Valentino Bompiani

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Da destra: Valentino Bompiani, Arnoldo Mondadori, Nini Bompiani e Alberto Mondadori

Valentino Silvio Bompiani (Ascoli Piceno, 27 settembre 1898Milano, 23 febbraio 1992) è stato un editore, scrittore e drammaturgo italiano.

Diresse per quasi un ventennio, dal 1953 al 1971, con attenta apertura di orizzonti, una delle poche riviste italiane di teatro, Sipario.

Nel 1929 fondò la casa editrice che porta il suo nome.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni del fascismo l'Italia era isolata, provinciale. Bisognava abbattere le frontiere, vedere quello che succedeva nel resto del mondo. Nacquero così, accanto alle collane letterarie, libri d'attualità, di inchiesta. La casa editrice aprì alle nuove voci di una letteratura che faticosamente cercava di sganciarsi dall'accademismo in voga in quegli anni, aprì agli scrittori europei, russi, americani di cui il regime non consentiva la pubblicazione in Italia.

Ancora in pieno clima di guerra ebbe inizio il progetto più importante e ambizioso di Bompiani, l'opera che più di ogni altra ha caratterizzato la sua casa editrice: il Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, che verrà completato, qualche anno dopo con il Dizionario Bompiani degli Autori. L'importanza dell'opera è stata riconosciuta con il patrocinio dell'Unesco.

Dopo la guerra la struttura aziendale si è andata consolidando con l'apporto di direttori di collana di prestigio, il catalogo si è arricchito di molte nuove proposte, ma non si è perso l'interesse a cercare di capire i mutamenti della società e della cultura e di tradurli in scelte editoriali.

La casa editrice è stata venduta da Valentino Bompiani nel 1972 e la testata fa ora parte del gruppo Rizzoli.

Il fondatore scelse come "braccio destro" un giovanissimo Umberto Eco e contribuì, pur indirettamente, al successo del romanzo "Il nome della rosa". Attivo in campo letterario fino ad un'età avanzata, Bompiani si spense a Milano il 23 febbraio 1992.

Il gusto per il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Della sua attività di editore ha dato conto in tre libri, Via privata (1971), Dialoghi a distanza (1986) e Il mestiere dell'editore (1988).

Lo stesso gusto vivissimo per la contemporaneità lo guidò nel tenace interesse che nutriva da sempre per il teatro.

Esordì come drammaturgo nel 1931 con L'amante virtuosa, orientandosi immediatamente verso un'indagine lucida e appassionata dell'inquietudine e dell'angoscia dell'uomo moderno.

Il suo esito più alto è offerto da Albertina (1945), che mostra il doloroso rifrangersi della seconda guerra mondiale sui rapporti di coppia di due giovani sposi divisi dagli eventi bellici e dai casi della vita. Le sue opere teatrali sono state raccolte nei volumi Tre commedie d'amore, Tre commedie di disamore, Tre commedie di confusione, edizioni Cappelli.

Egli era solito invitare gli scrittori della sua "scuderia" e leggere loro le sue opere teatrali al fine di avere la loro opinione. Riteneva infatti le critiche altrui estremamente costruttive.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 27 dicembre 1965[1]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 30 dicembre 1952[2]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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