Maria Teresa d'Asburgo-Este (1773-1832)
| Maria Teresa d'Asburgo-Este | |
|---|---|
![]() Maria Teresa d'Asburgo-Este |
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| Regina Consorte di Sardegna | |
| In carica | 4 giugno 1802 - 21 marzo 1821 |
| Predecessore | Clotilde di Francia |
| Successore | Maria Cristina di Napoli e Sicilia |
| Nome completo | Maria Theresia Josefa Johanna |
| Altri titoli | Arciduchessa d'Austria |
| Nascita | Milano, 1º novembre 1773 |
| Morte | Ginevra, 29 marzo 1832 |
| Luogo di sepoltura | Basilica di Superga |
| Casa reale | Asburgo-Este |
| Padre | Arciduca Ferdinando d'Austria |
| Madre | Maria Beatrice d'Este |
| Consorte | Vittorio Emanuele I di Savoia |
Maria Teresa d'Asburgo-Este, in lingua tedesca Maria Theresia Josefa Johanna von Österreich-Este (Milano, 1º novembre 1773 – Ginevra, 29 marzo 1832), fu un'arciduchessa d'Austria e regina consorte del Regno di Sardegna come moglie di Vittorio Emanuele I.
Indice |
Biografia[modifica]
Era la secondogenita dell'arciduca d'Austria Ferdinando d'Asburgo e di sua moglie Maria Beatrice d'Este.
Nel 1789, all'età di 16 anni, venne data in sposa a Vittorio Emanuele, duca d'Aosta allora trentenne e, destinato a divenire più tardi Re di Sardegna come Vittorio Emanuele I. Quale sposa prescelta, Maria Teresa dimostrò di possedere una serie di requisiti richiesti: erano state infatti raccolte informazioni sulla bellezza, sulla carnagione, sulle forme, sulla salute, sullo stato dei denti, sul carattere, sulla cultura, sulla religiosità, sulle maniere, sullo stile di vita della principessa. Importante fu la notizia che avesse già contratto il vaiolo o che perlomeno fosse stata vaccinata. Per tutte queste ragioni, venne preferita ad una principessa francese. Il matrimonio ebbe luogo, per procura, a Milano, il 29 giugno 1788, ed ebbe effettivamente luogo a Novara il 25 aprile 1789, dopo di che Maria Teresa il giorno dopo effettuò il suo solenne ingresso a Torino.
Regina di Sardegna[modifica]
Allorché le truppe di Napoleone ebbero invaso il Piemonte, nel 1798, la famiglia reale dovette fuggire, rifugiandosi dapprima in Toscana, ed in seguito in Sardegna. Il 4 giugno 1802 Maria Teresa divenne Regina di Sardegna, a seguito dell'abdicazione di suo cognato Carlo Emanuele IV. Essendo il Piemonte ormai perduto, la famiglia reale dovette rimanere in Sardegna sino alla caduta di Napoleone, e solo nel 1814 fece ritorno al Palazzo Reale di Torino. Maria Teresa venne inizialmente accolta con grande entusiasmo, ma ben presto suscitò il malcontento dei suoi sudditi, perché venne accusata di voler eliminare il più che possibile i provvedimenti adottati durante il periodo napoleonico. Inoltre, la Regina trattò con disprezzo quanti avevano collaborato con Napoleone. Questi atti contribuirono forse a far esplodere i moti piemontesi del 1821. Gli insorti proclamarono l'adozione di una nuova Costituzione, modellata su quella spagnola. Anche durante questi moti la regina fece valere i suoi consigli.
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Ella era disposta ad agire anche come reggente, se necessario. Ma, il 13 marzo 1821, il Re abdicò a favore del fratello Carlo Felice, dopodiché si recò frettolosamente a Nizza, dove lo seguì Maria Teresa. In seguito la coppia visse nel Castello di Moncalieri. Vittorio Emanuele morì il 10 gennaio 1824 all'eta di 65 anni. Maria Teresa si trasferì allora a Genova, dove acquistò il Palazzo Doria-Tursi. A causa della sua parentela con la Casa d'Asburgo, venne ingiustamente accusata di aver tentato di persuadere suo cognato, il Re Carlo Felice, a redigere un testamento, in virtù del quale suo fratello Francesco IV, Duca di Modena, che aveva sposato la sua primogenita Maria Beatrice, avrebbe dovuto essere nominato erede del Regno di Sardegna. Comunque sia, Carlo Felice designò infine a succedergli Carlo Alberto, Principe di Carignano. Le tensioni sorte a causa di questa vicenda costrinsero la Regina-Vedova a tenersi lontana dalla corte sabauda, tanto che solo nel 1831 ella fece ritorno a Torino, in occasione del matrimonio della figlia Marianna con l'Imperatore Ferdinando I. L'anno successivo, Maria Teresa morì inaspettatamente, e fu sepolta a fianco del suo sposo nella Basilica di Superga di Torino.
Giudizio storico[modifica]
Maria Teresa d'Asburgo-Este fu certamente una tra le più resolute regine della dinastia sabauda. Eppure, nonostante le sue indubbie qualità, il suo personaggio rimane tuttora semisconosciuto, e fatto oggetto di accuse pretestuose. Le ragioni di questa valutazione immeritatamente negativa, sono da ricercare nel periodo storico in cui ella si trovò a svolgere il proprio ruolo. Nipote della grande Maria Teresa, questa principessa della casata d'Asburgo si trovò ad ascendere sul trono sabaudo in un'epoca storica, caratterizzata dal ciclone della Rivoluzione Francese, caratterizzata dal crollo dell'Ancien Regime, e dalla nascita dei primi movimenti nazionalisti italiani. In tale contesto, la cieca politica di Restaurazione avviata da Vittorio Emanuele I non poté che suscitare il malcontento dei ceti borghesi ed intellettuali piemontesi, desiderosi di mantenere le conquiste conseguite durante l'epoca napoleonica. Tali malcontenti finirono per riversarsi su Maria Teresa, cui venne ingiustamente imputato non soltanto l'abolizione delle riforme napoleoniche, ma addirittura di macchinare a favore dell'Impero Asburgico, e ciò a causa della sua appartenenza alla casa asburgica. Tale atteggiamento, che ebbe vasta eco nella storiografia risorgimentale, è però in netto contrasto con l'operare della Regina. Ella, sin dal momento del matrimonio, dimostrò grande affezione alla patria adottiva, ormai divenuta propria, e seppe supportare il coniuge nei tristi anni dell'esilio in Sardegna. L'accusa a lei lanciata di aver macchinato un piano volto a far cadere il Regno di Sardegna nelle mani di un ramo collaterale della casa d'Asburgo, è semplicemente assurdo, poiché non tiene conto del grande affetto che Maria Teresa, ancora regnante il marito, dimostrò al giovane Carlo Alberto, appena giunto alla corte di Torino in qualità d'erede al trono, e del ruolo principale da ella giocato nella sua preparazione alla successione, e nella scelta di una sposa adeguata, da lei stessa individuata in Maria Teresa d'Asburgo-Toscana. Fu semmai Carlo Alberto che, giunto al potere, non esitò ad infliggere alla figlia prediletta di Maria Teresa, Maria Cristina, il dolore di un rapido matrimonio con Ferdinando II delle Due Sicilie.
Discendenza[modifica]
Maria Teresa e Vittorio Emanuele ebbero sette figli:
- Maria Beatrice (1793-1840), sposò Francesco IV, Duca di Modena;
- Maria Adelaide (1794-1802);
- Carlo Emanuele (1796-1799), morto prematuramente di vaiolo;
- una figlia (1800-1801);
- Maria Anna (1803-1884), sposò Ferdinando I d'Austria;
- Maria Teresa (1803-1879), sposò Carlo II, Duca di Parma (1799-1883);
- Maria Cristina (1812-1836), sposò Ferdinando II delle Due Sicilie.
Tuttavia, l'unico figlio maschio della coppia morì all'età di due anni, a causa del vaiolo. Anche Carlo Felice, fratello e successore di Vittorio Emanuele, non ebbe alcun figlio, determinando così l'estinzione del ramo principale dei Savoia.
Ascendenza[modifica]
Onorificenze[modifica]
| Rosa d'Oro della cristianità | |
| — 1825 |
Bibliografia[modifica]
- Brigitte Hamann, Die Habsburger. Ein biographisches Lexikon. Verlag Carl Ueberreuter, Wien 1988, S. 345f.
- Roberto Festorazzi, La regina infelice. Lettere d'amore segrete di Maria Teresa di Savoia, Mursia, 2002.
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
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