Achille Silvestrini

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Achille Silvestrini
cardinale di Santa Romana Chiesa
Achille Silvestrini.jpg
Il cardinale Silvestrini l'11 novembre 2006
Coat of arms of Achille Silvestrini.svg
Crux fidelis arbor una nobilis
 
Incarichi ricoperti
 
Nato25 ottobre 1923 a Brisighella
Ordinato presbitero13 luglio 1946 dal vescovo Giuseppe Battaglia
Nominato arcivescovo4 maggio 1979 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato arcivescovo27 maggio 1979 da papa Giovanni Paolo II
Creato cardinale28 giugno 1988 da papa Giovanni Paolo II
Deceduto29 agosto 2019 (95 anni) a Roma
 

Achille Silvestrini (Brisighella, 25 ottobre 1923Roma, 29 agosto 2019) è stato un cardinale, arcivescovo cattolico e diplomatico italiano, al servizio della Santa Sede, prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Conseguì la maturità classica presso il R. Liceo Ginnasio E. Torricelli di Faenza[1], poi entrò nel seminario diocesano. Proseguì gli studi laureandosi in Lettere classiche presso l'Università di Bologna. Il 13 luglio 1946 fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Battaglia nella cattedrale di Faenza; proseguì la sua formazione a Roma, dove conseguì il dottorato in utroque iure presso la Pontificia Università Lateranense (1953) e frequentò i corsi di perfezionamento alla Pontificia Accademia Ecclesiastica per la formazione dei diplomatici della Santa Sede.

Il 1º dicembre 1953 entrò a servizio della Segreteria di Stato della Santa Sede, dove si occupò delle relazioni con i paesi del sud-est asiatico, in particolare Vietnam, Cina e Indonesia. Silvestrini svolse per decenni incarichi diplomatici per la Santa Sede. Dal 1958 fu segretario personale del cardinale segretario di Stato Domenico Tardini e mantenne l'incarico anche presso il suo successore, Amleto Giovanni Cicognani (fino al 1969; anch'egli nato a Brisighella). Come responsabile dei rapporti con le organizzazioni internazionali fu uno dei principali collaboratori del cardinale Agostino Casaroli, di cui assecondò la politica di apertura e distensione verso i regimi comunisti dell'Europa orientale; partecipò a tutte le fasi della conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (1975), dai lavori preparatori a Ginevra (1973) alla riunione di Belgrado per verificarne l'applicazione; ottenne il riconoscimento esplicito, nel decalogo finale, della libertà religiosa, che offrì una legittimazione alle richieste della Chiesa cattolica nei negoziati con i Paesi dell'Est europeo[2][3]. Fu capo delegazione della Santa Sede alla conferenza dell'ONU sull'uso civile dell'energia atomica (1971) e alla conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi atomiche (1975). Dal 28 luglio 1973 fu Sottosegretario della sezione per i Rapporti con gli stati della Segreteria di Stato, dove nel 1979 assunse l'incarico di Segretario.

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 1979 fu nominato arcivescovo titolare di Novaliciana da papa Giovanni Paolo II, da cui ricevette l'ordinazione episcopale il 27 maggio successivo; tra il 1980 e il 1983 fu rappresentante della Santa Sede alla Terza conferenza sulla sicurezza e cooperazione in Europa (CSCE), a Madrid; fu a capo della delegazione vaticana per la revisione dei Patti Lateranensi col governo italiano (18 febbraio 1984). Partecipò anche agli incontri sulla crisi delle isole Falkland e sulla rivoluzione in Nicaragua.

Cardinalato[modifica | modifica wikitesto]

Foto del 2010

Nel concistoro del 28 giugno 1988 fu creato cardinale cardinale diacono di San Benedetto fuori Porta San Paolo e il 1º luglio successivo venne nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Negli anni successivi fu nominato prefetto della Congregazione per le chiese orientali (24 maggio 1991) e gran cancelliere del Pontificio Istituto Orientale. Nel 1988 fu tra coloro che spinsero per la scomunica dei lefebvriani.[4]

Il 29 gennaio 1999 venne promosso a cardinale dell'ordine dei presbiteri, mantenendo però lo stesso titolo; raggiunto il limite di età di settantacinque anni, il 25 novembre 2000 rassegnò le dimissioni da prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e nel 2003, raggiunti gli ottant'anni, non fu più enumerato tra i cardinali elettori al conclave.

È stato presidente della «Fondazione Comunità "Domenico Tardini" onlus» e della «Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth».[5] Il 15 dicembre 2006 l'Accademia Bonifaciana di Anagni gli conferisce, nella sua IV edizione, il Premio Internazionale Bonifacio VIII "...per una cultura della Pace".

Nel 2009 Edizioni Studium ha pubblicato La storia, il dialogo, il rispetto della persona. Scritti in onore del Cardinale Achille Silvestrini, a cura di Luca Monteferrante e Damiano Nocilla.[6]

È deceduto nel Policlinico Agostino Gemelli di Roma il 29 agosto 2019 all'età di 95 anni. Le esequie si sono svolte il 30 agosto alle ore 15.30 all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana e sono state celebrate dal cardinale Giovanni Battista Re, vice decano del Collegio cardinalizio, insieme con i cardinali, arcivescovi e vescovi presenti a Roma. Al termine della celebrazione eucaristica, papa Francesco ha presieduto il rito dell'Ultima Commendatio e della Valedictio.
È sepolto nel cimitero del suo paese natale.

Genealogia episcopale e successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 4 ottobre 1985[7]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
— 9 settembre 1981
Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 20 febbraio 1991
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2004[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liceo Torricelli, foto di classe della terza liceo 1941-42, su liceotorricelli.it. URL consultato il 20 luglio 2013.
  2. ^ Aldo Preda, Attraversò la Storia, ne «il Resto del Carlino», 30 agosto 2019.
  3. ^ «Il cardinale Parolin è intervenuto alla conferenza ospitata dall'Ambasciata italiana presso la Santa Sede sui 45 anni trascorsi dagli accordi di Helsinki, che migliorarono le relazioni tra Usa e Urss. In quel frangente, afferma il segretario di Stato, il cardinale Silvestrini esplicò un "delicatissimo compito diplomatico" con grande "sensibilità umana e cristiana"». Giancarlo La Vella, Il cardinale Silvestrini, un architetto dell'Östpolitik vaticana, in Vatican News, 14 settembre 2020. URL consultato il 14 settembre 2020.
  4. ^ Carlo Marroni, Chi comanda (davvero) in Vaticano, su ilsole24ore.com, Il Sole 24 Ore, 4 febbraio 2009. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  5. ^ Alla Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth e all'Associazione laicale Comunità Domenico Tardini, su vatican.va, Santa Sede, 11 novembre 2006. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  6. ^ La storia, il dialogo, il rispetto della persona. Scritti in onore del Cardinale Achille Silvestrini [collegamento interrotto], su edizionistudium.it, Edizioni Studium. URL consultato il 17 aprile 2013.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Tabella degli insigniti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Monteferrante, Damiano Nocilla (a cura di), La storia, il dialogo, il rispetto della persona. Scritti in onore del Cardinale Achille Silvestrini, Roma, Edizioni Studium, 2009. ISBN 978-88-382-4079-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sottosegretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa Successore Emblem Holy See.svg
Mario Pio Gaspari 28 luglio 1973 - 4 maggio 1979 Audrys Juozas Bačkis
Predecessore Vescovo titolare di Novaliciana
(titolo personale di arcivescovo)
Successore BishopCoA PioM.svg
Héctor Luis Lucas Peña Gómez 4 maggio 1979 - 28 giugno 1988 Faustino Sainz Muñoz
Predecessore Segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa Successore Emblem Holy See.svg
Agostino Casaroli 4 maggio 1979 - 28 giugno 1988 Angelo Sodano
Predecessore Cardinale diacono e presbitero di San Benedetto fuori Porta San Paolo Successore CardinalCoA PioM.svg
- 28 giugno 1988 - 29 agosto 2019
Titolo presbiterale pro hac vice dal 9 gennaio 1999
vacante
Predecessore Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore Emblem Holy See.svg
Aurelio Sabattani 1º luglio 1988 - 24 maggio 1991 Gilberto Agustoni
Predecessore Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali Successore Emblem Holy See.svg
Duraisamy Simon Lourdusamy 24 maggio 1991 - 7 settembre 2000 Ignace Moussa I Daoud
Predecessore Gran cancelliere del Pontificio Istituto Orientale Successore Pontificio Istituto Orientale.jpg
? 1993 - 7 settembre 2000 Ignace Moussa I Daoud
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