Imidacloprid
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| Imidacloprid | |
| Nome IUPAC | |
| 1-((6-Cloro-3-piridinil)metil)-N-nitro-2-imidazolidinimmina | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C9H10ClN5O2 |
| Massa molecolare (u) | 255.7 |
| Aspetto | Polvere beige o cristalli bianchi |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1.54 g/cm3 |
| Solubilità in acqua | 0.61 g/l |
| Temperatura di fusione (K) | 143,8 o 136,4 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico
Le sostanze chimiche vanno manipolate con cautela
Avvertenze |
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|---|---|
| Progetto composti | |
L'imidacloprid è un insetticida che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi. È un composto bis-eterociclico alogenato strutturalmente simile alla nicotina da cui differisce per geometria, dimensione e la presenza di un gruppo nitrilimminico. Può assumere diverse forme cristalline variando le sue proprietà cromatiche e il PF.
Da recenti stime è considerato uno dei più diffusi insetticidi di nuova generazione, ciò è giustificato dall'ampissimo spettro di azione sugli insetti. La molecola è un inibitore irreversibile del recettore nicotinico dell'Acetilcolina degli insetti, mentre è molto meno attivo su quello dei mammiferi.
Ha importanti ripercussioni sulla fauna acquatica in quanto concentrazioni al limite della rivelabilità sono in grado di uccidere diverse specie di crostacei e di alghe. Importante è anche la tossicità su diverse specie di volatili.
Sono in corso diverse ricerche riguardo all'effetto dell'imidacloprid sulla recente moria di api in corso negli Stati Uniti e nel mondo.
[modifica] Tossicità sull'uomo
Da numerosi studi risulta una non rilevabile tossicità sull'uomo a concentrazioni operative normali; questo ha comportato l'uso dei preparati contenenti l'imidacloprid nelle coltivazioni intensive a fine alimentare. Sono riportati in letteratura solo due casi in tutto il mondo di tossicità sull'uomo, dovuti all'assunzione volontaria di grosse quantità di insetticida a scopo suicida [1]. Questi si riferiscono a una sindrome da stimolazione simpatica con associate iperglicemia, neutrofilia, agitazione psichica seguita da depressione respiratoria.
[modifica] Bibliografia
http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl1501.html
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