ExoMars

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Modello di ExoMars - ILA 2006 (Berlino)

ExoMars è una missione russo-europea di esplorazione marziana attualmente in sviluppo dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall'Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), che prevede l'invio di un orbiter ed un dimostratore tecnologico di ingresso e discesa nel 2016, mentre nel 2018 un lander russo rilascerà sulla superficie marziana un rover ESA. La missione fa parte del Programma Aurora e combina lo sviluppo tecnologico con ricerche di grande interesse scientifico. Questa missione è stata studiata per fornire all'Europa nuove tecnologie per l'esplorazione di Marte, in particolare per il sistema di ingresso, discesa e atterraggio (EDLS) che sarà testato nella prima missione e il sistema Drill and Sample Preparation and Distribution (SPDS), che sarà testato sul rover della seconda missione. L'Italia, in particolare, ha stanziato 281 milioni di euro per la missione. Il territorio italiano ospiterà anche un centro di controllo[1].

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Modello del rover in movimento

ExoMars è un progetto di due missioni facente parte di un unico programma. Secondo i piani attuali ExoMars sarà composto da quattro veicoli spaziali: due lander statici, un orbiter ed un rover. La prima parte della missione congiunta avverrà nel 2016, attraverso il lancio di un orbiter (Mars Trace Gas Mission) e del dimostratore tecnologico EDL (di ESA) attraverso un lanciatore pesante russo Proton.

Nel 2018 partirà un secondo Proton con il lander russo e il rover ESA. Dopo essere atterrato sulla superficie marziana, ExoMars inizierà la sua missione della durata di 6 mesi (180 sol), mentre l'orbiter studierà il pianeta almeno per 6 anni.[2]

Il rover utilizzerà sia pannelli solari per generare elettricità, sia un'unità di produzione di potenza a decadimento di atomi di Plutonio. A causa delle difficoltà di controllo a distanza, dovute al ritardo della trasmissione dei segnali a causa della distanza, ExoMars possiederà un software autonomo per la navigazione sul terreno.

I dati saranno ritrasmessi alla Terra attraverso la sonda statunitense Mars Reconnaissance Orbiter , dalla sonda europea Mars Express o dall'orbiter lanciato nel 2016.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli obiettivi scientifici principali sono:

  • studiare l'ambiente biologico della superficie e cercare eventuali tracce di vita, passata o presente
  • caratterizzare la geochimica del pianeta e la distribuzione dell'acqua
  • identificare possibili pericoli sulla superficie in previsione di future missioni con equipaggio
  • aumentare la conoscenza dell'ambiente e la geofisica marziana

Gli altri obiettivi comprendono lo sviluppo di tecnologie in vari campi, necessarie per il successo di future missioni robotiche e con equipaggio

  • atterraggio di grandi carichi su Marte
  • sviluppo di energia solare sulla superficie
  • mobilità sul terreno

Carico scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Strumenti panoramici[modifica | modifica wikitesto]

Sono strumenti panoramici e a lungo raggio

  • Panoramic Camera System (PanCam), usata per la navigazione e la ripresa del terreno circostante. È costituita da due camere stereo ad ampio angolo e una camera ad alta risoluzione.[3]
  • Mars Infrared MApper (MIMA), uno spettrometro ad infrarossi per la rilevazione dell'acqua.[4]
  • Water Ice and Subsurface Deposit Observations on Mars (WISDOM)[5]

Strumenti a contatto[modifica | modifica wikitesto]

Questi strumenti studiano la superficie e le rocce tramite contatto diretto

Strumenti di analisi[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono strumenti interni utilizzati per lo studio dei campioni raccolti

  • microscopio per la scansione dei campioni raccolti dalla perforazione
  • Spettrometro Raman/Laser Induced Breakdown Spectroscopy (Raman/LIBS)[6][7]
  • Urey Instrument[8] che comprende il Subcritical Water Extraction (SWE), il Mars Organics Detector (MOD), il Mars Oxidant Sensor (MOI).[9] e il Microchip Capillary Electrophoresis (CE).[10]. Essi analizzeranno i composti solubili presenti nell'acqua estratta dal suolo e dai campioni di roccia alla ricerca di molecole organiche
  • Molecular Organic Molecule Analyzer (MOMA)
  • Specific Molecular Identification of Life Experiment (SMILE) o Life Marker Chip (LMC), in grado di rilevare dei marcatori biologici per eventuali tracce di vita passata o presente.[11]
  • Mars X-Ray Diffractometer (Mars-XRD), in grado di fornire l'esatta composizione dei minerali cristallini.[12][13]

Strumenti ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzati per studiare l'ambiente marziano.

  • Sensore per le radiazioni ionizzanti
  • UltraViolet - Visible Spectrometer (UVIS)
  • Atmospheric Relaxation and Electric Field sensor (ARES)
  • Martian Environmental DUst Systematic Analyser (MEDUSA) - la responsabilità del quale è affidata all'Osservatorio Astronomico di Capodimonte - fornirà misure dirette sui parametri riguardanti le proprietà fisiche e dinamiche della polvere e l'abbondanza di vapore acqueo su Marte.
  • Advanced Environmental Package (METEO-ATM)

Strumenti geofisici[modifica | modifica wikitesto]

È un gruppo di strumenti fissi proposti per lo studio della geofisica e per analisi ambientali. I parametri misurati saranno di grande importanza per la comprensione del pianeta e la sua eventuale abitabilità a lungo termine. Gli strumenti monitorizzeranno eventi sismici, attività tettonica e vulcanica, oltre alla misurazione del campo magnetico, della radiazione ultravioletta, la polvere, il vento e l'umidità. Dovrebbero avere una durata di almeno 6 anni sul pianeta, in modo da poter iniziare la costituzione di una rete di stazioni scientifiche sulla superficie marziana e la misurazione delle variazioni ambientali sul lungo periodo.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel futuro dell'Asi c'è una missione marziana controllata dall'Italia - Corriere della Sera
  2. ^ http://www.spaceflight.esa.int/aurora_dev/aurorahome/object_136.htm
  3. ^ A. D. Griffiths, A. J. Coates, R. Jaumann, H. Michaelis, G. Paar, D. Barnes, J.-L. Josset, Context for the ESA ExoMars rover: the Panoramic Camera (PanCam) instrument in International Journal of Astrobiology, vol. 5, nº 3, 2006, pp. 269–275, DOI:10.1002/jrs.1198.
  4. ^ G. Bellucci, MIMA: Mars Infrared MApper for Finding Carbonates Sulfates and Organics in EGU, 2004.
  5. ^ Corbel C., Hamram S., Ney R., Plettemeier D., Dolon F., Jeangeot A., Ciarletti V., Berthelier J., WISDOM: an UHF GPR on the Exomars Mission in Eos Trans. AGU, vol. 87, nº 52, 2006, pp. P51D-1218.
  6. ^ J. Popp, M. Schmitt, Raman spectroscopy breaking terrestrial barriers! in J. Raman Spectrosc., vol. 35, 2004, pp. 429–432, DOI:10.1002/jrs.1198.
  7. ^ F. Rull Pérez, J. Martinez-Frias, Raman spectroscopy goes to Mars (PDF) in spectroscopy europe, vol. 18, 2006, pp. 18-21.
  8. ^ A. M. Skelley, A. D. Aubrey, P. J. Willis, X. Amashukeli, A. Ponce, P. Ehrenfreund, F. J. Grunthaner, J. L. Bada, R. A. Mathies, Detection of Trace Biomarkers in the Atacama Desert with the UREY in situ Organic Compound Analysis Instrument in Geophysical Research Abstracts, vol. 8, 2006, p. 05275.
  9. ^ F. J. Grunthaner, J. L. Bada, R. A. Mathies, Mars Organic Detector III: A Versatile Instrument for Detection of Bio-organic Signatures on Mars (PDF).
  10. ^ A. M. Skelley, J. R. Scherer, A. D. Aubrey, W. H. Grover, R. H. C. Ivester, P. Ehrenfreund, F. J. Grunthaner, J. L. Bada, R. A. Mathies, Development and evaluation of a microdevice for amino acid biomarker detection and analysis on Mars in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 102, 2005, pp. 1041-1046, DOI:10.1073/pnas.0406798102.
  11. ^ M.R. Sims, D.C. Cullenb N.P. Bannister W.D. Grantc O. Henryb R. Jones D. McKnight, D.P. Thompson, P.K. Wilson, The specific molecular identification of life experiment (SMILE) in Planetary and Space Science, vol. 53, 2005, pp. 781–791, DOI:10.1016/j.pss.2005.03.006.
  12. ^ A. Wielders, R. Delhez, X-ray Powder Diffraction on the Red Planet in Int. Union of Crystallography Newsletter, vol. 30, 2005, pp. 6-7.
  13. ^ R. Delhez, L. Marinangeli, S. van der Gaast, Mars-XRD: the X-ray Diffractometer for Rock and Soil Analysis on Mars in 2011 (PDF) in Int. Union of Crystallography Newsletter, vol. 30, 2005, pp. 7-10.
  14. ^ P. Lognonné, T. Spohn, D.Mimoun, S. Ulamec, J. Biele, GEP-ExoMars: a Geophysics and Environment observatory on Mars (PDF) in Lunar and Planetary Institute XXXVII, 2006.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]