il Ministero degli Esteri e in epoca contemporanea l'ufficio del governatore (Wali) della Provincia di Istanbul. Il nome è stato interpretato anche come riferimento alla posizione dell'Impero Ottomano, come punto di passaggio tra Europa ed Asia.

Nell'antica società turco-mongola la soglia della tenda del khan era il luogo della giustizia, dove il sovrano sedeva per giudicare. Era protetta dalla divinità tanto che calpestarla era un delitto punito con la condanna a morte, come sperimentò un compagno di Guglielmo da Rubruck che, dopo averla toccata con un piede, riuscì a salvarsi solo sostenendo di non conoscere quella legge[1][2].

Nell'impero ottomano il termine "Sublime Porta" (Bābı ‘Āli) fu utilizzato prima di tutto per indicare il palazzo imperiale, il luogo dove si riuniva il consiglio di stato (divan) e in particolare la terza porta detta anche "Porta della Felicità". Al di là di essa stava l'inaccessibile residenza imperiale il cui simbolismo rimandava al Paradiso islamico[3].

Come sinonimo di stato ottomano esso fu usato solo in seguito. Dopo il 1654 il divan non si riunì più nel Topkapı, bensì nel palazzo dei gran visir cui vennero delegati i poteri stessi del sultano. "Sublime Porta" fu definita quindi, in un primo tempo, la residenza ufficiale del gran visir e, dall'ultimo quarto del XVIII secolo, anche l'Impero stesso[4][5][6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rubruck, G (1987), Viaggio nell'impero dei Mongoli, 1253-1255, Roma, pp. 118, 128, 174, 176, 252-253.
  2. ^ Roux, JP (1988), Storia dei Turchi, Milano, p. 83
  3. ^ Necipoğlu, G (1991), Architecture, Ceremonial nd Power. The Topkapı Palace in the Fifteenth and Sixteenth Centuries, Cambridge–Londra, The MIT Press, p. 90
  4. ^ Deny, J (1979), Bāb-i ‘Āli, in The Encyclopedia of Islām, I, Leida, p. 836.
  5. ^ Mantran, R (1978), Ḳapı, in The Encyclopaedia, IV, Leida, p. 568.
  6. ^ Mantran, R (1985), La vita quotidiana a Costantinopoli ai tempi di Solimano il Magnifico, Milano, Rizzoli, p. 111

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Deny, J (1979), Bāb-i ‘Āli, in The Encyclopedia of Islām, I, Leida, p. 836.

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