Abbazia di Quedlinburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Abbazia Imperiale di Quedlinburg
Abbazia Imperiale di Quedlinburg - Stemma
Abbazia Imperiale di Quedlinburg - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Stift Quedlinburg
Lingue parlate tedesco
Capitale Quedlinburg
Dipendente da Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governo teocrazia
Nascita 936
Causa Concessione del diploma imperiale
Fine 1803
Causa mediatizzazione del Sacro Romano Impero
Territorio e popolazione
Economia
Valuta tallero di Quedlinburg
Commerci con Sacro Romano Impero
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Classi sociali clero, patrizi, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Coat of arms of Saxony.svg Ducato di Sassonia
Succeduto da Flag of Prussia 1892-1918.svg Regno di Prussia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Chiesa collegiata, castello e città vecchia di Quedlinburg
(EN) Collegiate Church, Castle, and Old Town of Quedlinburg
Quedlinburg Markt.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1994
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

L' Abbazia di Quedlinburg fu un'abbazia tedesca con sede nell'omonima città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'abbazia venne fondata nel 936 su un territorio di proprietà della Regina Matilde, passato poi a suo figlio Ottone I, divenuto imperatore ed essa comprendeva il castello di e la montagna di Quedlinburg. Fu probabilmente questa origine come monastero istituito dalla famiglia imperiale che fece sì che l'abbazia crescesse velocemente ed in breve tempo, godendo di molte ricchezze.

All'abbazia venne concesso il titolo di Abbazia Imperiale e di lei si sa che era sede di una comunità di figlie non maritate dell'aristocrazia tedesca anche se non viene indicato l'ordine di appartenenza. Esistevano già a quel tempo altre grandi abbazie femminili in Germania come quella di Herford, ma la stessa regina Matilde volle privilegiare questa struttura divenendone badessa alla morte del marito.

L'abbazia divenne nota nel medioevo per i numerosi prodotti d'artigianato che si sviluppavano qui grazie appunto alle monache che vi risiedevano. Dopo delle discussioni tra la città di Quedlinburg e la locale Diocesi di Halberstadt, il vescovo di quest'ultima decise di concedere alla casata reale di Sassonia il patrocinio su questa abbazia, grazie anche all'influenza della badessa di quel tempo, Edvige, sorella di Ernesto ed Alberto di Sassonia, reggenti di quelle terre (1477).

Nel 1697 queste terre, comprensive dell'abbazia, passarono sotto il dominio del Brandeburgo e dal 30 gennaio del 1698 passarono alla Prussia.

Dopo la secolarizzazione, tra il 1802 ed il 1803, l'abbazia entrò nei possedimenti del Principato di Quedlinburg, creato dalla Prussia, per poi passare dal 1807 al 1814 al Regno di Vestfalia, di stampo napoleonico. Successivamente fece ritorno entro i confini del Regno di Prussia.

La chiesa abbaziale, dedicata ai Santi Dionigi e Servazio, è ancora oggi presente e si slancia come un'architettura di stampo romanico e venne costruita a partire dal 997, per poi essere terminata nel 1021

A partire dal 1540 l'abbazia assunse i connotati di un luogo di culto luterano. L'ultima badessa fu Sofia Albertina, principessa di Svezia.

Badesse di Quedlinburg[modifica | modifica sorgente]

  • Regina Matilde (936-966) Badessa formale
  • Matilde (966-999), figlia di Ottone I
  • Adelaide I (999-1045), figlia di Ottone II
  • Beatrice (1045-1062), figlia di Enrico III
  • Adelaide II (1062-1095), figlia di Enrico III
  • Eilica (1095-1110)
  • Agnese I (1110-1126)
  • Geuberga von Kappenberg (1126-1137)
  • Beatrice II von Winzenburg (1137-1160)
  • Meregarda (1160-1161)
  • Adelaide III von Sommerschenburg (1161-1184)
  • Agnese II von Meißen (1184-1203)
  • Sofia I von Brehna (1203-1226)
  • Bertrade I von Krosigk (1226-1230)
  • Kunigunde von Kranichfeld und Kirchberg (1230-1231)
  • Osterlinde von Falkenstein (1231-1233)
  • Gertrud von Amfurt o von Querfurt (1233-1270)
  • Bertrade II (1270-1308)
  • Jutta von Kranichfeld (1308-1347)
  • Luitgard zu Stolberg (1347-1353)
  • Agnese III von Schraplau (1354-1362)
  • Elisabeth I von Hakeborn (1362-1375)
  • Margarete von Schraplau (1376-1379), sorella di Agnese III
  • Irmgard von Kirchberg (1379-1405)
  • Adelaide IV di Isenburg (1405-1435)
  • Anna I Reuß von Plauen (1435-1458)
  • Edvige di Sassonia (1458-1511)
  • Maddalena di Anhalt-Köthen-Zerbst (1511-1515)
  • Anna II di Stolberg (1515-1540)
trasformazione dell'abbazia secondo il credo evangelico

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hans-Erich Weirauch: Die Güterpolitik des Stiftes Quedlinburg im Mittelalter, in: Sachsen und Anhalt, Bd. 13, Magdeburg 1937, S. 117-181.
  • Hans-Erich Weirauch: Der Grundbesitz des Stiftes Quedlinburg im Mittelalter, in: Sachsen und Anhalt, Bd. 14, Magdeburg 1938, S.203-295.
  • Jan Gerchow (Hrsg.): Essen und die sächsischen Frauenstifte im Frühmittelalter, Essener Forschungen zum Frauenstift 2, Essen 2003.
  • Anton Ulrich v. Erath: Codex diplomaticus Quedlinburgensis, Frankfurt/M. 1764.
  • Barbara Pätzold: Stift und Stadt Quedlinburg, in: Abhandlungen zur Handels- und Sozialgeschichte, Bd. 26, Weimar 1989, S. 171-192.
  • Walter Breywisch: Quedlinburgs Säkularisation und seine ersten Jahre unter preußischer Herrschaft 1802-1806, in: Sachsen und Anhalt, Bd. 4, Magdeburg 1928; S. 207-249.
  • Bernd Feicke: Zur politischen Vorgeschichte des Reichsdeputationshauptschlusses 1803 und seine Ergebnisse für Kursachsen und Preußen im Ostharz unter besonderer Beachtung der 1780 einverleibten Grafschaft Mansfeld, der Reichsstadt und des Reichsstiftes Nordhausen sowie des Reichsstiftes Quedlinburg, in: Beiträge zur Regional- und Landeskultur Sachsen-Anhalts, H. 29, Halle 2004, S. 4-29.