Juan di Borbone-Spagna
Juan di Borbone, nome completo Juan Carlos Teresa Silvestre Alfonso de Borbón y Battenberg (La Granja de San Ildefonso, 20 giugno 1913 – Pamplona, 1º aprile 1993), quartogenito del re Alfonso XIII di Spagna e della regina Vittoria Eugenia di Battenberg, fu padre dell'attuale re di Spagna Juan Carlos, fu l'erede al trono di Spagna designato dopo la rinuncia dei fratelli maggiori nel 1933 fino alla sua rinuncia nel 1977.
Indice |
Biografia [modifica]
Nato nel palazzo reale de La Granja de San Ildefonso, diciottenne seguì il padre in esilio quando la Seconda Repubblica Spagnola venne proclamata il 14 aprile 1931: in seguito alle rinunce al trono fatte dai suo fratelli maggiori Alfonso di Borbone-Spagna principe delle Asturie e Jaime di Borbone-Spagna duca di Segovia, Juan divenne l'erede al trono.
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Filippo V (1700-1746)
Figli
Luigi I (1724)
Ferdinando VI (1746-1759)
Carlo III (1759-1788)
Figli
Carlo IV (1788-1808)
Figli
Ferdinando VII (1808-1833)
Figli
Isabella II (1833-1874)
Figli
Alfonso XII (1874-1885)
Figli
Alfonso XIII (1886-1939)
Figli
Juan (1939-1975)
Figli
Juan Carlos I (1975-oggi)
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Entrò nella British Royal Navy e nel marzo del 1935 superò gli esami in artiglieria e navigazione, che lo avrebbero autorizzato a divenire tenente nella marina britannica se avesse rinunciato alla nazionalità spagnola: cosa che rifiutò di fare.
Incontrò per la prima volta sua moglie ad una festa data dal re Vittorio Emanuele III il giorno prima delle nozze di sua sorella, l'infanta Beatrice, all'inizio di gennaio del 1935.
Sposò così, a Roma il 12 ottobre 1935, la cugina Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie, che divenne contessa di Barcellona.
La coppia visse a Cannes e a Roma e durante la Seconda guerra mondiale a Losanna, dove si erano trasferiti sua madre, la regina Vittoria Eugenia, e suo fratello Jaime. Dopo, vissero ad Estoril, in Portogallo.
Pretendente al trono [modifica]
Don Juan divenne erede al trono dopo la rinuncia dei fratelli maggiori nel 1933, e portò così un titolo, quello sovrano di conte di Barcellona, appartenente alla Corona spagnola. Nel 1936 suo padre lo mandò a partecipare alle battaglie della Guerra civile spagnola, ma al confine francese il generale Emilio Mola lo arrestò e lo rimandò indietro.
Quando il generale Francisco Franco dichiarò la Spagna una monarchia nel 1947, si mostrò decisamente a favore di una restaurazione, ma il Caudillo temeva che il conte di Barcellona fosse troppo liberale e che avrebbe sostituito lo stato falangista. Di conseguenza, dopo anni di incertezza su chi scegliere come successore, in lizza oltre al conte di Barcellona anche suo fratello don Jaime e Carlo Ugo di Borbone-Parma, nel 1969 scavalcò i diritti di don Juan, legittimo erede, in favore di suo figlio Juan Carlos, che Franco riteneva più propenso a mantenere le istituzioni franchiste e falangiste dopo la propria scomparsa. In realtà Juan Carlos si dimostrò un assertore della democratizzazione della Spagna. Tuttavia, Franco ed il conte di Barcellona non ebbero mai buoni rapporti, sia perché don Juan sollecitava costantemente Franco a ristabilire la monarchia, sia perché chiamava Franco "usurpatore illegittimo".
Il Conte di Barcellona rinunciò formalmente alle proprie pretese dinastiche nel 1977, quarantasei anni dopo la proclamazione della repubblica in Spagna, otto anni dopo la "destituzione" operata da Franco e due anni dopo che suo figlio era salito al trono come Juan Carlos I; questi, in cambio, gli assicurò il titolo di conte di Barcellona, che aveva portato per tanto tempo.
È stato sepolto e tuttora riposa, con gli onori spettanti ad un monarca (nominalmente Juan III), nella Cripta Reale del monastero dell'Escorial, accanto a tutti i sovrani spagnoli da Carlo V in poi.
Discendenza [modifica]
Juan e Maria Mercedes ebbero quattro figli:
- Pilar, infanta di Spagna e duchessa di Badajoz, (1936);
- Juan Carlos, re di Spagna (1938);
- Margherita, infanta di Spagna e duchessa di Soria (1939);
- Alfonso infante di Spagna (1941 - 1956).
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro | |
| Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata | |
| — 1946 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| — 1946 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 1946 |
| Gran Croce dell'Ordine del Cristo | |
| — 31 gennaio 1986[1] |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa | |
Albero genealogico [modifica]
Note [modifica]
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