Imidacloprid

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Imidacloprid
formula di struttura
Nome IUPAC
1-((6-Cloro-3-piridinil)metil)-N-nitro-2-imidazolidinimmina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C9H10ClN5O2
Massa molecolare (u) 255.70
Aspetto Polvere beige o cristalli bianchi
Numero CAS [138261-41-3]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1.54 g/cm3
Solubilità in acqua 0.61 g/l
Temperatura di fusione 143,8 o 136,4 °C [1]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante pericoloso per l'ambiente

attenzione

Frasi H 302 - 410
Consigli P 273 - 501 [2][3][4]

L'imidacloprid è un insetticida sistemico che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi. È un composto bis-eterociclico alogenato strutturalmente simile alla nicotina da cui differisce per geometria, dimensione e la presenza di un gruppo nitrilimminico. Può assumere diverse forme cristalline variando le sue proprietà cromatiche e il PF.

Da recenti stime è considerato uno dei più diffusi insetticidi di nuova generazione, ciò è giustificato dall'amplissimo spettro di azione sugli insetti. La molecola è un inibitore irreversibile del recettore nicotinico dell'acetilcolina degli insetti, mentre è molto meno attivo su quello dei mammiferi.

Ha importanti ripercussioni sulla fauna acquatica in quanto concentrazioni al limite della rivelabilità sono in grado di uccidere diverse specie di crostacei e di alghe. Importante è anche la tossicità su diverse specie di volatili.

Sono in corso diverse ricerche riguardo all'effetto dell'imidacloprid sulla moria di api avvenuta nel mondo fra 2008 e 2009.

L'imidacloprid non uccide solo le api, ma anche gli uccelli che si nutrono di insetti e semi contaminati da questo insetticida, scrive Nature. Uno studio Olandese ha registrato un calo annuo del 3,5% nella popolazione di uccelli nell'aree inquinate dall'Imidacloprid[5].

Tossicità sull'uomo[modifica | modifica sorgente]

Da numerosi studi risulta una non rilevabile tossicità sull'uomo a concentrazioni operative normali; questo ha comportato l'uso dei preparati contenenti l'imidacloprid nelle coltivazioni intensive a fine alimentare. Sono riportati in letteratura solo due casi in tutto il mondo di tossicità sull'uomo, dovuti all'assunzione volontaria di grosse quantità di insetticida a scopo suicida[6]. Questi si riferiscono a una sindrome da stimolazione simpatica con associate iperglicemia, neutrofilia, agitazione psichica seguita da depressione respiratoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Merck_Index: An Encyclopedia of Chemicals, Drugs, and Biologicals, 14. Auflage (Merck & Co., Inc.), Whitehouse Station, NJ, USA, 2006; p. 852-853, ISBN 978-0-911910-00-1.
  2. ^ scheda dell'imidacloprid su IFA-GESTIS
  3. ^ Sigma Aldrich; rev. del 22.12.2011
  4. ^ Smaltire il contenuto/contenitore in un impianto d'eliminazione di rifiuti autorizzato.
  5. ^ Internazionale, 18 Luglio 2014.
  6. ^ http://www.unipv.it/reumatologia-tossicologia/cav/doc/atti/imidacloprid_FDI.pdf

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]