Pachycephalosaurus wyomingensis

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Pachicefalosauro
Stato di conservazione: Fossile
Pachycephalosaurus wyomingensis - Dinópolis.JPG
Scheletro di Pachycephalosaurus wyomingensis
Intervallo geologico
Cretaceo superiore
Pachycephalosaurus scale.png
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Ordine Ornithischia
Sottordine Marginocephalia
Infraordine Pachycephalosauria
Famiglia Pachycephalosauridae
Genere Pachycephalosaurus
Brown & Schlaikjer, 1943
Specie P. wyomingensis
Nomenclatura binomiale
Pachycephalosaurus wyomingensis
Gilmore, 1931
Sinonimi

Il pachicefalosauro (Pachycephalosaurus wyomingensis Gilmore, 1931) era un dinosauro ornitischio della famiglia Pachycephalosauridae. Visse nel Cretaceo superiore, da 70,6 a 66,043 milioni d'anni fa (durante il Maastrichtiano). Il fossile più grande trovato era lungo come una porta da calcio. Quando piegava la testa, il dinosauro metteva in mostra la protezione corazzata del cranio e con il corpo ben allineato e proteso in avanti, ed è inizialmente stato ipotizzato che affrontasse i rivali e avversari con la forza d'urto d'un ariete. Durante lo scontro testa contro testa, le ossa craniche dell'uno cozzavano contro quelle dell'altro, ma erano in grado di proteggere bene l'area cerebrale interna.

Il suo nome vuol dire: "rettile con la testa spessa", raggiungeva i 4,5-5 m di lunghezza e forse i 500 kg di peso. Si ipotizza una dieta vegetariana possibilmente onnivora. Visse 70 milioni di anni fa, nel Cretaceo, negli Stati Uniti.


Recenti studi sul cranio di questi animali avrebbero dimostrato che la loro calotta cranica non fosse resistente come si credeva. Infatti analisi al microscopio dimostrerebbero una struttura porosa, quindi fragile. Ciò fa crollare del tutto l'immagine del Pachicefalosauro come un ariete della preistoria, in quanto il cranio si sarebbe frantumato in seguito a un colpo troppo potente. Gli scienziati quindi sono propensi ad attribuirgli due funzioni: forse era un segno dimorfico, magari il cranio dei maschi era più colorato o imponente e attirava le femmine o spaventava i rivali. Oppure veniva usato in combattimenti meno spettacolari di come si credeva, dove i contendenti si limitavano a poggiare le teste l'una contro l'altra e spingendosi con forza fino a sfiancare l'avversario, in modo simile a come fanno i cervi o le iguane marine. Un'altra visione dello scontro vedrebbe i Pachicefalosauri impegnati a sfoggiare i crani per intimidire gli avversari, arrivando a colpire i fianchi di questi solo se l'intimidazione fosse fallita.

Cranio

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