Periodo arcaico dell'Egitto

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Il Periodo Arcaico o Protodinastico o Periodo Tinita (da Thinis, nome della città di origine dei sovrani), che comprende le prime due dinastie, da un punto di vista cronologico può essere collocato tra il 3150 a.C. ed il 2700 a.C.
Questo periodo conclude la fase di formazione dello stato unitario che nasce dall'unione tra Alto Egitto e Basso Egitto.

La scarsità dei documenti contemporanei ed il fatto che la maggior parte delle liste reali a noi pervenute risalgono al Nuovo Regno, ossia a circa 1500 anni dopo, genera alcuni dubbi e perplessità sulla sequenza dei sovrani.
La maggior parte dei nomi Horo sono stati rinvenuti su stele, vasellame o graffiti dell'epoca. Alcuni sono anche riportati sulla Pietra di Palermo.
La suddivisione in dinastie è quella riportata dal Canone Reale, conservato a Torino, e nell'opera di Manetone.
Per una spiegazione approfondita della titolatura usata dai sovrani egizi vedi Titolatura reale dell'antico Egitto.

Rimangono del tutto oscuri i motivi di suddivisione tra prima e seconda dinastia. Dai dati in nostro possesso non risulta alcuna frattura nella continuità tra i sovrani (la tomba di Qa'a è sigillata con il nome del suo successore Hotepsekhemwy).
Differente è la situazione al termine del periodo in esame, quando anche la sequenza dei sovrani e le prove della loro esistenza diventano talvolta labili, facendo quindi ipotizzare una diminuzione del potere regio ed un conseguente periodo di instabilità.
Anche le date riportate, ove possibile, sono da considerarsi del tutto approssimative.

I dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi I dinastia egizia

Nella cronologia della storia dell'antico Egitto strutturata da Manetone con la divisione in trenta dinastie la prima di queste inizia con l'unificazione, dei due regni del Basso ed Alto Egitto, formatisi nel periodo detto periodo predinastico dalla fusione di entità politiche più piccole di cui si conservò memoria in seguito nella divisione dell'Egitto in distretti.
L'unificazione viene attribuita ad un sovrano chiamato Meni nella lista reale di Abydos e nel Canone Reale, risalenti entrambi a circa 1500 anni dopo l'unificazione dell'Egitto, e Menes nella lista di Manetone.
Gli scavi archeologici ci hanno restituito una tavoletta da trucco, proveniente da Abydos, ove un sovrano, identificato con il nome di Narmer, è raffigurato portare le due corone rappresentanti le due parti dell'Egitto.
Alcuni studiosi hanno avanzato ipotesi alternative sull'identità dell'unificatore dell'Egitto associandolo chi alla figura parzialmente mitica, del Re Scorpione che ad Aha, di norma indicato come il successore di Narmer.
Anche la datazione della dinastia è difficoltosa a causa della scarsità di dati. Comunque anche se con variazioni che possono superare il secolo è possibile indicare il 3000 a.C. come data di riferimento.
Sugli eventi storici inerenti all'arco di tempo coperto dalla dinastia, circa 250 anni, sappiamo poco in quanto le fonti scritte, scarse e frammentarie, riportano spesso solamente i nomi dei sovrani e poche altre notizie.
Possiamo comunque supporre che si sia trattato di una fase di consolidamento dello stato unitario, stato la cui organizzazione si presume fosse fortemente teocratica con un sovrano/dio alla sommità.
Le notizie di cui disponiamo riferiscono di vittorie sulle popolazioni confinanti con la valle del Nilo e principalmente con i beduini nomadi della Penisola del Sinai.
Capitale della prima dinastia fu inizialmente Thanit, la greca Thinis (da cui la dizione manetoniana di dinastia tinita) città che però lasciò il rango a Menfi

II dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Per la lista dei sovrani di questa dinastia vedi II dinastia egizia

Non conosciamo i motivi che spinsero Manetone a suddividere la sequenza dei sovrani di quello che viene chiamato periodo arcaico in due dinastie distinte. Anche il Canone Reale elenca questi sovrani senza alcuna soluzione di continuità.
Malgrado la scarsità di documentazione storica l'analisi dei nomi Horo dei sovrani permette di formulare alcune ipotesi, sufficientemente fondate, sugli avvenimenti del periodo.
Nella sua parte conclusiva la II dinastia dovette, probabilmente, assistere ad uno scontro tra i sovrani tiniti ed il Basso Egitto. Traccia di ciò si può desumere dalla cancellazione del nome di Peribsen, cancellazione che sottilinea una damnatio memoriae, pratica spesso adottata nell'Egitto antico nei confronti di coloro che erano considerati usurpatori.
La scelta di Peribsen di sostituire la divinità tutelare della regalità trasferendone il rango da Horo, divinità originaria dell'Alto Egitto a Seth, divinità proveniente dal Basso Egitto, sembra confermare l'ipotesi di uno scontro tra le due componenti dello stato egizio e forse anche una rottura, almeno temporanea dell'unità.
Il fatto che Khasekhemwy adotti nella sua titolatura la formula, non più ripetuta, Horo e Seth ed i richiami alla pacificazione presenti in altre parti della titolatura stessa porta a pensare ad una azione di mediazione di questo sovrano che potrebbe aver riportato all'unità lo stato egizio mettendo le basi per la fase storica successiva: il regno antico.
All'interno di questo schema, probabilmente troppo semplificato, si mossero vari sovrani la cui storicità e collocazione nella dinastia rimangono controverse a causa della mancanza di dati.

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