Stefano Nardini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stefano Nardini
cardinale di Santa Romana Chiesa
CardinalCoA PioM.svg
Nato  ?, Milano
Creato cardinale 7 maggio 1473 da papa Sisto IV
Deceduto 22 ottobre 1484, Milano

Stefano Nardini, detto anche il cardinale di Milano (Milano, 1420 circa – Milano, 22 ottobre 1484), è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano. Era patrizio di Forlì.

Roma, via del Governo vecchio, epigrafe dell'immobile donato dal cardinale Nardini per la fondazione del collegio, con lo stemma Nardini.

Dalle armi alla croce[modifica | modifica sorgente]

Stefano nardini nacque a Milano intorno al 1420 da Nardino e Giulia dell'Aste.[1] Nipote del futuro arcivescovo e cardinale Carlo Nardini, Stefano In gioventù intraprese la carriera militare (si mise al servizio di Antonio I Ordelaffi e poi di Francesco Sforza[2]), ma successivamente si dedicò alla carriera ecclesiastica entrando nella Corte pontificia di Roma. Ivi fu nominato canonico del capitolo della cattedrale metropolitana di Ferrara e Tesoriere Generale delle Marche, venne nominato Governatore di Romagna sotto il pontificato di Callisto III.[3] Ottenne poi la piena fiducia di Pio II e da questi fu inviato in Germania presso l'imperatore Federico III, presso il quale ottenne importanti risultati per conto della santa sede.[4] Pio II lo inviò anche in Francia e in Aragona per dirimere delle questioni con i rispettivi sovrani e, dopo che il sovrano di quest'ultimo regno abrogò una legge che contrastava con gli interessi della Chiesa, Pio II lo premiò nominandolo arcivescovo di Milano.[5]

Arcivescovo di Milano e incarichi politici[modifica | modifica sorgente]

L'assenza continua da Milano (1461-1466)[modifica | modifica sorgente]

Eletto arcivescovo di Milano il 13 novembre 1461[6], succedette allo zio Carlo, occupandone la sede sino alla propria morte. In quanto stretto collaboratore del papa (ricopriva l'incarico di vicecamerario), non poté prendere immediatamanete possesso dell'arcidiocesi. Entrò a Milano, infatti, solo il 16 maggio del 1463.[7] Nel giro di pochi mesi, però, il Nardini dovette partire alla volta di Ancona, ove Pio II stava progettando la creazione di una crociata volta alla riconquista di Costantinopoli, impresa che fallì miseramente e che afflisse talmente il pontefice da portarlo alla morte (14 agosto)[8]. Ritornato a Roma per il conclave del 1464, assieme al vescovo Teodoro Lelio di Treviso, si oppose al decreto papale che riduceva il numero dei cardinali elettori in un conclave per l'elezione pontificia. Nunzio straordinario a Napoli, passò alla nunziatura di Francia (aprile 1467-1468[9]), risiedendo a Parigi. Questi continui incarichi politici portarono il Nardini a nominare una serie di vicari capitolari e vescovi ausiliari per la gestione dell'arcidiocesi: Lancillotto conte di Medde e Romano de Barni, ma anche Ambrogio de’ Crivelli prevosto di S. Ambrogio, Davide de Lanterii, Pino dell’Aste, Giovanni da Viterbo.[10]

La prima permanenza milanese (1466-1471)[modifica | modifica sorgente]

Seguirono (nonostante gli spostamenti con la Francia) degli anni relativamente tranquilli per il Nardini, il quale poté rivolgere la propria attenzione verso la Diocesi. Sebbene occupato dagli incarichi diplomatici, il Nardini non si dimenticò mai di governare in modo energico e deciso la propria sede (già appena entrato nel 1463, l'arcivescovo protesse un gruppo di domenicani che erano giunti a Milano sotto la protezione del conte Gaspare Vimercati[11]). Apprezzato già da Francesco Sforza (il quale però a mala pena tollerava le continue assenze dell'alto prelato[12]), nei primi anni di governo del figlio Galeazzo Maria Nardini risiedette più stabilmente a Milano, dimostrando energie e buone intenzioni:

"...ripristinò alcune devozioni andate in disuso; volle che si praticassero le Rogazioni triduane anche in città (poiché erano pochi i manoscritti recanti le preci da recitarsi durante le processioni ed in chiesa, il sac.Arcangelo Undegardi, parroco in Milano, fece stampare un libretto che veniva distribuito a quanti erano obbligati ad intervenire a queste processioni di penitenza."[13]

Il 29 ottobre del 1466 benedisse i primi lavori della chiesa di S.Maria della Pace. Si dedicò, poi

La benevolenza di Sisto IV (1471-1484)[modifica | modifica sorgente]

La permanenza a Milano fu però molto breve. In seguito alla morte di Paolo II, il Nardini andò a Roma nel luglio del 1471 e venne nominato dal Sacro Collegio dei Cardinali alla carica di Governatore di Roma, carica che egli accettò con riluttanza.

Eletto pontefice il cardinale Della Rovere, Nardini si segnalò presso il nuovo Papa per il suo ingegno e le sue capacità. Per questo motivo, fu tra i collaboratori preferiti di papa Sisto IV che lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 7 maggio 1473 (come cardinale di S.Adriano, poi cambiato con quello di S.Maria in Trastevere il 12 novembre 1476)[14][15], assieme a quello che sarà il suo successore, Giovanni Arcimboldi[16]. Altri onori concessi da papa Sisto furono concessi al Nardini: Abate commendatario del monastero di Saint-Sauveur de Lodève (31 agosto 1473) e del monastero benedettino di Saint-Sauveur de Blaye, nell'arcidiocesi di Bordeaux (21 novembre 1473), venne nominato anche abate commendatario del Monastero benedettino di Santo Stefano di Genova (24 dicembre 1473-15 marzo 1474, ritiratosi).[17] Il 5 luglio 1479 rassegnò le proprie dimissioni dalla commenda del monastero benedettino di San Cuesna, nella diocesi di Barcellona e l'11 gennaio 1480 rassegnò le proprie dimissioni anche da quello del Monastero vallombrosiano di San Bartolomeo, nella diocesi di Novara. Il 30 gennaio dello stesso anno rinunziò anche all'incarico di Abate commendatario del monastero benedettino di sant'Ambrogio a Milano e di un altro monastero di cui cedette i diritti al nipote Giovanni. Nominato Camerlengo del Sacro Collegio (8 gennaio 1481 - 7 gennaio 1482), ricevette nel proprio palazzo romano Roberto Malatesta, Comandante delle truppe pontificie, che venne ucciso poi il 10 dicembre 1483 nel corso degli scontri.

Morte[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla morte di Papa Sisto, Nardini partecipò al conclave dell'agosto 1484 in cui fu eletto Giovanni Battista Cybo, che prese il nome di Innocenzo VIII. Nominato legato pontificio ad Avignone[18], il Nardini non poté però espletare questo compito: morì infatti a Roma il 22 ottobre dello stesso anno[19]. Fu sepolto nella Basilica Vaticana.[20]

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Il Nardini non fu soltanto un valente diplomatico e politico. Il prelato fu infatti il fondatore del "Collegio Nardini" (1478)[21] nell'attuale via di Parione (non lontano dal palazzo del Governo Vecchio e unito alla chiesa di San Tommaso in Parione a Roma), inizialmente aperto a soli 24 studenti.

Nel 1483 fece ricostruire la sacrestia di Santa Maria in Trastevere, la sua chiesa titolare, e fece donazioni consistenti all'arcidiocesi di Milano, costruendo il palazzo arcivescovile ed una sontuosa villa fuori dalle mura cittadine.

Partecipò al conclave del 1484, venne nominato legato ad Avignone, ma non fu in grado di ottenere ufficialmente l'incarico in quanto morì il 22 ottobre di quello stesso anno, lasciando tutti i suoi averi all'ospedale San Giovanni di Roma.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "NARDINI, Stefano", Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 77 (2012) di Anna Esposito --> http://www.treccani.it/enciclopedia/stefano-nardini_%28Dizionario-Biografico%29/
  2. ^ Ibidem
  3. ^ Ibidem
  4. ^ Eugenio Cazzani, Vescovi e Arcivescovi di Milano, Massimo - Ned, Milano 1996, pag.213
  5. ^ Dizionario biografico...
  6. ^ Eugenio Cazzani, Vescovi e Arcivescovi di Milano, Massimo - Ned, Milano 1996, pag.213
  7. ^ Dizionario biografico...
  8. ^ Ibidem
  9. ^ Ibidem
  10. ^ Ibidem
  11. ^ Arcivescovi e Vescovi...pag.213
  12. ^ Come si evince dal Dizionario Biografico degli Italiani, Francesco Sforza non era inizialmente propenso ad accettare un prelato continuamente impegnato in missioni diplomatiche. Rassicurato da Pio II, lo Sforza poté constatare delle buone qualità umane ed organizzative del prelato, tanto da nominarlo membro del Consiglio Ducale. Quando però il Nardini dovette intraprendere nuove missioni, la lontananza causò numerosi malcontenti tra i milanesi, specie nel Duca.
  13. ^ Vescovi e Arcivescovi...pag.214
  14. ^ Vescovi e Arcivescovo...pag.213
  15. ^ Dizionario biografico...
  16. ^ Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni di Gaetano Moroni, 1879, Venezia, Tip. Emiliana, pag.143
  17. ^ guarda nota 15
  18. ^ Dizionario Biografico...
  19. ^ Vescovi e Arcivescovi...pag.215
  20. ^ Ibidem
  21. ^ Ibidem, pag.214

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Carlo Nardini 1461-1484 Giovanni Arcimboldi
Predecessore Cardinale presbitero di Sant'Adriano al Foro
pro illa vice
Successore CardinalCoA PioM.svg
Hugues de Lusignan sino al 1431
Sede vacante (1431-1473)
1473-1476 Giovanni d'Aragona
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere Successore CardinalCoA PioM.svg
Amico Agnifilo della Rocca 1476-1484 Jorge da Costa
Predecessore Camerlengo del Sacro Collegio Successore CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Zeno
1480 - 1481
1481 - 1482 Ausias Despuig
1482 - 1483