Mad Max - Oltre la sfera del tuono

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Mad Max oltre la sfera del tuono

Aunty Entity e Mad Max
Titolo originale: Mad Max Beyond Thunderdome
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Australia/USA
Anno: 1985
Durata: 107'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: fantascienza, azione, avventura
Regia: George Miller e George Ogilvie
Soggetto: Terry Hayes, George Miller
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
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Episodi:
Fotografia: Dean Semler
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Effetti speciali: Michael Wood
Musiche: Maurice Jarre
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Scenografia: Graham Walker
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Trucco: {{{nometruccatore}}}
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Sequel: {{{nomesequel}}}
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Mad Max - Oltre la sfera del tuono (Mad Max Beyond Thunderdome) è un film di fantascienza del 1985, diretto da George Miller e George Ogilvie.

È il terzo film della "serie di Mad Max", ambientato in un futuro post-apocalittico.

Indice

[modifica] Trama

Dalle ceneri della grande distruzione, ritorna Mad Max l'ex poliziotto ed eroico guerriero che salvò un villaggio di civili dalla furia degli Humungus, ora privo della fedele V8 Interceptor andata distrutta nell'episodio precedente.

Egli giunge a Bartertown, corrotta città in mezzo al deserto, e ottiene un accordo con la sua regina, Aunty Entity (interpretata da Tina Turner); se egli ucciderà Blaster, un guerriero mascherato alle dipendenze di Master, che dirige la centrale elettrica della città, riceverà una grandissima ricompensa. Master è un anziano nano ed è l'unico in grado di gestire la centrale, che funziona grazie al metano prodotto dai maiali, e finché c'è Blaster a proteggerlo può sfruttare la situazione per spadroneggiare.

Seguendo la legge e il volere di Aunty, egli lo provoca in città e fa scaturire una lite che andrà risolta nel Thunderdome, una sorta di Colosseo in cui i due "imputati" devono combattere con armi lì presenti all'insegna del motto "Due combattono, uno vive".

Max riesce a sconfiggere Blaster, ma togliendogli la maschera scopre che è semplicemente un ritardato, perciò ne ha pietà e non lo uccide (lo faranno alcuni sicari lì presenti); per questo, avendo rotto il patto con Aunty, deve sottostare alla legge della ruota (Rotto il patto decide la ruota), una ruota che reca scritte le pene da infliggere che va fatta girare per scegliere una pena a caso. A Max tocca il Gulag, un esilio nel deserto, dove ci sono sabbie mobili.

Qui viene salvato da una tribù di ragazzi e bambini selvaggi che vivono in un luogo verdeggiante e isolato, ignari del mondo circostante. Sono alla ricerca della Città del domani domani, e scambiano Max per il Capitano Walker, che dovrebbe portarli via con una macchina volante. Dai loro racconti si capisce che in realtà sono i figli dei superstiti di un aereo atterrato nel deserto, lasciati lì ad aspettare i genitori che non hanno più fatto ritorno.

Nonostante Max si spieghi, alcuni bambini scappano per cercare a piedi la Città del domani domani e lui li insegue sino a Bartertown, dove libera Master e scappa a bordo della sua vecchia motrice (ora trasformata in treno). Aunty e i suoi scagnozzi li inseguono con delle auto e moto modificate per affrontare il deserto, nello stile del precedente film Interceptor - Il guerriero della strada.

Gli inseguitori vengono momentaneamente seminati ma il treno è costretto a fermarsi; il gruppo incontra un pilota d'aeroplano (Bruce Spence, che interpretava un altro pilota anche nel film precedente) con suo figlio, che portano tutti in salvo su un piccolo aereo, tranne Max che rimane a terra a tenere a bada gli inseguitori provocando un grosso incidente.

Aunty decide comunque di risparmiare Max che rimane solo in mezzo al nulla e ancora una volta la sua storia termina così in sospeso. Il resto del gruppo riesce a raggiungere in volo una grande città abbandonata; nel finale, in un futuro dove iniziano a nascere nuovi bambini, nella città si accendono nuove luci.

[modifica] Mad Max oltre la scena

Terzo episodio della saga inziata nel 1979, in Mad Max oltre la sfera del tuono si sigilla la storia del guerriero postatomico Max e, sotto le righe, se ne inaugura un'altra, ossia quella dei bambini che danno presumibilmente il via ad una nuova generazione di persone. Il film è ben recensito dalla maggior parte dei critici, e come film in sè (alcuni, in Italia, purtroppo lo credono l'unico film di Mad Max) è apprezzato da molti che riconoscono uno stile registico e una forza visiva davvero coinvolgente, e che riesce a stupire per collegamenti diretti o indiretti con il fumetto, la letteratura d'altri tempi e la mitologia. Non si può dire lo stesso per i fan più accanniti del Guerriero della Strada, che non apprezzano certamente l'assenza di un'auto protagonista come nei precedenti episodi, e che rinfacciano agli autori la rinuncia della crudeltà e della violenza che avevano caratterizzato i primi due episodi, definendolo addirittura una specie di I Goonies a causa della presenza dei bambini e della loro storia. Pareri dei fan a parte, il film ha certamente molti più messaggi rispetto al precedente, infilati qua e la nella trama, e alcune scene (come i bambini che trovano Max nel deserto e il pezzo finale in cui sorvolano una Sydney rasa al suolo dalla guerra) raggiungono veramente l'apice della forza visiva desiderata da George Miller. Il film annovera anche la prima apparizione cinematografica di Tina Turner, che nei panni di Aunty Entity incarna una figura non precisa e sfumata, qualcuno la cui identità e a metà tra il bene e il male senza aver scelto ancora una collocazione definitiva, e che nella parte finale risparmierà Max contraddicendo le intenzioni precedenti ("Nessuna pietà"). La cantante è anche l'interprete delle due canzoni che fanno da sottofondo al film; One of the Living e la famosa We don't need another hero, che divenne una hit da classifica e per la quale fu girato un video clip, elemento che fece buona pubblicità anche al film. Quanto al protagonista, avviene la prima presa di posizione sicura, scegliendo di aiutare i bambini anche a costo della propria vita, e quindi redimendo il personaggio indifferente e sanguinario del precedente capitolo. Nella storia dell'eroe post-atomico, è quasi sicuro che gli autori abbiano deciso di proposito di redimere la sua figura, anche attraverso la scelta dei bambini come co-protagonisti, che incarnano l'innocenza e la purezza di una nuova generazione mai toccata dalla catastrofe e dalla corruzione umana, e non possono che influenzare Max in maniera benevola. Altra caratteristica del film, lo straordinario senso dello humour mai visto nei precedenti capitoli; ci si lascia andare a trovate grottesche, battute piuttosto sarcastiche, ad alcuni momenti di pura ilarità (come Max che insegue Blackfinger, per poi fare dietro front ed essere inseguito a sua volta da un nutrito gruppo di cattivi) e l'inserimento di personggi volutamente comici come Blackfinger (il meccanico), Pigkiller e Iron Bar che nell'inseguimento finale si esibisce in alcuni sketch quasi da commedia. Insomma, ci sono tutti gli elementi di un ottimo film che non annoia e intrattiene piacevolmente per tutta la sua durata, e, sempre al contrario dei precedenti, è anche l'unico Film per Tutti (i primi erano Vietati ai Minori di 18 anni), ponendosi quindi come un'opera poliedrica e capace di entusiasmare non solo i cinefili, ma anche il pubblico più comune. Come disse qualcuno; "Mad Max ha fatto storia".

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Serie cinematografica di Mad Max
Interceptor (Mad Max, 1979)
Interceptor - Il guerriero della strada (Mad Max 2: The Road Warrior, 1981 )
Mad Max - Oltre la sfera del tuono (Mad Max Beyond Thunderdome, 1985)
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