Diario (Anna Frank)

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Diario di Anna Frank
Titolo originale Het Achterhuis
Diario anne frank.jpg
frontespizio di un'edizione spagnola della metà del Novecento
Autore Anna Frank
1ª ed. originale 1947
Genere Autobiografico
Lingua originale olandese
« È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo che può sempre emergere. »
(Diario di Anna Frank)

Il Diario di Anna Frank racconta (in lingua olandese) la vita di una ragazza ebrea di Amsterdam, costretta nel 1942 a entrare nella clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti. Nel diario da lei tenuto, Anna racconta la vita e le vicende di tutti i giorni, scrivendo le proprie impressioni sulle persone che vivono con lei.

Nell'agosto del 1944 i clandestini vennero scoperti e arrestati; furono condotti al campo di concentramento di Westerbork (lo stesso in cui era stata deportata Helga Deen, giovane studentessa autrice del diario Kamp Vught, poi uccisa nel 1943 assieme alla famiglia nel campo di sterminio di Sobibór); da qui le loro strade si divisero, ma ad eccezione del padre di Anna, tutti quanti morirono all'interno dei campi di sterminio nazisti. Anna morirà di tifo a Bergen-Belsen, campo di concentramento situato in Germania, nel marzo del 1945, insieme alla sorella Margot, dopo essere stata deportata nel settembre 1944 ad Auschwitz.

Alcuni amici di famiglia che avevano aiutato i clandestini riuscirono a salvare gli appunti scritti da Anna all'interno dell'alloggio segreto, consegnandoli poi al padre, che ne curò la pubblicazione avvenuta ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale Het Achterhuis (Il retrocasa). Dopo un'accoglienza iniziale piuttosto fredda, a mano a mano che il pubblico veniva a conoscenza dei fatti della Shoah, il libro suscitò un vasto interesse ed ebbe svariate traduzioni e pubblicazioni (ad oggi è pubblicato in più di quaranta paesi) e rappresenta un'importante testimonianza delle violenze subite dagli ebrei durante l'occupazione del nazismo.

Il libro è stato anche oggetto di una riduzione teatrale e di una cinematografica, uscita nel 1959, nonché di un film di animazione nel 1999.

Nel 2009 l'UNESCO ha inserito il Diario di Anna Frank nell'Elenco delle Memorie del mondo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Statua di Anna Frank ad Amsterdam

Anna Frank nasce nel 1929 a Francoforte e all'età di quattro anni si trasferisce insieme alla sua famiglia ad Amsterdam. Nel 1940 anche l'Olanda viene invasa e la famiglia Frank è costretta a trasferirsi proprio qualche giorno dopo il compleanno di Anna. In questa giornata riceve in regalo un diario. Inizia così a scriverlo due giorni dopo il suo compleanno. La famiglia Frank costruisce un magazzino sul retro per nascondersi e sfuggire alla Gestapo, che passa di casa in casa a cercare ebrei per portarli nei campi di concentramento. Lo spostamento è previsto per il 16 luglio, ma la famiglia Frank va a nascondersi nell'alloggio segreto dieci giorni prima.

Con loro portano il minimo indispensabile, riducendo il più possibile il bagaglio, in modo da passare inosservati. Nei giorni successivi un'altra famiglia va a vivere con loro: i signori Van Daan e il figlio Peter. Ultimo arrivato è il signor Dussel. Dopo un po' di tempo, fra Peter e Anna nasce una forte amicizia che giorno dopo giorno si sviluppa in un tenero amore.

Critiche del Diario[modifica | modifica sorgente]

Fin dai primi anni cinquanta gli storici negazionisti hanno sostenuto che il Diario fosse un falso[1]; tali tesi non hanno però trovato alcuna conferma e vengono considerate di scarso valore da parte degli altri storici[2].

Una delle affermazioni più diffuse è che il diario sarebbe stato scritto con una penna biro, oggetto che fu prodotto solo a partire dal 1945. Per rispondere a queste critiche, nel 1986 l'Istituto Olandese di Ricerca sulla seconda guerra mondiale, ha sottoposto il diario a una perizia calligrafica che ha confermato l'autenticità dello stesso ed il fatto che è stato scritto dalla mano di Anna Frank, con carte ed inchiostro prodotti prima della data di arresto.

Un'altra critica riguarda la pagina del 9 ottobre 1942, in cui Anna cita le camere a gas, la cui presenza sarebbe stata resa nota all'opinione pubblica molto più tardi; in realtà, già a partire dal giugno 1942, la BBC (ascoltata in segreto nel rifugio) parlava apertamente di camere a gas nelle proprie trasmissioni radio.

Infine per smentire definitivamente le tesi negazioniste, Simon Wiesenthal nel 1958 iniziò la caccia all'ufficiale dell'SS che aveva eseguito l'arresto della famiglia Frank trovandolo infine nell'ottobre 1963: si trattava di Karl Silberbauer, un austriaco che nel frattempo era stato assunto nella polizia austriaca. L'uomo ammise di essere la persona ricercata ed aggiunse dettagli sulle modalità di cattura di Anna Frank e dei suoi familiari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ditlieb Felderer, Il diario di Anna Frank: una frode (PDF), Edizioni La Sfinge, 2005. , che riprende tesi di altri revisionisti o negazionisti.
  2. ^ Si veda ad esempio Valentina Pisanty, L'irritante questione delle camere a gas, Bompiani, 1998.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Si chiamava Anna Frank, Miep Gies, Mondadori
  • Gli assassini sono tra noi, Simon Wiesenthal, Garzanti
  • Giustizia non vendetta, Simon Wiesenthal, Mondadori
  • Anne Frank, Un racconto-documento, Ernst Schnabel, Pagine disparse - LittleItaly

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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