Tenda (arredamento)

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Esempio di tenda a bottone
Esempio di tenda a pannello

La tenda (in latino velarium) è un drappo di tessuto trasparente che pende dall'alto di una finestra o porta, sia fissato allo stesso telaio dei vetri, sia montato su un binario sul quale esso scorre. In particolare serve per rendere più confortevole una casa.

Alcuni modelli vengono usati al posto delle porte per dividere due stanze, ed altri sono fatti in tessuti sintetici molto resistenti per essere messi su terrazzi per coprire la forte luce del Sole.

La tenda può essere fatte di vari tessuti tipo la seta, il velluto, il merletto, il cotone, poliestere, il lino ecc.

Modelli di tende[modifica | modifica wikitesto]

  • Tenda a doppio vetro
  • Tenda a bottone
  • Tenda arricciata
  • Tenda a pannello
  • Tenda a bastone
  • Tenda su binari
  • Tenda a pacchetto
  • tenda a fasce
  • Tenda veneziana

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Europa medievale le finestre erano piccole e strette ed erano schermate con carta oleata o incerata, con finalità ornamentale. E così continuò fino al XVI secolo, quando si diffuse l'arte di addobarle.

Il Rococò, movimento artistico che si affermò in Francia durante il regno di Luigi XVI), creò la varietà, l'eleganza e la gaiezza nell'arredamento. Le fabriche di Lione produssero disegni sempre più leggiadri e sete luminose e da Venezia si esportarono damaschi, velluti e broccati ricamati. Vennero introdotte le mantovane per nascondere le aste e gli anelli.

Lo stile Impero (durante l'impero napoleonico) alla fine del XVIII secolo creò tende scorrevoli, lunghe fino al pavimento, che potevano essere raccolte da bracciali e disposte in eleganti drappeggi.

Nell'Ottocento la casa divenne per la classe borghese lo strumento per esibire la nuova condizione sociale recentemente acquistata. Per mutamenti sociali lo stile semplice dei primi decenni seguì un arredamento più elaborato, per perdere completamente il senso della misura con tende pompose, voluminose e tronfie.

L'inizio del Novecento vide nascere il desiderio della gente di tornare ad un gusto semplice ed essenziale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Agostini, Dizionario fondamentale della lingua italiana, 1982
  • Fare donna. Enciclopedia dei lavori al femminile, Giunti Demetra, 2001. ISBN 88-440-1942-6
  • Creare donna, Giunti Demetra, 1997. ISBN 88-440-1106-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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