Opportunity

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Mars Exploration Rover B (Opportunity)
Immagine del rover Spirit
Proponente: NASA
Destinazione: Marte
 Lanciatore  Delta II
Lancio

7 luglio 2003

Massa 170 Kg
Potenza {{{potenza}}}
Strumenti
  • Camera
    • PanCam (camera panoramica) stereo
    • MI (Microscopic Imager)
    • Navigation, Hazard Avoidance (per spostarsi)
  • Spettrometri
    • Mini-TES (Miniature Thermal Emission Spectrometer)
    • MB (Mössbauer Spectrometer)
    • APXS (Alpha Particle X-Ray Spectrometer)
  • Scavatore
    • RAT (Rock Abrasion Tool)
  • Altro
    • Magnetic Arrays
Esito

La missione è attualmente in corso


Mascotte di Opportunity
Simulazione dell'arrivo su Marte della sonda

Opportunity (o MER-B) è il rover gemello di Spirit (o MER-A) che ha raggiunto Marte il 25 gennaio 2004 alle 05:05 UTC (13:15 circa ora di Marte), tre settimane dopo il rover gemello Spirit (MER-A), atterrando dall'altra parte del pianeta. Il successo della missione ha causato l'allungamento della durata di otto volte ed è tuttora operativa (nel 2009). Nel sito NASA/JPL si possono trovare aggiornamenti settimanali sullo svolgimento della missione.

Indice

[modifica] Missione

Fotografia dell'orbiter Mars Global Surveyor del sito di atterraggio che mostra il cratere "Eagle"

La durata prevista della missione primaria di Opportunity era di 90 sol e dopo diverse estensioni, essa ha superato il sol 1900.

Partendo dal cratere Eagle, Opportunity ha compiuto ricerche sul suolo e su campioni di roccia e ha scattato fotografie panoramiche del luogo di atterraggio. Il 2 marzo la NASA ha comunicato di ritenere che, sulla base delle informazioni rilanciate a terra da Opportunity, è desumibile che in passato su Marte vi sia stata la presenza di acqua. Si è giunti a questa conclusione, con la scoperta di un minerale particolare nelle rocce marziane, l'ematite, che, normalmente, si forma dentro l'acqua.

Successivamente, il rover venne diretto attraverso la superficie del pianeta per compiere ricerche in un altro cratere chiamato Endurance, svoltesi da giugno a dicembre 2004. In seguito, Opportunity ha esaminato il sito di impatto del suo scudo termico scoprendo un meteorite intatto, chiamato Heat Shield Rock, sulla superficie di Marte.

Dal tardo aprile all'inizio di giugno del 2005 il rover si è pericolosamente incagliato in una duna di sabbia, con diverse ruote rimaste sepolte sotto la sabbia. Per sei settimane terrestri vennero effettuate simulazioni per decidere il miglior sistema per sbloccare il veicolo senza rischiare di bloccarlo definitivamente. Il rover venne liberato con successo facendolo muovere pochi centimetri alla volta, permettendo la prosecuzione delle esplorazioni.

Opportunity venne diretto a sud verso Erebus, un grande cratere poco profondo e parzialmente sepolto, facendo una sosta durante il viaggio nel cratere Victoria, tra ottobre 2005 e marzo 2006. Ci furono alcuni problemi meccanici con il braccio robotico.

In cinque anni di funzionamento, il rover ha percorso più di 16 569 metri.[1]

[modifica] 2004: Atterraggio e prime esplorazioni

[modifica] Sito di atterraggio: cratere "Eagle"

Primo panorama a 360 gradi in scale di grigio, ripreso dalla fotocamera durante il Sol 1, che mostra l'interno del cratere Eagle nel Meridiani Planum, poco dopo l'atterraggio

Opportunity atterrò a Meridiani Planum (coordinate 354.4742°E 1.9483°S), circa 24 chilometri a est del luogo di atterraggio previsto. Anche se Meridiani è una pianura, senza le distese rocciose viste nei siti di atterraggio precedenti, il rover si trovò in un cratere da impatto di circa 20 metri di diametro e con l'orlo situato a circa 10 metri dal rover. Questo cratere, chiamato in seguito cratere Eagle, suscitò subito l'interesse degli scienziati NASA: era uno dei luoghi più scuri mai visitati da una sonda su Marte e ci vollero due settimane prima di poter avere una migliore visione dell'ambiente circostante.

Gli scienziati erano particolarmente interessati dall'abbondanza di affioramenti rocciosi presenti e dal suolo, che appariva come un miscuglio di grani grigi e granelli più piccoli rossastri. Essi pensano che tali rocce assomigliano a depositi di cenere vulcanica o sedimenti depositati dal vento o dall'acqua.

Primo panorama a colori inviato da Opportunity, che mostra il paesaggio di Meridiani Planum

I geologi pensano che questi strati — alcuni più sottili di un dito — indicano rocce originate sia da sedimenti trasportati dal vento o dalla pioggia o da cenere vulcanica. Il Dr. Andrew Knoll dell'università di Harvard, membro del team scientifico di Opportunity e Spirit ha detto che "dovremmo essere in grado di distinguere tra queste due ipotesi". Aggiunse che, "se le rocce sono sedimentarie, allora è più probabile che siano state originate dall'azione dell'acqua, piuttosto che dal vento". [2]

Il 28 gennaio 2004, la NASA annunciò che il sito di atterraggio verrà chiamato in onore ai sette astronauti dello Space Shuttle Challenger che morirono nella missione STS-51-L quando lo shuttle ebbe un catastrofico incidente il 28 gennaio 1986. [3]

[modifica] Affioramenti rocciosi

Questo panorama del cratere Eagle mostra gli affioramenti rocciosi che si pensa abbiano avuto origine dall'azione dell'acqua

Opportunity esaminò durante il 15° Sol la roccia chiamata "Stone Mountain" nell'area del cratere dove erano presenti gli affioramenti, sollevando l'ipotesi che fosse composta di granelli molto fini o di polvere, al contrario delle rocce arenarie terrestri, che sono composte di sabbia compressa con grani piuttosto grossi. L'effetto dell'agente meteorologico che causò l'erosione degli strati rocciosi sembra essere visibile sotto forma di zone scure.

[modifica] El Capitan

Sezione di El Capitain

Venne selezionata una particolare roccia (chiamata "El Capitan"), la cui parte superiore aveva caratteristiche diverse rispetto alla parte inferiore, per compiere ulteriori analisi. La roccia "El Capitan" venne raggiunta da Opportunity il 27° sol e scattò la prima immagine con la sua fotocamera panoramica.

Il 30° sol, il rover per la prima volta utilizzò lo strumento di abrasione (Rock Abrasion Tool - RAT). A destra si può vedere una immagine ravvicinata scattata dopo aver compiuto un foro nella roccia.

Durante una conferenza stampa il 2 marzo, gli scienziati esposero le loro conclusioni sulla roccia e le prove della passata presenza di acqua liquida. Nella roccia furono anche trovati dei "buchi", visibili nelle ultime due immagini in basso. [4]

Questi "buchi" sono analoghi ad un fenomeno noto ai geologi come "vug": dei vuoti che si generano quando si formano cristalli all'interno della matrice della roccia e questi vengono successivamente rimossi da processi di erosione, lasciando al loro posto delle zone vuote. Le caratteristiche della roccia sarebbero compatibili con alcuni tipi di cristalli, come quelli dei solfati.

Inoltre, furono presentati i primi dati dallo spettrometro Mössbauer. Lo spettro del ferro ottenuto dalla roccia "El Capitan" mostra forti indizi di presenza del minerale jarosite. Questo minerale contiene molecole di idrossile, che indicano presenza di acqua durante la formazione del minerale. Altri dati ricavati dalla stessa roccia mostrano la presenza di quantitativi considerevoli di solfati.

[modifica] Opportunity scava

Questa immagine, proveniente dal microscopio, mostra oggetti sferici e lucidi incorporati nella parete della trincea
"Blueberries" (sfere di ematite) su un affioramento roccioso nel cratere Eagle. Notare la tripletta unita assieme in alto a sinistra

Il rover effettuò uno scavo muovendo avanti e indietro alternativamente la ruota anteriore destra, mentre le altre lo bloccavano sul posto. Per ampliare lo scavo venne fatto ruotare leggermente il rover tra un periodo e l'altro di scavo. L'intero processo durò 22 minuti. Lo scavo risultante — il primo fatto dai rover marziani — misurava 50 cm di lunghezza e 10 cm di profondità. [5]

Due particolari che catturarono l'attenzione degli scienziati furono l'aspetto coagulato del terreno nella parte alta dello scavo e la lucentezza del terreno sul fondo. Le ricerche sulle pareti e sul fondo condussero alla scoperta di ciottoli rotondi e lucidi e un terreno così fine che neppure il microscopio del rover riuscì a individuare particelle singole.

"Quello che è sotto è diverso da quello che è sulla superficie" disse Dr. Albert Yen, membro del team scientifico al Jet Propulsion Laboratory della NASA.[6]

[modifica] Cratere Endurance

Vista delle Burns Cliff all'interno del cratere Endurance

Il 30 aprile 2004 Opportunity raggiunge il cratere Endurance, che contiene molti strati di roccia. A Maggio il rover circumnavigò il cratere ed effettuò osservazioni con la camera panoramica e il Miniature Thermal Emission Spectrometer (Mini-TES). Venne studiata una roccia chiamata "Lion Stone", che si scoprì avere una composizione simile a quella degli strati del cratere Eagle.

Il 4 giugno 2004, i responsabili di missione annunciarono la loro intenzione di guidare Opportunity dentro Endurance, anche se fosse stato impossibile farlo uscire da lì, per esplorare alcune rocce stratificate che vennero individuate nelle foto scattate dal bordo del cratere. "Questa fu una decisione cruciale ed attenta per la missione dei rover", disse Dr. Edward Weiler, amministratore associato NASA. "La domanda di cosa venne prima delle evaporiti era il problema scientifico più importante a cui poteva rispondere Opportunity all'epoca" disse il Dr. Squyres, ricercatore dell'università Cornell. [7]

L'8 giugno venne effettuato un primo viaggio all'interno del cratere e il rover ne uscì fuori lo stesso giorno. Venne infatti scoperto che l'angolo della superficie era all'interno del margine di sicurezza (circa 18 gradi) e iniziò la vera e propria escursione verso gli strati rocciosi. Durante i sol 134, 135, 137 (12 giugno), il rover si addentrò sempre più profondamente nel cratere, procedendo esattamente come era stato pianificato.

Opportunity passò circa 180 sol nel cratere, prima di uscire da esso nel tardo Dicembre 2004.

Panorama (in scale di grigio) nel cratere Endurance. Strati rocciosi all'interno di Endurance

[modifica] Esplorazioni del 2005

[modifica] Heat Shield Rock

Per approfondire, vedi la voce Heat Shield Rock.
Heat Shield Rock fu il primo meteorite mai scoperto su un altro corpo celeste

Dopo l'uscita dal cratere Endurance, nel Gennaio 2005 Opportunity fu inviato ad esaminare il proprio scudo termico. Mentre era nelle vicinanze di esso, si avvicinò ad un oggetto che venne sospettato e in seguito confermato di origine meteorica. Il meteorite venne chiamato "Heat Shield Rock" e fu il primo trovato su un altro pianeta o luna.

Dopo 25 sol di osservazione, Opportunity venne inviato a sud verso un cratere chiamato Argo, distante circa 300 m dallo scudo termico.

[modifica] Viaggio a Sud

Scudo termico, assieme al meteorite nello sfondo in alto a sinistra

Nel sol 366, il rover scavò un'altra buca nelle vaste pianure del Meridiani Planum e continuò le osservazioni fino al sol 373 (10 febbraio 2005). Il rover oltrepassò i crateri "Alvin" e "Jason" e il sol 389 (26 febbraio 2005) si avvicinò ad un cratere triplo mentre viaggiava verso il crater Vostok. Durante questa attraversata Opportunity segnò il record di distanza percorsa in un giorno: 177.5 metri effettuati il 19 febbraio 2005. Durante il sol 389 (26 febbraio 2005) il rover si avvicinò ad uno di questi tre crateri, chiamato "Naturaliste". Vennero effettuate ricerche nel sol 392 su una roccia chiamato "Normandy", e le osservazioni proseguirono fino al sol 395.

Opportunity raggiunse il cratere "Vostok" nel sol 399, trovandolo principalmente riempito di sabbia e segnato da affioramenti rocciosi. In seguito venne inviato in una zona a sud detta "etched terrain" per cercare ulteriori rocce.

Panorama a 360° del cratere triplice, presenti nella metà destra dell'immagine, e del cratere "Naturaliste" in primo piano

Nel sol 415 il rover si fermò per investigare alcune ondulazioni del terreno in modo da capire le differenze del suolo tra le creste delle onde. Nel sol 421 il rover lasciò la zona per dirigersi verso il cratere "Viking".

[modifica] Opportunity rimane incastrato

Il 26 aprile (sol 446), il rover si insabbiò inavvertitamente mentre scalava una duna di sabbia alta circa 30 cm. Gli scienziati analizzando le immagini scoprirono che le ruote ai quattro angoli erano insabbiate per una profondità maggiore del proprio raggio. La duna venne chiamata "Purgatory" dai responsabili della missione.

Le condizioni del rover vennero simulate sulla Terra prima di effettuare un qualunque movimento, per evitare che il rover rimanesse permanentemente immobilizzato. Dopo diverse simulazioni, che riproducevano le proprietà e le caratteristiche della sabbia marziana, venne inviato il comando per effettuare le prime manovre il 13 maggio (sol 463), facendo avanzare il rover di pochi centimetri.

Ruote posteriori bloccate nel sol 468

Durante i sol 465 e 466 vennero eseguiti altri movimenti, muovendo il rover di altri centimetri. Ad ogni spostamento vennero scattate foto panoramiche per controllare la situazione delle dune circostanti. La manovra di sblocco dalla duna venne completata con successo il 4 giugno (sol 585) e tutte le sei ruote toccarono finalmente del suolo più solido. Dopo aver finito di studiare "Purgatory", il rover procedette a sud verso il cratere "Erebus".

[modifica] Cratere Erebus

Tra Ottobre 2005 e Marzo 2006, Opportunity studiò "Erebus", un grande e poco profondo cratere parzialmente sepolto.

Venne effettuata una misurazione del grado di slittamento delle ruote per evitare che il rover potesse rimanere nuovamente bloccato. Venne evitato un altro incidente, simile a quello della duna "Purgatory", nel sol 603, quando il software di bordo di controllo dello slittamento fermò una ruota dopo che lo slittamento raggiunse il 44.5% [8]. Successivamente si procedette verso altre ondulazioni scattando varie foto.

Panorama ripreso dall'orlo del cratere Erebus

Nel sol 628 (3 novembre 2005) Opportunity si trovò nel mezzo di una discreta tempesta di sabbia che durò tre giorni. Fu in grado di muoversi in una modalità automatica di protezione durante la tempesta ma non fu possibile ricevere immagini. Tre settimane dopo, un altro evento meteorologico pulì la sabbia dai pannelli solari del rover, che furono in grado di produrre 720 watt-ora (80% del valore massimo). Nel sol 649 (1 dicembre 2005) venne scoperto che il motore usato per riporre il braccio robotico durante il viaggio era bloccato. Questo problema richiese quasi due settimane per essere risolto, durante le quali il braccio venne ripiegato solo durante i viaggi e venne esteso durante la notte per evitare che rimanesse bloccato.

[modifica] Esplorazioni del 2006

Mappa dell'attraversata di Opportunity sol 819 (14 maggio 2006)

Al termine di gennaio vennero riprese immagini microscopiche di alcune zone del terreno (chiamate "Scotch", "Bourbon", "Branchwater"), in un affioramento roccioso chiamato "Olimpia". Dopo aver terminato gli studi alla fine di febbraio, il rover fu diretto verso il bordo occidentale del cratere Erebus, verso un affioramento chiamato "Payson".

Tramite la collaborazione della sonda Mars Express dell'ESA utilizzò la camera panoramica e il miniature thermal emission spectrometer, scattando immagini di un transito sul Sole della luna Fobos. Nel sol 760 (22 marzo 2006), dopo essersi allontanato dal cratere Erebus, Opportunity ha proseguito verso la prossima destinazione: il cratere Victoria, situato ad una distanza di circa 1,5 km verso sud.

Il cratere Victoria è un grande cratere da impatto situato ad una distanza di circa 7 km dal sito di atterraggio originale, per lo studio degli affioramenti rocciosi. Il diametro del cratere Victoria è circa 6 volte più grande di Endurance.

Durante il lungo percorso sono stati analizzati molte zone del terreno e un affioramento chiamato "Brookville" nel sol 804. A metà luglio (sol 872), ad una distanza di circa 500 metri dal cratere Victoria, il rover si è soffermato nei pressi del cratere Beagle, dove inizialmente ha misurato con gli strumenti varie porzioni di terreno ricoperte dal materiale espulso (ejecta) derivati dall'impatto. Al termine di agosto (sol 913) il rover si è avvicinato alla sua destinazione, raggiungendo un piccolo cratere chiamato "Emma Dean".

Il 26 settembre 2006 Opportunity ha raggiunto l'orlo del cratere Victoria e ha trasmesso le prime immagini, tra cui la distesa di dune presente sul fondo. Il Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il rover mentre si trova sul bordo del cratere.

Le esplorazioni del cratere Victoria sono iniziate dai promontori "Cape Verde" e "Cape St.Mary", fotografando strati sedimentari e riprendendo immagini del bordo del cratere. A dicembre (sol 1022) è iniziata la ricerca di un punto di ingresso.

Opportunity sul bordo del cratere Victoria ripreso dall'MRO (3 ottobre 2006)

[modifica] Esplorazioni del 2007

Immagine del cratere Opportunity ripresa dal promontorio Cape Verde

Il rover, muovendosi lungo il bordo del cratere Victoria, ha continuato le indagini scientifiche di una roccia chiamata "Santa Catarina", che si pensa possa essere un meteorite, ipotesi supportata dal contenuto di ferro rilevato dal rover. I successivi promontori raggiunti da Opportunity, chiamati "Cabo Anonimo" e "Cape Desire", hanno fornito un punto di osservazione per le successive tappe del percorso. A febbraio il rover ha visitato "Cape Desire", "Cape Corrientes", in direzione est e successivamente si è spostato verso "Cape of Good Hope".

Ad aprile i tecnici NASA hanno inviato il rover nella baia chiamata "Valley without Peril", un possibile sito di ingresso nel cratere. Lungo gli spostamenti sono state misurate le concentrazioni di Argo nell'atmosfera e analizzate delle porzioni di terreno di colore scuro.

Dopo aver parzialmente circumnavigato il cratere Victoria, il rover è tornato indietro nel punto di partenza chiamato Duck Bay nel giugno 2007. Questa posizione sembra la migliore per tentare di far scendere il rover sul fondo del cratere, in modo da continuare le analisi dall'interno.

Una serie di eventi meteorologici iniziati il Sol 1151 (20 aprile 2007) hanno ripulito i pannelli solari del rover permettendo l'innalzamento della produzione di energia fino a 800 watt/h. Durante il Sol 1164 (4 maggio 2007) la corrente ha superato i 4 ampere, valore che non era stato più raggiunto dal Sol 18 (10 febbraio 2004)[9]. Tuttavia le successive tempeste di sabbia (in linea con il ciclo di 6 anni terrestri), hanno diminuito i livelli di potenza fino 280 watt/h[10].

[modifica] Tempeste di sabbia

Sequenza di immagini dell'orizzonte marziano riprese durante i Sol 1205 (0,94), 1220 (2,9), 1225 (4,1), 1233 (3,8), 1235 (4,7) che mostra la quantità di luce bloccata dalle tempeste. Il valore di Tau pari a 4,7 corrisponde ad un blocco del 99% della luce. crediti:NASA/JPL-Caltech/Cornell

Verso la fine di giugno 2007, una serie di tempeste di sabbia hanno iniziato a riempire l'atmosfera marziana con la polvere. Le tempeste si sono intensificate e il 20 luglio entrambi i rover hanno dovuto fronteggiare la possibilità di una perdita di potenza. I responsabili della NASA hanno comunicato che stavano "facendo il tifo per la sopravvivenza dei rover, ma essi non sono stati progettati per queste condizioni così intense" [11]. Il problema principale era rappresentato dalla drastica riduzione dell'energia; la densa polvere nell'atmosfera bloccava il 99 percento della luce diretta del Sole. Il rover Spirit, situato in un'altra regione del pianeta, stava ricevendo una quantità di luce leggermente superiore.

Normalmente i pannelli solari sono in grado di generare circa 700 watt/h di energia al giorno, e se si scende a valori inferiori a 150 watt/h le sonde iniziano ad attingere energia dalle batterie. Se le batterie si esauriscono, i componenti elettronici principali sono soggetti ad averie a causa del freddo intenso. Il 18 luglio 2007 i pannelli solari del rover generarono solo 128 watt/h, il più basso livello mai raggiunto e la NASA inviò istruzioni al rover di comunicare con la Terra solo ogni tre giorni.

Le tempeste continuarono attraverso il mese di luglio e alla fine del mese la NASA annunciò che i rover potevano sopravvivere anche con queste ridotte disponibilità di energia. Tuttavia se la temperatura del modulo elettronico fosse continuata a scendere allora si sarebbe presentato un reale rischio di avarie, durante la quale il rover avrebbe disconnesso le batterie e sarebbe entrato in una modalità di sospensione. In queste condizioni, la sonda avrebbe verificato ogni giorno le condizioni atmosferiche per rientrare nelle normale modalità operativa ed effettuare le comunicazioni. Se l'energia fosse stata insufficiente, Opportunity sarebbe potuto rimanere in sospensione per giorni, settimane e anche mesi[12], ma in quelle condizioni esiste sempre la possibilità che il rover non riprenda più le normali operazioni.

Il 7 agosto 2007 la tempesta iniziò ad attenuarsi, e anche se i livelli di energia erano ancora piuttosto bassi il rover ricominciò a riprendere e trasmettere immagini[13].

[modifica] Ingresso nel cratere Victoria

Particolare dello strato chiamato "Lyell"

Due rocce, chiamate "Madrid" e "Guadarrama", situate nei pressi della parete del cratere, sono state analizzate. Infatti, le rocce presenti nelle pareti di un cratere sono difficili da studiare, quindi si è preferito studiare rocce che si trovano nelle vicinanze della parete, ipotizzando che non siano molto dissimili.

A settembre Opportunity ha effettuato il primo tentativo verso il fondo del cratere, dopo diversi giorni di studi da parte del team. Il primo obiettivo di interesse degli scienziati è stata uno strato di terreno chiaro chiamato "bathtub ring", che potrebbe essere una linea di separazione tra il terreno originale e lo strato di materiali espulsi quando si formò il cratere. Giunto sul posto, sono state identificate tre strati distinti, chiamati Alpha, Beta e Gamma. Nello strato superiore ("Alpha") è stata analizzata una roccia chiamata "Steno". Gli studi nella fascia interna del cratere sono stati lenti e difficoltosi, in parte a causa di vari piccoli malfunzionamenti che affliggono il rover. I tre strati sono stati successivamente ribattezzati "Steno", "Smith" e "Lyell". Opportunity ha analizzato una roccia chiamata "Hall", prima di procedere verso il secondo strato ("Smith") verso la fine di ottobre. Sono state studiate diverse rocce dello strato Smith, aggirando un problema che causava un malfunzionamento del RAT.

Al termine dell'anno, il rover si è spinto più a fondo, raggiungendo il terzo strato chiamato "Lyell"

[modifica] Esplorazioni del 2008

Immagine dello strato chiamato "Gilbert"

Sono proseguite le analisi dello strato inferiore della banda chiara sulle pareti del cratere Victoria. I progressi hanno iniziato a rallentare, poiché lo spettrometro Mossbauer ha perso gradualmente efficienza e le misurazioni effettuate con questo strumento richiedono diverse decine di ore per essere completate. Dopo aver studiato tre rocce, Opportunity ha ripreso immagini del pendio verso il basso alla ricerca di nuovi percorsi e nuovi obiettivi per le indagini. Al termine di gennaio (sol 1416) il rover si è spinto verso il basso con cautela, a causa dell'aumento di pendenza del terreno, verso una roccia chiamata "Buckland" e successivamente verso un nuovo strato di roccia chiamato "Gilbert".

[modifica] Ultime notizie

Le ultime notizie sono disponibili sul sito NASA dedicato.[14]

[modifica] Scoperte scientifiche

Opportunity ha fornito prove evidenti riguardanti gli obiettivi primari della missione scientifica: cercare e investigare una grande varietà di rocce e tipi di terreno che contengono indizi di una presenza di acqua nel passato. Inoltre il rover ha inviato molti dati astronomici e atmosferici.

[modifica] Onorificenze

In onore al grande contributo di Opportunity all'esplorazione di Marte, l'asteroide 39382 è stato chiamato 39382 Opportunity. Il nome è stato proposto da Ingrid van Houten-Groeneveld, che scoprì l'asteroide assieme a Cornelis Johannes van Houten e Tom Gehrels il 24 settembre 1960.

[modifica] Note

  1. ^ Odometria totale ad giugno 2009, in base al sito "stato dei rover marziani alla NASA.". URL consultato il 2009-06-18.
  2. ^ Scientists Thrilled To See Layers in Mars Rocks Near Opportunity. URL consultato il 2006-07-08.
  3. ^ Space Shuttle Challenger Crew Memorialized on Mars. URL consultato il 2006-07-08.
  4. ^ Opportunity Rover Finds Strong Evidence Meridiani Planum Was Wet. URL consultato il 2006-07-08.
  5. ^ Opportunity Digs; Spirit Advances. URL consultato il 2006-07-08.
  6. ^ Opportunity Examines Trench As Spirit Prepares To Dig One. URL consultato il 2006-08-07.
  7. ^ Mars Rover Opportunity Gets Green Light To Enter Crater. URL consultato il 2006-07-07.
  8. ^ Opportunity Update: Opportunity Backs Out of Potentially Sticky Situation (Oct 11, 2005). URL consultato il 2006-06-03.
  9. ^ Opportunity Status Updates: Sols 1152-1156, 1157-1163, and 1164-1170. URL consultato il 2007-05-07.
  10. ^ 'Scary Storm' on Mars Could Doom Rovers. URL consultato il 2007-07-15.
  11. ^ http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2007-080
  12. ^ http://marsrovers.jpl.nasa.gov/newsroom/pressreleases/20070731a.html
  13. ^ http://marsrovers.jpl.nasa.gov/newsroom/pressreleases/20070807a.html
  14. ^ http://marsrovers.nasa.gov/mission/status_opportunityAll.html

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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