Lockheed XV-4 Hummingbird

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Lockheed XV-4 Hummingbird
il prototipo XV-4A Hummingbird in fase di decollo
il prototipo XV-4A Hummingbird in fase di decollo
Descrizione
Tipo VTOL
Equipaggio 2
Costruttore Stati Uniti Lockheed
Data primo volo 7 luglio 1962
Utilizzatore principale Stati Uniti United States Army
Esemplari 2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,96 m (32 ft 8 in)
Apertura alare 7,82 m (25 ft 8 in)
Altezza 3,58 m (11 ft 9 in)
Superficie alare 9,66 (104 ft²)
Carico alare 338 kg/m² (69,2 lb/ft²)
Peso a vuoto 2 266 kg (4 995 lb)
Peso carico 3 266 kg (7 200 lb)
Propulsione
Motore 2 turbogetti Pratt & Whitney JT12A
Prestazioni
Velocità max 833 km/h (518 mph, 450 kt) a 3 048 m (10 000 ft)
Velocità di crociera 628 km/h (390 mph, 339 kt)
Velocità di salita 61 m/s (12 000 ft/min)
Autonomia 965 km (600 mi, 521 nmi)
Note dati relativi al prototipo XV-4A

i dati sono estratti da Lockheed Aircraft since 1913[1]

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Il Lockheed XV-4 Hummingbird (originariamente designato VZ-10) fu un progetto dell'U.S. Army negli anni sessanta, uno dei tentativi di creare un jet V/STOL (decollo e atterraggio verticali). Con una velocità programmata di 336 miglia orarie era più lento degli aerei da trasporto.

Il progetto era di usare porte nella parte superiore e inferiore della fusoliera per incrementare la spinta con aria fredda. In teoria, un aereo da 11.607 lb poteva essere spinto da un motore da 6.600 lbf. Ma le prestazioni furono al di sotto di quelle previste, ed il prototipo si schiantò al suolo il 10 giugno 1964, causando la morte del pilota. Al secondo aereo vennero installati dei motori a getto diversi, ma anch'esso si schiantò dopo diversi test.

Anche per il XFV-12 si ebbe scarso successo a ventilare aria fredda per aumentare la spinta sulle ali.

Nessuno dei primi progetti V/STOL statunitensi ebbero futuro. Il britannico Hawker Siddeley Harrier usava ugelli vettoriali, mentre il jet da attacco russo Yakovlev Yak-38 Forger usava ventole in congiunzione con ugelli rotanti.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francillon 1982, pp. 432–434

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) René J. Francillion, Lockheed Aircraft since 1913, London, Putnam, 1982, ISBN 0-370-30329-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]