Programma Phobos

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Programma Phobos
Dati della missione
Proprietario Agenzia Spaziale Russa
Destinazione Marte e i suoi satelliti Fobos e Deimos
Esito La missioni sono entrambe parzialmente fallite
Vettore Razzo Proton
Lancio * Phobos 1 - 7 luglio 1988
  • Phobos 2 - 12 luglio 1988
Massa 2600 kg
Strumentazione * Telescopio a raggi-X

Il Programma Phobos è stata una missione spaziale senza equipaggio costituita da due sonde, lanciate dall'Unione Sovietica per studiare il pianeta Marte ed i suoi satelliti Fobos e Deimos. La sonda Phobos 2 fu un orbiter e scattò 38 immagini con una risoluzione di 40 m. Entrambe le sonde subirono delle avarie critiche.

Phobos 1 e Phobos 2 furono due sonde di un design aggiornato rispetto al progetto delle precedenti missioni Venera degli anni 1975-1985, utilizzato anche per le sonde Vega 1 e Vega 2. Phobos 1 venne lanciata il 7 luglio e Phobos 2 il 12 luglio 1988 con un vettore Proton. La massa era di 2 600 kg.

In questo programma ci fu la cooperazione di 14 nazioni, tra cui Svezia, Svizzera, Austria, Francia, Germania Ovest e Stati Uniti d'America.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli obiettivi delle missioni Phobos erano:

  • studiare l'ambiente interplanetario
  • effettuare osservazioni del Sole
  • caratterizzare il plasma presente nelle vicinanze di Marte
  • effettuare studi dell'atmosfera
  • studiare la composizione della superficie di Fobos

Phobos 1[modifica | modifica wikitesto]

La sonda Phobos 1 operò normalmente fino al 2 settembre 1988 quando non avvenne una prevista sessione di comunicazione con la sonda. I contatti non vennero mai più stabiliti a causa di un errore nel software inviato alla sonda il 29 e 30 agosto che disattivò i propulsori di assetto. Per questo motivo la sonda perse l'orientamento con il Sole e, non potendo orientare i suoi pannelli solari, scaricò le sue batterie.

Le istruzioni del software facevano parte di una routine che veniva usata durante i test a terra e normalmente sarebbe dovuta essere rimossa prima del lancio. Tuttavia il software era contenuto nelle memorie PROM e la rimozione del codice avrebbe richiesto la sostituzione dell'intero computer. A causa dei tempi di lancio molto stringenti gli ingegneri decisero di lasciare la sequenza di comando pensando che non sarebbe mai stata utilizzata.

Tuttavia un singolo carattere sbagliato nella sequenza di aggiornamento causò l'esecuzione di questa routine con la seguente perdita della sonda.[1]

Phobos 2[modifica | modifica wikitesto]

La sonda Phobos 2 operò normalmente durante il percorso verso il pianeta Marte. Si inserì in orbita il 29 gennaio 1989 raccogliendo dati sul Sole sull'ambiente interplanetario su Marte e il satellite Fobos. Il 28 marzo, poco dopo la fase finale della missione durante la quale la sonda si sarebbe dovuta avvicinare a Fobos e rilasciare due lander, vennero persi i contatti.

L'ultima trasmissione ricevuta dalla sonda includeva un filmato, rilasciato dalla ormai ex-URSS tre mesi dopo l'accaduto (e sotto la pressione delle agenzie spaziali estere coinvolte nel progetto tra le quali l'italiana ASI), nel quale si poteva distinguere chiaramente una strana sottile ellisse proiettata sulla superficie di Marte. L'agenzia spaziale Russa non diede mai spiegazioni riguardo alla strana ellisse accantonandola come "immagine che non dovrebbe esistere".

La versione ufficiale identifica il fallimento della missione Phobos 2 come un guasto al sistema trasmittente di controllo o ad un impatto con un corpo celeste non previsto nel progetto.

Sistemi e sensori[modifica | modifica wikitesto]

Le sonde trasportavano diversi strumenti: telescopi a raggi-X e ultravioletti, uno spettrometro a neutroni e il radar Grunt progettato per lo studio delle strutture superficiali di Fobos. Il lander possedeva un Alpha Proton X-Ray Spectrometer (APXS) per fornire informazioni sulla composizione chimica degli elementi della superficie, un sismometro per determinare la struttura interna e un penetratore con sensori di temperatura e un accelerometro per studiare le proprietà meccaniche e fisiche della superficie.

Lo spettrometro ad infrarosso effettuò 30 000 scansioni nell'infrarosso vicino (da 0,75 a 3,2 µm) nelle aree equatoriali di Marte, con una risoluzione spaziale da 7 km a 25 km e 400 scansioni di Fobos con risoluzione di 700 m. Queste osservazioni permisero di ottenere le prime mappe mineralogiche del pianeta e del satellite.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Resoconto dell'incidente

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Z. Sagdeev & A. V. Zakharov, Brief history of the Phobos mission in Nature, vol. 341, 1989, pp. 581 - 585, DOI:10.1038/341581a0.
  • Articoli di Nature 341 (1989) pagine 581 - 619

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