Umm el-Qa'ab

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Coordinate: 26°11′00″N 31°55′00″E / 26.183333°N 31.916667°E26.183333; 31.916667

Umm el-Qa'ab
Peqer
Ummal-qaab.png
Mappa della necropoli
Civiltà Antico Egitto
Utilizzo necropoli
Localizzazione
Scavi
Date scavi 1895
Archeologo Émile Amélineau

Umm el-Qa'ab, "La madre dei vasi" (in arabo: أم القعاب‎, Umm al-qaʿāb) è il nome moderno di una necropoli egizia. Il nome è legato alla grande quantità di frammenti di ceramica scoperti nella zona.

L'antichissima necropoli si chiamava "Peqer" in geroglifico:

Q3 N29
D21
O49

"pqr"

Situata nel pressi di Abydos(26°10′30″N 31°54′29″E / 26.175°N 31.908056°E26.175; 31.908056), a circa 2 chilometri di distanza in direzione sud-ovest, fu scoperta da Émile Amélineau nel 1895 e ospita più di 650 sepolture, tra cui quelle di sovrani predinastici e della I e II dinastia egizie.

Tutte le sepolture sono costituite da camere sotterranee a cui, si ritiene, fosse sovrapposta una mastaba

La necropoli[modifica | modifica wikitesto]

L'egittologo Günther Dreyer ha rinvenuto nella necropoli sigilli recanti le sequenze di nomi

  • Narmer, Aha, Djer, Djet, Den, Anedjib, Semerkhet Qa'a
  • Narmer, Aha, Djer, Djet, Den, Mer(it)neith

questi ritrovamenti confermerebbero quindi sia la storicità dei sovrani della I dinastia sia la loro collocazione in sequenza.

Di seguito l'elenco dei sovrani sepolti nella necropoli reale:

Sovrano Dinastía Tomba Note
Horo Iri 0 B1 B2
Horo Ka 0 B7 B8 B9
Re Scorpione 0 B50
Narmer I B16 B17
Aha I B10-15-19
Djer I O
Djet I Z
Mer(it)neith I Y
Den I T
Anedjib I X
Semerkhet I U
Qa'a I Q
Peribsen II P
Khasekhemwy II V


Tomba di Narmer a Umm el-Qa'ab
Foto satellitare della tomba di Horo Ro



















Storia[modifica | modifica wikitesto]

In origine, Pereq, era un umile cimitero del periodo Naqada I che si sviluppò e acquisì importanza fino al periodo di Naqada III quando vi furono seppelliti i primi re predinastici e successivamente del protodinastico divenendo così una necropoli reale fino alla II dinastia.

La divinità protettrice era Khentamentyu ma verso la V dinastia venne affiancata da Osiride con numerose stele funerarie che ne testimoniano il sincretismo.

Durante il Nuovo Regno il culto di Osiride si sviluppò ulteriormente e il sito divenne meta di pellegrinaggi con offerte votive costituite da piccoli vasi. Dai frammenti, veramente numerosi, ha preso il nome la località.

Esplorazione[modifica | modifica wikitesto]

Scoperto da Amèlineau che vi lavorò fino al 1899, venne studiato da Flinders Petrie per i successivi tre anni. Anche Édouard Naville ed Eric Peet contribuirono ad una ulteriore conoscenza del sito (dal1912 al 1919) ma furono determinanti per la ricostruzione del periodo predinastico gli ulteriori scavi effettuati, nel 1977, da Werner Kaiser e Günther Dreyer per conto dell'Istituto Archeologico tedesco de Il Cairo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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