Miniere di Rammelsberg
Coordinate: 51°53′15″N 10°25′54″E / 51.8875°N 10.43167°E
| Miniere di Rammelsberg e città storica di Goslar (EN) Mines of Rammelsberg and Historic Town of Goslar |
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|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (i) (iv) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1992 |
| Scheda UNESCO | (EN) Scheda (FR) Scheda |
Le Miniere di Rammelsberg sono un Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO che si trova nei pressi della città di Goslar, in Germania, in un sito che è stato sfruttato per l'estrazione mineraria per un periodo di oltre 1000 anni. Il Rammelsberg è una collina la cui vetta si eleva per 636 metri al di sopra del livello del mare.
Indice |
Storia[modifica]
La storia mineraria del Rammelsberg è un processo più o meno continuo avvenuto in più fasi. Inizialmente qui si estrasse argento, più tardi rame ed infine piombo. Le miniere si esaurirono solo negli anni ottanta del XX secolo e vennero definitivamente chiuse nel 1988.
Il minerale conteneva circa il 14% di zinco, il 6% di piombo, il 2% di rame, 140 grammi per tonnellata di argento e un grammo per tonnellata di oro.[1]
Recenti ritrovamenti archeologici effettuati a Düna (nei pressi di Osterode am Harz) suggeriscono che l'estrazione mineraria sia iniziata 6 o 7 secoli prima di quanto si credesse finora. È stato infatti ritrovato un antico insediamento risalente al III o IV secolo ad una quarantina di chilometri a sud del Rammelsberg, contenente alcuni strumenti che servivano a fondere i metalli nell'era pre-industriale; cosa più importante, sono stati ritrovati anche residui di minerale, la cui composizione chimica lo identifica come proveniente dalla miniera del Rammelsberg.
Nel corso della sua storia dalla montagna sono state estratte circa 27 milioni di tonnellate di minerale.
Il museo[modifica]
Dopo che le miniere sono state chiuse dalla Preussag nel 1988, è stato qui allestito un museo con lo scopo di conservare le testimonianze del passato e di mostrare la storia delle miniere e il lor equipaggiamento, sia antico che moderno.
Note[modifica]
- ^ Large D, Walcher E. (1999). The Rammelsberg massive sulphide Cu-Zn-Pb-Ba-Deposit, Germany: an example of sediment-hosted, massive sulphide mineralisation. Mineralium Deposita 34: 522-538.
Bibliografia[modifica]
- Stoppel D. (2002). Spuren des Bergbaus im Westharz. Akad. Geowiss. Hannover, Veröffentl. 20: 77 - 84.
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Miniere di Rammelsberg
Collegamenti esterni[modifica]
- (DE, EN) Sito web ufficiale delle miniere del Rammelsberg
- (EN) Pagina del sito dell'UNESCO relativa alle miniere del Rammelsberg
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