Narmer

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Narmer
Frammento di calcare recante  il serekht del sovrano
Frammento di calcare recante il serekht del sovrano
Re dell'Alto e Basso Egitto
Incoronazione 3150 a.C.[1]
Predecessore Scorpione
Successore Aha
Morte 3125 a.C.[2]
Sepoltura tombe B17 - B18
Luogo di sepoltura Umm el-Qa'ab
Dinastia I dinastia egizia
Consorte Neithotep

Narmer (anche Menes o Meni) (... – 3125 a.C.) è stato un faraone appartenente alla I dinastia egizia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

A Narmer è attribuita, per tradizione, l'unificazione del Basso Egitto con l'Alto Egitto, in una data intorno al 3000 a.C. Questa tradizione risale al Nuovo Regno e non esistono prove documentali che possano ulteriormente confermarla o smentirla. L'esistenza di questo sovrano è attestata da una paletta per trucco, scoperta a Hierakompolis nel 1898, su cui compare il Serekht con i glifi nˁr mr, e da numerosi altri reperti.

La stessa paletta sembrerebbe anche confermare che il sovrano in questione regnò su tutto l'Egitto, essendo questi rappresentato con in capo da un lato la corona del Basso Egitto, e dall'altro quella dell'Alto Egitto.

È possibile, ma non probabile, che anche il semi-mitico Re Scorpione si debba identificare con lo stesso Narmer. Sia Erodoto che Diodoro Siculo concordano nell'attribuire a questo re la fondazione della città che in seguito sarà conosciuta come Menfi, e che all'epoca della fondazione era denominata Muro Bianco.

È probabile che la nuova città, posta nel punto di giunzione tra Alto e Basso Egitto, sia stata eretta per essere la capitale del nuovo regno unificato. In questo caso, l'appellativo di "Tinite" dato alle prime due dinastie indicherebbe non la capitale, bensì il luogo d'origine dei sovrani.

Regina principale di Narmer potrebbe essere stata una principessa, identificata come Neithotep, il cui nome compare nelle tombe dei successori del sovrano. Anche questa identificazione rimane incerta, in quanto Neithotep potrebbe anche essere stata la regina principale del successore di Narmer.

Tomba di Narmer ad Abydos (B17/B18)

Claudio Eliano[3] attribuisce ai sacerdoti Menfiti la tradizione secondo cui Narmer avrebbe istituito il culto del dio Api.

Alcune scoperte recenti, delle liste reali rinvenute nelle tombe di Den e Qa'a, hanno messo in dubbio l'identificazione di Menes con Narmer. In queste liste il nome Menes non compare, mentre viene confermato Narmer come fondatore della dinastia[4].

Nel 1994 il Serekht di questo sovrano è stato riconosciuto sui resti di un contenitore per vino rinvenuti in uno scavo archeologico nel sud di Israele.

La tomba di Narmer è stata rinvenuta nella necropoli di Umm el-Qa'ab presso Abydos, e consiste di due camere sotterranee collegate tra loro (attualmente identificate come B17 e B18).

Liste Reali[modifica | modifica sorgente]

Lista di Abydos Lista di Saqqara Canone Reale Anni di regno
(Canone reale)
Sesto Africano Anni di regno
(Sesto Africano)
Eusebio di Cesarea Anni di regno
(Eusebio di Cesarea)
Altre fonti
1
Hiero Ca1.png
mn
n
i
Hiero Ca2.svg

mn i - Meni

Hiero Ca1.png
Hiero Ca2.svg

2.11
Hiero Ca1.png
mn
n
i G7
Hiero Ca2.svg

mn i - Meni
illeggibili Menes 62 Menes 60

Titolatura[modifica | modifica sorgente]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
Narmername.png
Srxtail.jpg
nˁr mr Narmer Narmer (pesce gatto ?)
G16
nbty (nebti) Le due Signore

G8
ḥr nbw Horo d'oro

M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
mn
n
i
Hiero Ca2.svg
mn i Meni Io sono stabile (qualcuno? principe?)
G39 N5
 
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
Non ancora in uso
Hiero Ca2.svg

Altre datazioni[modifica | modifica sorgente]

Autore datazione
Gardiner a partire dal 3100 a.C. ± 150 anni
Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Re Scorpione ? Periodo arcaico Aha

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Le immagini che seguono presentano alcune oggetti su cui è riportato il nome di Narmer, e che costituiscono quindi una testimonianza della storicità ed importanza di questo sovrano.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Franco Cimmino, 2003, op. cit., p. 467.
  2. ^ Franco Cimmino, 2003, op. cit., p. 467.
  3. ^ De Natura animalium (XI,10)
  4. ^ Sia la lista reale di Abydos che il Canone Reale risalgono al Nuovo Regno, ossia sono di circa 1500 anni posteriori alla I dinastia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, ISBN 88-452-5531-X.
  • Edwards, I.E.S., Il dinastico antico in Egitto. Storia antica del Medio Oriente, vol. 1,3 parte seconda, Milano, Il Saggiatore, 1972.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi, 1997, ISBN 88-06-13913-4.
  • John A. Wilson, Egitto. I Propilei, vol. 1, Milano, Mondadori, 1967.
  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, Bari, Laterza, 1990, ISBN 8842036013.

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