Furore (romanzo)

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« E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s'avvicina l'epoca della vendemmia.  »
(da John Steinbeck, Furore)
Furore
Titolo originale The Grapes of Wrath
Autore John Steinbeck
1ª ed. originale 1939
1ª ed. italiana 1940
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione California, 1930

Furore, in inglese The Grapes of Wrath, è un romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck, premio Nobel per la letteratura del 1962, pubblicato nel 1939 a New York e considerato il suo capolavoro.

Molti ritengono Furore (premiato nel 1940 con il Premio Pulitzer) il romanzo simbolo della grande depressione americana degli anni trenta. È considerato un'opera a sostegno della politica del New Deal di Roosevelt.

Indice

[modifica] Il titolo

Il titolo originale (The Grapes of Wrath) significa qualcosa come I frutti della rabbia ed è un verso tratto da The Battle Hymn of the Republic, di Julia Ward Howe:

« Mine eyes have seen the glory of the coming of the Lord:

He is trampling out the vintage where the grapes of wrath are stored; He hath loosed the fateful lightning of His terrible swift sword:

His truth is marching on. »

A loro volta questi versi si riferiscono al passaggio dell'Apocalisse 14:19-20.

[modifica] Trama

La vicenda narra la storia della famiglia Joad, che costretta dalla siccità e dalla miseria, causata anche dalle manovre speculative delle banche, deve abbandonare l'Oklahoma per tentare la fortuna all'Ovest. Costoro intraprendono a bordo di un autocarro un lungo viaggio verso la California, dopo aver letto un volantino di ricerca lavoro.

A compiere il viaggio sono tre generazioni delle quali la madre, che è la vera anima del gruppo familiare, cerca positivamente di diffondere su tutti la serenità e quando il figlio Al le chiede, all'inizio del viaggio:

« "Mamma non hai dei brutti presentimenti? Non ti fa paura, andare in un posto che non conosci?"

Gli occhi della mamma si fecero pensosi ma dolci.

"Paura? Un poco. Ma poco. Non voglio pensare, preferisco aspettare... Quel che ci sarà da fare lo farò..."[1] »

la sua risposta è calma e rassicurante.
Oltre alla mamma e Al, fanno parte del gruppo familiare la giovane sposa Rosa Tea, in attesa di un bambino, col marito Connie, il primogenito Tom, da poco uscito dal carcere per aver compiuto un omicidio preterintenzionale, l'altro fratello Noè, i due gemelli Ruth e Winfield, un ex-predicatore ritrovato da Tom ed ora aggregato alla famiglia di nome Casy spesso assorto in pensieri filosofici sulla condizione umana, il babbo, lo zio John e i vecchi nonni che non arriveranno a vedere la California.

Durante il lungo ed estenuante viaggio incontrano altre famiglie di profughi e ogni tanto degli accampamenti e giungono finalmente alle soglie della California.

« E finalmente apparvero all'orizzonte le guglie frastagliate del muro occidentale dell'Arizona... e quando venne il giorno, i Joad videro finalmente, nella sottostante pianura, il fiume Colorado... Il babbo esclamò: "Eccoci! Ci siamo! Siamo in California!". Tutti si voltarono indietro per guardare i maestosi bastioni dell'Arizona che si lasciavano alle spalle.[2] »

Ma la felicità di essere giunti durerà poco perché la California non è il paese che avevano sognato ma un luogo, almeno per loro, di miseria.
Intanto la sorte sembra accanirsi contro i Joad: Tom, per una tragica fatalità, uccide durante uno sciopero il poliziotto che aveva ucciso Casy ed è costretto a fuggire, arriva una inondazione proprio quando finalmente avevano trovato un lavoro con un discreto salario e alla fine Rosa Tea partorisce un bimbo morto. Il romanzo termina con una immagine di coraggio e solidarietà di Rosa Tea, che appena partorita allatta un pover'uomo sfinito dalla fame.

[modifica] Cinema

Dal romanzo è stato tratto un film omonimo, per la regia di John Ford, vincitore di due premi Oscar.

[modifica] Curiosità

Al personaggio di Tom Joad si è ispirato Bruce Springsteen per la stesura del suo album The Ghost of Tom Joad.

[modifica] Edizioni

[modifica] Note

  1. ^ John Steinbeck, Furore, Bompiani, Milano, 1962, p. 129
  2. ^ Op. cit., p. 213

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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