Rockwell XFV-12

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Rockwell XFV-12
XFV-12 in catena di montaggio
XFV-12 in catena di montaggio
Descrizione
Tipo caccia VTOL
Equipaggio 1
Costruttore Rockwell
Data primo volo 7 luglio 1962
Data ritiro dal servizio Cancellato nel 1981
Utilizzatore principale Stati Uniti United States Navy
Esemplari 2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 13.4 m
Apertura alare 8,69 m
Peso a vuoto 3 890 kg
Peso carico 8 850 kg
Propulsione
Motore 1 turboventola post-bruciatore Pratt & Whitney F401-PW-400
Prestazioni
Velocità max Mach 2,2-2,4
Armamento
Mitragliatrici 1 M61 Vulcan da 20mm da 639 colpi
Missili 2 AIM-7 Sparrow sotto la fusoliera e 2 AIM-9L Sidewinder AAMs o 4 AIM-7

[senza fonte]

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Il Rockwell XFV-12 fu un prototipo di caccia supersonico per la Marina U.S., che venne costruito nel 1977. Lo XFV-12 combinava la velocità Mach 2 e l'armamento di AIM-7 Sparrow dell'F-4 Phantom II in un velivolo da caccia con caratteristiche VTOL (decollo e atterraggio verticale) destinato alle piccole Sea Control Ship che erano sotto studio a quel tempo. Sulla carta, appariva superiore in quanto a prestazioni all'aereo da attacco subsonico Hawker Siddeley Harrier. Sfortunatamente la spinta non fu mai sufficiente per il decollo verticale, anche se il motore installato aveva maggiore potenza del peso del velivolo, ed il progetto fu abbandonato.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, la United States Navy bandì una richiesta per una nuova generazione di aerei da caccia/attacco V/STOL. L'XFV-12A venne selezionato per lo sviluppo nonostante il concetto che lo sosteneva fosse considerato rischioso comparato a quello dell'Harrier.[1]

Per ridurre i costi, venne usato il muso di un A-4 Skyhawk e le prese d'aria di un F-4 Phantom II[2]. I test sui motori iniziarono nel 1974[2]. Le prove di volo libero sul modello condotti alla Galleria del vento della Nasa a Langley mostrarono che le previsoni sull'aumento di potenza dovuto alla tecnologia thrust augmented wing impiegata erano molto ottimistiche, e che l'aereo avrebbe potuto non essere capace di volo verticale. Tuttavia il modello diede prova di poter garantire il volo convenzionale.[1]

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

XFV-12A HC352-0-112 P1.jpg

Lo XVF-12 usava il concetto di "ala moltiplicatrice di spinta" (thrust augmented wing)[2] in cui i gas di scarico erano diretti attraverso una sorta di tenda veneziana per aumentare la spinta ascensionale, più o meno in modo simile al fallito progetto della Lockheed XV-4 Colibrì. Tale disposizione impedisce di trasportare armi sotto le ali così l'armamento è ridotto a due missili sotto la fusoliera. Le Alette canard erano estremamente grandi, quasi la metà dell'area delle ali, facendo di questo aereo un "biplano in tandem". Il turboventola con postbruciatore produceva abbastanza energia da sollevare un aereo da 9 000 kg (20 000 lb). Esso venne ulteriormente modificato per aumentare la potenza per la spinta ascensionale. Lo scarico del motore veniva chiuso, ed i gas reindirizzati attraverso dei condotti a degli ugelli sulle ali e i canard per la spinta verticale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b GlobalSecurity.org in XFV-12. URL consultato il 13 gennaio 2007.
  2. ^ a b c Airbornegrafix.com in Rockwell XFV-12. URL consultato il 13 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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