Saussurea

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Saussurea
Saussurea americana 8608.JPG
Saussurea americana
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsinae
Genere Saussurea
DC., 1810
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Specie
(Vedi: Specie di Saussurea )

Saussurea è un genere di piante erbacee spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Saussurrea) deriva da quello dello scienziato ginevrino Horace-Bénédict De Saussure (1740 – 1799), naturalista e alpinista, professore presso l'Accademia di Ginevra, che fu il promotore della prima salita al Monte Bianco nel 1786, e da quello del figlio Théodore de Saussure.[1][2]
Il nome scientifico di questo genere è stato definito da Augustin Pyrame de Candolle (Ginevra, 4 febbraio 1778 – 9 settembre 1841) botanico e micologo svizzero, nella pubblicazione "Annales du Museum National d'Histoire Naturelles, no.16" del 1810.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Portamento
(Saussurea pygmaea)

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
L'aspetto di queste piante è erbaceo lievemente cespuglioso con piccole dimensioni (non raggiungono i 50 cm in Europa – i 120 cm in America[4]). La forma biologica della maggior parte delle specie è emicriptofita rosulata (H ros); ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e con le foglie disposte a formare una rosetta basale. L’indumento spesso è irsuto e comunque pubescente. Queste piante inoltre profumano di vaniglia.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma a portamento più o meno obliquo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, ascendente e striata. L’infiorescenza è perlopiù terminale.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

La foglia
(Saussurea americana)

Le foglie sono sia basali che caulinari sia sessili che picciolate. Sono lineari o strettamente lanceolate con punte acuminate; sono inoltre progressivamente ristrette alla base; la pagina inferiore è pubescente (lanosa o tomentosa), quella superiore è verde; i bordi sono lievemente dentati. Le foglie più grandi in genere sono riunite alla base del fusto e sono disposte a rosetta in modo alterno.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza
(Saussurea discolor)
Località: "Giardino Botanico delle Alpi Orientali", Monte Faverghera (BL), 1500 m s.l.m. – 23/06/2007

La infiorescenza è formata da un unico capolino relativamente grande oppure da pochi capolini in formazioni corimbose (fascetto apicale). La struttura del capolino è quella tipica delle Asteraceae: un breve peduncolo sorregge un involucro piriforme-cilindrico o fusiforme o ovoidale-oblungo o campanulato, composto da diverse brattee (o squame) inermi (senza appendice apicale spinosa), disposte su più serie (da 3 a 5 o più) in modo embricato che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano (o convesso), provvisto di pagliette[2] (senza pagliette in altre descrizioni[4]), sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi (da 10 a 20). Le squame hanno forme diverse (lanceolate o lineari o ovali) e sullo stesso capolino possono essere di dimensioni diverse; i margini sono interi o dentati con apici ottusi o acuti; il portamento può essere appressato oppure no.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso[5] (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono ermafroditi, attinoformi, tetra-ciclici (con quattro verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ossia sia il calice che la corolla sono composti da cinque elementi).

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[6]
  • Corolla: la corolla ha una forma cilindrica regolare (tubolare) ma sottile terminante improvvisamente con 5 lobi; il colore è da bianco a roseo-vinoso a violetto fino a blu.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e glabri; le antere sono saldate fra di loro e formano un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono lanceolate (alla base sono presenti due sottili ciglia lanose).[2] Il colore delle antere in genere è viola-nerastro.
  • Gineceo: l'ovario è infero e uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è unico con uno stimma terminale lungamente bifido e glabro (è presente solamente un anello di peli sotto la ramificazione dello stilo). La superficie stigmatica è localizzata nella parte interna dello stilo.[7] Il colore dello stilo è scuro.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni a forma sub-cilindrica, allungati e stretti, oppure angolata con 4 – 5 sub-lati; sono striati longitudinalmente. La superficie può essere ghiandolosa, liscia o ruvida. Il pappo si compone di un ciuffo di peli bi-seriati: i peli esterni sono persistenti e denticolati, quelli interni più grandi sono più piumosi, caduchi e connati alla base.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Distribuzione: il genere ha una distribuzione molto ampia (Europa, Asia e America – una in Australia) ma sempre in regioni montuose di tipo alpino; è un po’ meno distribuito nelle pianure. In questo gruppo sono comprese diverse centinaia di specie (circa 400) di cui 4 sono presenti anche nella flora spontanea italiana ma sono considerate abbastanza rare.[8] In Asia e nell’Himalaya si ha la più grande diversificazione del genere; in Cina con oltre 250 specie è uno dei generi di piante più numeroso. [9]
  • Habitat: l'habitat tipico per le specie di questo genere sono le zone ghiaiose e i pascoli alpini.

Tutte è quattro le specie spontanee della flora italiana vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine[10].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
S. alpina 10 alpino
subalpino
Ca basico basso secco F5 UD
S. depressa 3 alpino Ca basico basso medio C2 C3 TO
S. discolor 10 alpino
subalpino
Ca/Si basico basso secco C2 C3 F5 tutto l’arco alpino
(escl. CN VA VC TV)
S. pygmaea 10 alpino Ca/Si neutro medio medio C2 C3 F5 tutto l’arco alpino
(escl. CN TO VA VR VC TV PN)
Legenda e note alla tabella.

Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Ambienti: C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; F5 = praterie rase subalpine e alpine

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]).
Come detto sopra il genere venne denominato da De Candolle nel 1810. Ma la prima sistemazione queste piante la ebbe da Carl von Linné nel genere Serratula (altri botanici nel passato le Saussure le assegnarono al genere Cirsium). [2] Anche la classificazione del genere all’interno delle Asteraceae ha subito più di qualche “aggiustamento” nel tempo. Inizialmente apparteneva alla sottofamiglia “Tubiflorae”, tribù “Cynareae”; nel ‘900 venne assegnata alla sottofamiglia Cichorioideae, tribù Cardueae e sottotribù Echinopsinae. Attualmente in base alle ultime ricerche di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata alla sottofamiglia Carduoideae, tribù Cardueae e sottotribù Carduinae. [13][14][15]
Anche la classificazione interna al genere non mette d’accordo i vari botanici. Ad esempio in riferimento alle specie spontanee italiane non tutti riconoscono la specie S. depressa Gren. e la considerano una sottospecie della S. alpina: S. alpina (L.) DC. subsp. depressa (Gren.) Gremli [10][16] In definitiva è un genere “difficile” e in particolar modo sono i gruppi asiatici di difficile delimitazione.
I caratteri principali sui quali si basa la classificazione del genere sono:

  • il ciclo biologico (la durata della vita);
  • la forma delle foglie;
  • l’indumento generale dell’individuo;
  • il numero, la dimensione e la forma dei capolini;
  • la forma delle brattee involucrali;
  • le setole (o pagliette) del ricettacolo;
  • la morfologia dei fiori;
  • il tipo di achenio e la forma del pappo.


Attualmente il genere, essendo molto esteso, è suddiviso in sei sottogeneri e 19 sezioni. Dei vari sottogeneri quello Saussurea con 10 sezioni e oltre 300 specie è di gran lunga il più grande (vedi tabella seguente).[9]

Sottogenere Sezione Numero specie
Jurinocera (Baill.) Lipsch. 2
Eriocoryne (DC.) Hook. f Eriocoryn 17
Pseudoeriocoryne Lipsch. 4
Cincta Lipsch. 5
Amphilaena (Stschegl.) Lipsch. Amphilaena 19
Pseudoamphilaena Lipsch. 5
Theodorea (Cass.) Lipsch. Theodorea 16
Maritimae (Nakai) Lipsch. 4
Frolovia (DC.) Lipsch. Frolovia 4
Aucklandia (Falc.) O. Hoffm. 2
Saussurea Depressae C. B. Clarke 10
Jurineiformes (Lipsch.) Lipsch. 3
Jacea Lipsch. 5
Acaules C. B. Clarke 13
Laguranthera (C. A. Mey. ex Endl.) Lipsch. 54
Elatae Hook. f. 12
Pycnocephala Lipsch 19
Cyathidium (Lindl. ex Royle) Ling 36
Rosulascentes (Kitam.) Lipsch. 15
Saussurea 149


Il numero cromosomico delle specie di questo genere varia da 2n = 26 a 2n = 38. [4]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma del genere

Da analisi di tipo filogenetico[9][17] risulta che la circoscrizione attuale del genere è parafiletica: la Saussurea sezione Elate e la Saussurea sottogenere Jurinocera insieme, oltre a formare una unità monofiletica, sono “gruppo fratello” del genere Jurinea Cass. (sottotribù Carduinae); per il Saussurea sottogenere Frolovia i dati non indicano ancora una posizione precisa; mentre il resto del gruppo (i rimanenti quattro sottogeneri e 10 sezioni) è fortemente monofiletico. All’interno di questo clade alcune delimitazioni non sono ancora ben definite (vedi Saussurea sottogenere Eriocoryne, Saussurea sottogenere Amphilaena, Saussurea sottogenere Saussurea e altri); sono quindi necessari ulteriori studi su questo genere.
Alcuni botanici propongono di istituire dei nuovi generi (Himalaiella, Frolovia e Lipschitiella) per raccogliere le sezioni parafiletiche e rendere quindi il genere monofiletico. [9]
Il cladogramma a lato (tratto dallo studio citato e semplificato) evidenzia bene i problemi di classificazione sopradescritti.

Specie spontanee italiane[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra) [18].

  • Gruppo 1A: la lamina delle foglie va da lanceolata a lineare; le foglie basali sono progressivamente ristrette alla base;
  • Gruppo 2A: l’infiorescenza si compone di un unico capolino; la lamina delle foglie è lineare con la faccia inferiore grigiastra;
  • Gruppo 2B: le infiorescenze si compongo di 2 – 10 capolini; la lamina delle foglie è lanceolata (raramente è lineare);
  • Gruppo 3A: la pianta ha un portamento eretto e relativamente alto (20 – 35 cm); le foglie cauline hanno una lamina lineare con la faccia inferiore grigia o biancastra;
  • Gruppo 3B: la pianta ha un portamento nano (3 – 9 cm) con un fusto ascendente; le foglie cauline hanno una lamina lanceolata con la faccia inferiore bianco-nivea;
  • Gruppo 1B: la lamina delle foglie basali è triangolare, alla base è troncata o cuoriforme; la faccia inferiore è candida; le infiorescenze si compongo di 5 – 15 capolini;

Specie europee[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle quattro specie della flora spontanea italiana in Europa sono presenti altre sei specie:[19]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie di Saussurea.

Usi (Giardinaggio)[modifica | modifica wikitesto]

Le piante di questo genere vengo usate nell’orticoltura ornamentale. Non sono molto decorative ma sono giustamente localizzate nei gradini rocciosi e alpini con funzioni di bordure e delimitazioni di aiuole. Possono essere coltivate in qualsiasi tipo di terreno purché sciolto e in posizioni soleggiate[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato l'11 dicembre 2011.
  2. ^ a b c d e Motta 1960, Vol. 3 - pag. 645
  3. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  4. ^ a b c eFloras - Flora of North America. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  5. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 4
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22 aprile 2009.
  7. ^ Judd 2007, pag. 523
  8. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  9. ^ a b c d Eckhard von Raab-Straube, Phylogenetic relationships in Saussurea (Compositae, Cardueae) sensu lato, inferred from morphological, ITS and trnL-trnF sequence data, with a synopsis of Himalaiella gen. nov., Lipschitziella and Frolovi in Willdenowia 33 – 2003 – Pag. 379-402.
  10. ^ a b Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 568-570
  11. ^ Judd 2007, pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  13. ^ Panero Funk 2002
  14. ^ Susanna 2009
  15. ^ Kadereit Jeffrey 2007
  16. ^ Conti et al. 2005, pag. 159
  17. ^ Yoko Kita, Kazumi Fujikawa, Motomi Ito, Hideaki Ohba and Masahiro Kato, Molecular Phylogenetic Analyses and Systematics of the Genus Saussurea and Related Genera (Asteraceae, Cardueae) in Taxon - Vol. 53, No. 3 (Aug., 2004), pp. 679-690.
  18. ^ Pignatti, vol. 3 - pag. 166
  19. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 22 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]