Quân Đội Nhân Dân Việt Nam

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Quân Đội Nhân Dân Việt Nam
Esercito popolare vietnamita
Vietnamese People's Army
Bandiera dell'Esercito popolare vietnamita. la frase in alto a sinistra recita: "decisi a vincere"
Bandiera dell'Esercito popolare vietnamita. la frase in alto a sinistra recita: "decisi a vincere"
Descrizione generale
Attiva 22 dicembre 1944 – oggi
Nazione Vietnam Vietnam
Servizio esercito
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
guerra d'Indocina
guerra del Vietnam
guerra Cambogiana-Vietnamita
guerra sino-vietnamita
Comandanti
Comandanti degni di nota Vo Nguyen Giap
Van Tien Dung
Hoang Minh Thao
Chu Huy Man
Nguyen Chi Thanh

[senza fonte]

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L'Esercito popolare vietnamita è il nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Socialista del Vietnam, vittoriose protagoniste dopo la seconda guerra mondiale della guerra per l'indipendenza della nazione indocinese e poi della sanguinosa lotta per la riunificazione del paese sotto il governo comunista di Hanoi e per la sconfitta della potenza americana.

Durante questo secondo conflitto, la cosiddetta Guerra del Vietnam (1960-1975), gli Stati Uniti usarono riferirsi a questa forza armata con il nome di North Vietnamese Army (NVA) oppure People's Army of Vietnam (PAVN), denominazione ancora utilizzata nella storiografia anglosassone.

Il nome originale in lingua vietnamita è Quân Đội Nhân Dân Việt Nam, nome che porta sin dalla sua fondazione nel 1944. È importante sottolineare come l'Esercito Popolare del Vietnam era in origine (prima della riunificazione del Vietnam nel 1976) l'esercito regolare del Vietnam del Nord, costituito da reparti organizzati e ben armati, alleati, ma assolutamente distinti, delle forze armate guerrigliere filo-comuniste costituite dal 1957 per organizzare l'insurrezione nel Vietnam del Sud filo-americano, note in occidente spregiativamente come vietcong ("vietnamita rosso"), e denominate ufficialmente Esercito di liberazione, dipendenti dal cosiddetto Fronte di liberazione nazionale del Vietnam del Sud (FLN) costituito nel 1960.

Durante la guerra d'indipendenza contro il colonialismo francese (guerra d'Indocina, 1946-1954), l'Esercito popolare era indicato con il termine Viet Minh che era l'abbreviazione di Việt Nam Độc lập Đồng minh Hội, "Lega per l'indipendenza del Vietnam".

L'Esercito popolare del Vietnam mantiene una grande reputazione di efficienza e combattività: vincitore delle due durissime guerre d'Indocina, dopo aver tenuto testa alle potenze francese e statunitense, vittorioso in Cambogia (1978) e in grado di respingere l'attacco cinese del 1979, rimane una forza armata che non ha mai perso una guerra.

Attualmente l'Esercito popolare vietnamita comprende le Forze di terra popolari del Vietnam, la Marina popolare del Vietnam, l'Aeronautica popolare del Vietnam e la Guardia costiera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La forza militare progenitrice dell'Esercito popolare fu la minuscola (34 uomini iniziali) Unità di propaganda armata per la liberazione nazionale, una formazione voluta e creata dal presidente Ho Chi Minh e istituita formalmente il 22 dicembre 1944 come nucleo costitutivo delle forze armate per scacciare i francesi e le forze di occupazione giapponesi dal Vietnam.

Truppe dell'Esercito popolare del Vietnam pronte a passare all'attacco durante la guerra del Vietnam.

Questo piccolo raggruppamento iniziale sarebbe presto stato ridenominato Esercito di liberazione del Vietnam nel maggio 1945; quindi nel settembre 1945 Esercito di difesa nazionale del Vietnam (costituito ora da oltre 1.000 soldati). Infine, nel 1950, quando le forze vietnamite (ormai divenute un vero esercito, numeroso e ben armato con armi sovietiche e cinesi) guidate da Ho Chi Minh diedero inizio alla vera e propria guerra generale contro l'occupante francese, divennero ufficialmente l'Esercito popolare del Vietnam.

L'Esercito popolare dimostrò subito il suo valore, la sua combattività ed anche la sua abilità tattica, sconfiggendo ripetutamente le forze francesi e ottenendo la vittoria finale coronata dal clamoroso successo campale di Dien Bien Phu (1953).

Il generale Vo Nguyen Giap fu il primo prestigioso comandante in capo dell'Esercito popolare e il protagonista principale della vittoria sui francesi durante la guerra d'Indocina. Dopo la breve tregua seguita ai precari accordi di Ginevra del 1954, fu questo esercito che, guidato da capi abili come lo stesso Giap, Van Tien Dung, Hoang Minh Thao, Nguyen Chi Thanh, sferrò numerose offensive nel Vietnam del Sud, infiltrandosi attraverso la Zona Smilitarizzata sul 17º parallelo o il confine con Cambogia e Laos e resistette tenacemente durante la guerra del Vietnam (pur subendo perdite elevatissime, oltre 1 milione di morti) alle poderose forze statunitensi (apparentemente in possesso di una schiacciante superiorità tecnologica) che erano intervenute a partire dal 1965 per evitare il crollo del debole e corrotto Esercito del Vietnam del Sud, assolutamente non in grado di affrontare le forze guerrigliere vietcong sostenute dall'Esercito popolare.

Costituito da reparti disciplinati, combattivi e molto determinati, l'Esercito popolare (equipaggiato principalmente con armi sovietiche o cinesi) si batté ininterrottamente per oltre 10 anni infliggendo continue perdite al nemico, mantenendo l'iniziativa tattica sul campo e finendo per esaurire con le sue abili tattiche le forze americane. Alcuni reparti scelti diedero dimostrazione di grande tenacia e erano particolarmente temute dal nemico; si distinsero in particolare le divisioni 304, 316, 308, 324, 325, 3 e 7.

Soldati dell'Esercito popolare vietnamita alla vigilia dell'offensiva finale del 1975.

Pur in netta inferiorità di potenza di fuoco e sottoposto alla schiacciante superiorità aerea e di artiglieria americana, l'Esercito popolare (la cui infiltrazione a sud aumentò continuamente dai 30.000 uomini del 1965 fino a raggiungere oltre 300.000 soldati nel 1969) si batté sempre strenuamente, sottoponendo ad un continuo logoramento le forze americane; in una prima fase (1965-68), i nordvietnamiti evitarono confronti diretti convenzionali di grandi dimensioni e preferirono sferrare micidiali attacchi di sorpresa (battaglia della Landing Zone Albany), attirare il nemico in aree impervie e facilmente difendibili (battaglia di Dak To), martellare le basi di fuoco americane isolate (battaglia di Con Thien).

A partire dal lungo assedio di Khe Sanh e dalla sorprendente offensiva del Tet, l'Esercito popolare ottenne un grande successo psicologico e poté quindi: rafforzare il suo apparato logistico in Cambogia e Laos; continuare a sferrare attacchi agli americani ormai in fase di graduale ritirata (1969: benvenuto a Nixon); respingere velletarie offensive sudvietnamite (operazione Lam Son 719 del 1971).

Dopo la fallita offensiva di Pasqua del 1972, l'Esercito popolare vietnamita preferì accettare la breve tregua stabilita dagli accordi di Parigi, per rafforzarsi e attendere il ritiro politico e militare completo degli americani; infine nel 1975 l'Esercito popolare (costituito da oltre 450.000 soldati) scatenò l'offensiva finale (campagna di Ho Chi Minh) travolgendo facilmente le ultime resistenze, ottenendo la vittoria totale e costringendo alla resa il governo del Vietnam del Sud.

Dopo la vittoria, l'Esercito popolare sarebbe ancora intervenuto con efficienza nel 1978 per schiacciare in Cambogia il sanguinario regime dei Khmer Rossi di Pol Pot (inizialmente sostenuti dal Vietnam del Nord in chiave anti-americana), e avrebbe respinto il duro attacco dimostrativo cinese sul confine settentrionale (1979), mantendo il suo ruolo di potente scudo del governo comunista di Hanoi.

In tempo di pace, l'Esercito popolare è stato ed è impegnato nello sforzo del Vietnam di sviluppare la propria economia, operando nel campo dell'agricoltura, dell'industria e delle telecomunicazioni.

L'Esercito popolare vietnamita oggi[modifica | modifica wikitesto]

Parata in alta uniforme di un reparto dell'Esercito popolare del Vietnam.

Le operazioni dell'Esercito popolare vietnamita sono presiedute e coordinate dal Ministero della difesa nazionale, essendone anche il comandante in capo. Tuttavia gran parte delle direttive in campo militare sono impartite dalla Commissione militare centrale, facente capo al Partito Comunista del Vietnam.

L'esercito è suddiviso in un corpo militare centrale e da una serie di distaccamenti locali e, come gran parte degli eserciti moderni, è composto da una parte di forze regolare e da una parte di riservisti. In tempo di pace le forze regolari sono ridotte al minimo indispensabile, e tenute in costante addestramento fisico e tattico.

L'Esercito Popolare Vietnamita è composto da diverse unità che formano il corpo centrale (Chủ lực), i distaccamenti locali (Địa phương) e le Forze Popolari di Difesa (Dân quân-Tự vệ). Le unità in questione sono:

  • Le Forze di terra vietnamite (Lục quân)
  • Le Forze di difesa dei confini vietnamite (Lực lượng Biên phòng)
  • La Marina popolare del Vietnam (Hải quân Nhân dân Việt Nam), che comprende fanteria navale e Marines
  • La Guardia costiera popolare del Vietnam (Bộ đội Biên phòng Việt Nam)
  • La Forza popolare di difesa aerea del Vietnam (Phòng không-Không quân nhân dân Việt Nam).

Attualmente l'Esercito popolare è organizzato su quattro corpi d'armata principali (numerati da 1 a 4); il personale attivo viene calcolato dagli istituti di ricerca internazionale in 412.000 soldati. Le formazioni disponibili o mobilitabili in caso di crisi politiche ammonterebbero a 14 quartier generali di corpo d'armata, 10 brigate corazzate, tre divisioni meccanizzate (le vecchie divisioni d'acciaio, 308, 316 e 304), 58 divisioni di fanteria; inoltre sarebbero ancora disponibili 15 reggimenti indipendenti di fanteria, una brigata aviotrasportata; numerose brigate e battaglioni di difesa locale, oltre a 10 brigate di artiglieria campale e otto divisioni e 20 brigate di genieri.

L'equipaggiamento disponibile (principalmente di provenienza sovietica o cinese, ma con importante materiale americano catturato dopo il crollo del Vietnam del Sud), ammonterebbe a:

Presenza oltre confine[modifica | modifica wikitesto]

Il Dipartimento per gli affari esteri del Ministero di difesa nazionale si occupa dell'organizzazione delle missioni internazionali dell'Esercito popolare vietnamita. Tuttavia, fatta eccezione per la sua occupazione di metà delle isole Spratly, che sono state reclamate dal Vietnam sin dal XVII secolo, il Vietnam non ha distaccamenti presenti oltre confine dal suo ritiro dal Laos e dalla Cambogia nei primi anni novanta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S.Karnow, Storia della Guerra del Vietnam, Rizzoli 1985
  • AA.VV., NAM-cronaca della guerra in Vietnam, DeAgostini 1988

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]