ALH 84001

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Allan Hills 84001
Allan Hills 84001
Meteorite ALH 84001
Tipo di meteorite Acondrite
Classe Meteorite marziana
Gruppo OPX
Shock B
Weathering A/B
Paese Antartide
Regione Allan Hills, Far Western Icefield
Coordinate 76°55′13″S 156°46′25″E / 76.920278°S 156.773611°E-76.920278; 156.773611Coordinate: 76°55′13″S 156°46′25″E / 76.920278°S 156.773611°E-76.920278; 156.773611
Caduta osservata No
Data della caduta 13000 anni fa
Data ritrovamento 1984
Massa conosciuta (TKW) 1931g

ALH 84001, nome ufficiale completo Allan Hills 84001[1], è una meteorite recuperata nella zona di Allan Hills, in Antartide, nel dicembre 1984 da Roberta Score, facente parte di una squadra di cercatori di meteoriti statunitensi in seguito al progetto ANSMET. Si suppone che, come ogni altro membro del gruppo di meteoriti marziane (Shergottiti, Nakhliti, Chassigniti), ALH 84001 provenga dal pianeta Marte. Al momento della scoperta pesava 1931 g.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In base alle ipotesi sull'origine di rocce extraterrestri, è probabile che il frammento si sia formato su Marte, a seguito di un catastrofico impatto meteorico durante il periodo Archeano, 3,6 miliardi di anni fa. Circa 15 milioni di anni fa, a seguito di un altro impatto meteorico, il frammento ha lasciato il pianeta, per arrivare sulla Terra, approssimativamente 13.000 anni fa.

Datazione[modifica | modifica wikitesto]

Le datazioni sono state individuate mediante una serie di tecniche di datazione radiometrica: samario-neodimio (Sm-Nd), rubidio-stronzio (Rb-Sr), potassio-argo e con il metodo del Carbonio 14[2][3].

Possibili forme di vita[modifica | modifica wikitesto]

Dal 6 agosto 1996[4] ALH 84001 fu per un certo periodo al centro dell'attenzione mediatica poiché, come riportato in un articolo pubblicato da David McKay della NASA, sembrava che potesse contenere tracce di vita marziana.[5]

Il Microscopio elettronico mostra una struttura a catena morfologicamente simile a organismi di natura biologica su di un frammento del meteorite ALH 84001

Mediante un microscopio elettronico a scansione vennero individuate alcune formazioni che, per la loro morfologia, si riteneva potessero essere batteri fossili. Queste strutture, con un diametro compreso tra i 20 e 100 nanometri, erano simili a quelle dei nanobatteri terrestri, ma un ordine di grandezza più piccole di qualsiasi forma di vita cellulare conosciuta. Inizialmente si ritenne che il reperto potesse essere testimone di forme di vita aliene e la notizia trovò vasta eco sui giornali di tutto il mondo; fu persino annunciata ufficialmente alla televisione dal presidente degli U.S.A. Bill Clinton che parlò di "una scoperta potenzialmente epocale"[6]. Tuttavia in seguito un gruppo di scienziati riprodusse in laboratorio delle formazioni analoghe dimostrando che quelle osservate erano semplicemente strutture minerarie che si formano autonomamente in determinate condizioni di calore e pressione. Così il famoso "batterio nel meteorite marziano", si dimostrò essere soltanto un'illusione ottica.[7][8][9]

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 molti esperti furono concordi nel ritenere che la presenza di microfossili nella meteorite non fosse indicativa di vita, ma di contaminazioni di biofilm terrestri. Non si è ancora scoperto come possano essersi formati, ma in diversi laboratori di ricerca sono già state riprodotti organismi simili partendo da basi non biologiche[10].

Studi recenti sulla meteorite hanno mostrato che, sebbene vi siano basse probabilità, queste meteoriti sono in grado di trasferire sul nostro pianeta forme di vita marziana. Finora nell'arco di tempo di 2-3 anni si sono individuati dieci frammenti pesanti più di 100 grammi. Diverse specie di spore batteriche popolano spontaneamente le rocce e sono in grado di sopravvivere nello spazio per almeno 5 anni, pertanto è plausibile che forme di vita marziane abbiano raggiunto il nostro pianeta.

La sopravvivenza e la propagazione di forme di vita dalla meteorite al suolo terrestre è tuttavia un evento poco probabile. L'ambiente originale della meteorite è totalmente differente da qualsiasi luogo presente sulla Terra; è come se un pesce abissale improvvisamente si trovasse in mezzo al deserto del Sahara. Marte possiede un'atmosfera estremamente rarefatta, più della cima del Monte Everest, quasi priva di ossigeno e di acqua. Una forma di vita per sopravvivere a tali avverse condizioni dovrebbe inevitabilmente approvvigionarsi d'acqua e d'ossigeno[senza fonte], ed eventualmente sopravvivere con una temperatura relativamente elevata: mediamente, nell'arco di un anno in Antartide fa meno freddo che su Marte. Tuttavia si ipotizza che ALH 84001 (l'unica meteorite finora individuata) sia originaria di un periodo durante il quale l'acqua su Marte era presente[11].

Le origini su Marte[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2005, Vicky Hamilton della Università delle Hawaii a Manoa ha presentato analisi sulla meteorite utilizzando le informazioni provenienti dal Mars Global Surveyor e dal Mars Odyssey, sonde che attualmente orbitano attorno a Marte. Secondo le analisi i canyon Eos Chasma, nella Valles Marineris, sono le sorgenti della meteorite[12]. Le analisi si sono limitate a zone non oscurate da polvere marziana.

ALH 84001 nella fiction[modifica | modifica wikitesto]

La verità del ghiaccio (Deception Point), è un romanzo di Dan Brown nel quale la storia ha come tema centrale un caso simile ad ALH 84001. La meteorite ALH 84001 viene esplicitamente citata nella prima pagina del libro.

Anche nel libro Il simbolo perduto, sempre di Dan Brown nel capitolo 11 vi è un riferimento al meteorite ALH 84001.

Nel film Contact le riprese televisive del discorso del presidente Bill Clinton sulla scoperta dei microfossili in ALH 84001 vennero utilizzate per l'annuncio della scoperta del messaggio alieno, senza venir adattate o modificate in alcuna maniera. La versione italiana del film addirittura lascia questa parte non doppiata, per mostrare che è davvero il presidente Clinton a parlare.

Il meteorite ALH 84001 è citato nel racconto Il custode di Marte, contenuto nell'antologia Cattive acque (2000) di Martin Amis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Meteoritical Bulletin Database: ALH 84001
  2. ^ "Lunar Meteorites and the Lunar Crustal SR and Nd Isotopic Compositions - Nyquist, L. E.; Wiesmann, H.; Shih, C.-Y.; Dasch, J. (1999)" (PDF). Lunar and Planetary Science, volume 27, pagina 971.
  3. ^ "The Age of the Carbonates in Martian Meteorite ALH84001 - Borg, Lars. E, et al (1999)" - Science, Vol. 286. no. 5437, pp. 90 - 94.
  4. ^ Vita su Marte? Associated Press
  5. ^ McKay, D. S. et al., 1996.
  6. ^ Annuncio di Bill Clinton
  7. ^ RRResearch: Is this claim of bacteria in a meteorite any better than the 1996 one?
  8. ^ Ricerca di aminoacidi endogeni nel meteorite marziano ALH84001 - Bada J. L., Glavin D. P., McDonald G. D., Becker L, Science 279, pages 362-365, pages 1998
  9. ^ Idrocarburi policiclci aromatici (PAHs) in Meteoriti Marziani Antartiche, condriti carbonacee e ghiaccio polare, Becker L., Glavin D. P., Bada J. L. - Geochimica et Cosmochimica Acta, volume 61, pages 475-481, year 1997
  10. ^ Gli scettici il 6 agosto hanno proposto teorie alternative che escludono la presenza di materiale biologico nella meteorite; pur difendendo vigorosamente la loro ipotesi, alla NASA sono isolati.
  11. ^ Sono state trovate meteoriti marziane dotate probabilmente di mark biologico ma hanno destato meno interesse in quanto provenienti da un periodo geologico marziano privo di acqua.
  12. ^ Localizzazione del sito di provenienza delle più famose meteoriti marziane - New Scientists

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) D.S. McKay, et al., Search for Past Life on Mars: Possible Relic Biogenic Activity in Martian Meteorite ALH84001 in Science, vol. 273, nº 5277, 1996, pp. 924-930, DOI:10.1126/science.273.5277.924.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Vita extraterrestre 1967 CPA 3549.jpg
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