Tutta la vita davanti
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| Tutta la vita davanti | |
| Titolo originale: | Tutta la vita davanti |
| Paese: | Italia |
| Anno: | 2008 |
| Durata: | 117' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | commedia |
| Regia: | Paolo Virzì |
| Sceneggiatura: | Paolo Virzì, Francesco Bruni |
| Casa di produzione: | Medusa Film Motorino Amaranto |
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| Fotografia: | Nicola Pecorini |
| Montaggio: | Esmeralda Calabria |
| Musiche: | Franco Piersanti |
| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
Tutta la vita davanti è un film del 2008, diretto da Paolo Virzì, commedia agro-dolce sul precariato raccontata attraverso il mondo dei call center.
Il film è liberamente ispirato al libro Il mondo deve sapere di Michela Murgia.
[modifica] Trama
Marta, ragazza siciliana a Roma per l'Università, appena laureata con lode in filosofia, cerca di ottenere un posto come ricercatrice, con l'appoggio convinto della madre, malata di cancro, e della sorella, entrambe in Sicilia. Nell'attesa dei risultati del concorso, Marta cerca un lavoro part-time. Mentre il fidanzato, anche lui neolaureato, parte per gli Stati Uniti con un assegno di ricerca, Marta sostiene diversi colloqui senza esito, finché non riesce a trovare un impiego come baby-sitter e si trasferisce in una stanzetta nella casa fatiscente di Sonia, una ragazza all'incirca della sua età, con pochi soldi, un viavai di uomini e la testa fra le nuvole, e una bambina, Lara, a cui non sembra molto in grado di badare. Tra Marta e la bimba si instaura presto un legame molto forte, e Marta le legge spesso gli scritti di grandi filosofi come Platone, Zenone e Socrate, piuttosto che le favole; Marta ha però bisogno di guadagnare di più, e Sonia le consiglia di rivolgersi alla Multiple Italia, dove anche lei lavora. L'azienda commercializza un costoso elettrodomestico multifunzione tramite ragazze addette al call center e ragazzi che si occupano delle dimostrazioni a domicilio e delle vendite vere e proprie. Marta diventa telefonista, scoprendo un mondo a lei del tutto nuovo. Le tecniche di fissazione degli appuntamenti telefonici si basano alternativamente sull'insistenza, sul patetismo o sull'ignoranza e le paure delle casalinghe; le sue colleghe sono perlopiù ragazze ingenue, che sull'autobus parlano dei reality show, che Marta nemmeno conosce; i venditori sono ragazzi in cerca di successo e di autostima (in particolare il venditore che conclude gli appuntamenti fissati da Marta, Lucio detto Lucio 2). Le tecniche di motivazione dell'azienda hanno dell'incredibile (messaggi sul cellulare da parte della capo telefonista, canzoncine motivazionali quotidiane, premiazioni con futili gadget o pubbliche ramanzine alla fine di ogni mese, balli propiziatori) e Marta, pur risultando fin dall'inizio tra le più brave a fissare appuntamenti telefonici (scatenando in alcuni casi l'invidia delle colleghe, prima fra tutte l'acida Maria Chiara) mantiene sempre un lucido e ironico distacco. Il primo serio turbamento etico la colpisce quando, dopo aver fatto credere ad una cliente di essere una vecchia amica della nipote per ingraziarsela, scopre che quest'ultima si è suicidata; è intenzionata a non molestare ulteriormente l'anziana, ma questa, commossa, la cerca più volte per aiutarla nel suo lavoro, vedendo nel suo caso la ristrettezza di prospettive che è stata fatale per la nipote. La bravura di Marta nel lavoro la fa entrare molto presto nelle grazie di Daniela, l'invasata capo telefonista, che si vocifera abbia una relazione con Claudio, il capo dell'azienda. Marta rivela a Giorgio, sindacalista della NIDIL ovvero la sezione della CGIL che si occupa dei lavoratori a contratto atipico, i criteri di licenziamento e le tecniche di motivazione/mobbing di cui è quotidianamente testimone, a cui il primo non può assistere sia perché ignorato dagli impiegati che perché boicottato dall'azienda, la quale non gli permette nemmeno di entrare; quando sembra che tra i due stia nascendo un sentimento, Marta lascia il suo fidanzato con un messaggio di posta elettronica, ma scopre immediatamente dopo che Giorgio ha avuto un'avventura con Sonia. Come per ripicca, Marta va a letto con l'esaltato Lucio 2, senza però voler iniziare con lui alcun tipo di relazione. Quando il comportamento antisindacale dell'azienda è reso pubblico, all'interno si scatena una caccia alla spia, che si conclude con il licenziamento di Sonia, poiché viene vista parlare con Giorgio quando la visita in veste da sindacalista di quest ultimo è appena terminata e Sonia è in procinto di iniziare il suo turno ignara del tutto. Sonia, dalla vita squinternata ma di buon cuore, voleva solo dire a Giorgio che lo avrebbe lasciato, pensando di aver ferito i sentimenti di Marta. In realtà Marta si era infuriata con Sonia non soltanto per la delusione, ma anche e soprattutto per la scarsa attenzione che Sonia dedicava a sua figlia e per la immaturità della stessa. L'azienda, dopo la cattiva pubblicità, entra in crisi; Marta litiga con Giorgio, furiosa sia per aver constatato la sua scorrettezza (scopre infatti che ha moglie e figlio) nei confronti di Sonia con cui lei crede abbia una relazione, sia per la questione sindacale da lui aperta, accusandolo di non rendersi conto della realtà che lo circonda e di aver tolto i mezzi di sussistenza a tante persone, e a una in particolare. Infatti Sonia, che ha molto bisogno di soldi, chiede consiglio a un'amica ed entra nel giro delle escort. Nel frattempo Daniela, che non ha altri con cui confidarsi, comunica a Marta di aspettare un figlio da Claudio e di attendere il suo imminente divorzio, mentre Claudio coinvolge Marta nelle sue questioni familiari facendole intendere che Daniela si fa troppe illusioni e che lui è legatissimo ai suoi figli. L'improvvisa confidenza, peraltro affatto ricercata, di Marta con i capi dell'azienda le attira presto l'astio delle colleghe; in più riceve un'altra telefonata dell'anziana signora con la nipote suicida, che le comunica che il ragazzo venuto a fare la dimostrazione dell'elettrodomestico (Lucio 2), saputo che la signora non poteva permettersi di acquistare, ha avuto degli scatti d'ira, ha danneggiato una porta e ha forse portato via i 300 Euro della sua misera pensione, che si trovavano in vista su un tavolo. L'ingenuità, l'estrema gentilezza, e persino la difesa di Lucio 2 della signora commuovono Marta e la fanno sentire terribilmente in colpa. Il momento per lei è pessimo, si ritrova ad essere senza alcun punto di riferimento, e le giunge per di più la notizia della morte dell'amata madre. Quando Lucio 2, depresso per non essere riuscito a conquistare Marta e poco incisivo nel lavoro, risulta essere il peggior venditore del mese, gli viene richiesto di subire la punizione goliardica prevista e scelta da se stesso, ovvero scrivere sulla propria fronte la parola "sfigato" con un pennarello indelebile; ma si rifiuta, litiga per questo con i colleghi e viene prima rincorso, e poi umiliato e licenziato da Claudio. Sconvolto e in lacrime, se ne va in macchina ma ha un incidente stradale. Questo episodio provoca da parte dei sindacalisti della NIDIL l'instaurazione di una causa per mobbing, che con la testimonianza di Marta e Lucio 2 ha successo e mette in grave crisi l'azienda. Quando Daniela decide che è ora di comunicare a Claudio la propria gravidanza, la sua risposta non è delle migliori: privata probabilmente del lavoro che è la sua ragione di vita, e dell'illusione dell'amore, in un raptus Daniela uccide Claudio, scivolando poi nella follia e facendosi arrestare la mattina dopo, mentre appena arrivata sul luogo di lavoro e scena del delitto, sprona le telefoniste alle loro mansioni e parla della necessità di lavorare, ancora una volta, con convinzione e impegno. L'azienda viene chiusa del tutto, e tutti gli impiegati, in una sorta di catarsi, si recano insieme al centro commerciale, ridono e si divertono, maschi e femmine non più separati, ansia e invidie di colpo spazzate via. Tornata a casa Marta trova Lara per strada, in attesa che l'appartamento si liberi dai clienti della madre; indignata, decide di portare via la bambina e darla in custodia alla nonna, ma Sonia le raggiunge, e la bambina, pur molto legata a Marta, non vuole separarsi da sua madre. Marta chiede allora di essere accompagnata a casa dell'anziana signora, a cui restituisce i soldi della pensione giustificando così il suo collega. I soldi erano in realtà il compenso corrispostole da una prestigiosa pubblicazione accademica americana, che aveva accettato il suo scritto riguardante il confronto tra la filosofia di Heidegger, le dinamiche di relazione tra le telefoniste di un call center e quelle dei protagonisti di un reality show. La signora, ben lieta, abbraccia Marta che scoppia in un pianto liberatorio. Il film si conclude con il pranzo che la signora offre a Marta, Sonia e la piccola Lara, la quale, interrogata dalla signora su cosa voglia fare da grande, risponde "filosofia".
[modifica] Note
- La voce narrante è di Laura Morante.
- Al film partecipano anche Edoardo Gabbriellini, già protagonista di Ovosodo, e Caterina Guzzanti, inoltre nel film compaiono in alcuni piccoli cameo l'attrice Francesca D'Aloja, la regista Francesca Archibugi, la conduttrice Serena Dandini e il regista del film Paolo Virzì.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Tutta la vita davanti dell'Internet Movie Database
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