Phosmet
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| Phosmet | |
| Nome IUPAC | |
| O,O-dimetil-S-ftalimidometil-fosforoditionato | |
| Nomi alternativi | |
| Phosmet Fosmet Imidan® |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C11H12NO4PS2 |
| Massa molecolare (u) | 317,3 |
| Aspetto | Cristalli incolori |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 211-987-4 |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,03 |
| Solubilità in acqua | 0,03 g/l a 20 °C |
| Temperatura di fusione (K) | 345 (72 °C) |
| Tensione di vapore (Pa) a 323 K | 0,133 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico
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|---|---|
Il Phosmet o Fosmet è un composto eterociclico della categoria dei fosforganici impiegato come insetticida in agricoltura.
Indice |
[modifica] Proprietà fitosanitarie
Il Fosmet è neurotossico per la sua attività esercitata come inibitore dell'acetilcolinesterasi a livello di sinapsi. Penetra nei tessuti vegetali diffondendosi negli strati superficiali ed agisce sia per contatto sia per ingestione; è otato di un ampio spettro d'azione e di una discreta persistenza.
[modifica] Ambiti d'impiego
In Italia è autorizzato l'impiego sulle drupacee (pesco, susino, albicocco, ciliegio), sulle pomacee (melo, pero), sugli agrumi, sull'olivo, sulla patata.
È indicato per combattere insetti ad apparato boccale pungente-succhiatore (Rincoti), minatori delle foglie, dei frutti e dei rametti (Ditteri, Lepidotteri), ricamatori (Lepidotteri) e defogliatori in generale (Lepidotteri e Coleotteri). Svolge inoltre un'azione secondaria e collaterale sugli Acari.
[modifica] Tossicologia e impatto ambientale
Al pari di molti fosforganici di nuova generazione, il Fosmet è ritenuto di tossicità moderata, pertanto è distribuito in formulati commerciali a concentrazioni relativamente basse (non classificati), tuttavia per la sua azione anticolinesterasica è un prodotto che mantiene una discreta pericolosità.
Può essere assunto per inalazione, per assorbimento attraverso la pelle e per ingestione. L'inalazione provoca vertigine, nausea, difficoltà respiratoria, debolezza e crampi muscolari. L'ingestione provoca un avvelenamento più grave che si manifesta con vomito, crampi addominali, diarrea, convulsioni, perdita della conoscenza.
La LD50 è di 113-160 mg/kg per via orale (nel ratto) e di oltre 3000 mg/kg per via dermale (coniglio).
L'impatto ambientale è notevole: ha un'azione dannosa sull'entomofauna utile, in particolare nei confronti delle api verso le quali mostra una tossicità elevata, ed è nocivo nei confronti degli organismi acquatici.

