Conte Orlok

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Graf Orlok
Graf Orlok in Nosferatu il vampiro (1922)
Graf Orlok in Nosferatu il vampiro (1922)
Saga Nosferatu
Autore Friedrich Wilhelm Murnau; Henrik Galeen
1ª app. in Nosferatu il vampiro
Interpretato da
Specie vampiro
Sesso Maschile
Abilità
  • Immortalità (parziale)
  • Invisibilità
  • Controllo mentale
  • Diffusore di pestilenza e calamità
  • Telecinesi
  • Forza molto sviluppata
Parenti
  • figli: Nessuno
  • relazione: Celibe
  • genitori: Sconosciuti

Il Conte Orlok (Graf Orlok in lingua tedesca. 1443-1838) è un personaggio immaginario creato da Friedrich Wilhelm Murnau e Henrik Galeen ed interpretato dall'attore Max Schreck.

Biografia e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Graf Orlok è fondamentalmente una rilettura fatta da Murnau del personaggio di Dracula, oltre che della tradizionale immagine del vampiro nel folklore slavo. Il nome Orlok è foneticamente affine al romeno Ordog, ossia Diavolo, così come allo slovacco Vrolok (vampiro o lupo mannaro). Il termine Nosferatu invece, spesso utilizzato nel corso del film non in senso generico ma alla stregua di un nome proprio, riferito ad Orlok, deriva da un lato dal Nosferat (la "u" finale è un'aggiunta posticcia) romeno (non-spirato) dall'altro dal termine greco Nosophoros: "portatore di pestilenza".

Nato forse, nel 1443 (citato nel film come l'anno di nascita del primo nosferatu, con probabile riferimento ad Orlok), il conte vive in un vasto e fatiscente castello in una zona remota della Transilvania. La sua esistenza è nota agli abitanti della regione vicina (che ne sono terrorizzati) e si presume che egli abbia occasionalmente viaggiato nel corso della sua lunga vita (la sua presenza in una città è di norma accompagnata da pestilenze e calamità).

Nel 1838 dopo aver comprato un edificio di proprietà del giovane Hutter, parte alla volta della Germania, viaggiando nascosto in una cassa colma di terra, lasciando dietro di sé una scia di morte. Dopo aver sterminato l'equipaggio del veliero Empusa che lo trasportava, si stabilisce nel vecchio edificio di Wisborg acquistato dal giovane Hutter. Dopo aver mietuto numerose vittime nella città, ove ha diffuso una terribile pestilenza, scatenando l'isteria e il panico nella popolazione, viene ucciso dalla luce del sole per essersi troppo a lungo trattenuto con la sua vittima Ellen Hutter, moglie di Hutter.

Alto, magrissimo, mortalmente pallido, dalla testa calva e ovoidale, con orecchie appuntite e lunghi artigli, Orlok si differenzia notevolmente dal vampiro letterario della tradizione ottocentesca (Dracula, Lord Ruthven, mentre maggiori sono le affinità con Varney il vampiro) che, pur incutendo paura e orrore, era anche dotato di un notevole fascino, rialacciandosi invece all' immagine del vampiro nel folklore: Un cadavere che cammina, segnato dalla morte e dal male. Di fatto il personaggio di Murnau, con il suo incedere meccanico e ieratico e l'assoluta inespressività, appare come una creatura priva di qualsiasi umanità, un corpo senz'anima mosso da una forza demoniaca, apparentemente quasi privo di una volontà propria e semplice untore inanimato. In alcune occasioni, nel corso del film, Murnau lo mostra tuttavia come un personaggio dotato di un proprio intelletto e persino di sentimenti (questo binomio è reso più esplicito da Werner Herzog nel suo remake, in cui il vampiro da un lato è trascinato passivamente dal proprio ruolo, dall'altro sembra desiderare di condividere quella vita che lui stesso distrugge). Un'altra sostanziale differenza tra Nosferatu e gli altri vampiri, è caratterizzata dagli incisivi superiori appuntiti, anziché i tradizionali canini.

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Orlok è il perno del film Nosferatu il vampiro e presenta numerose chiavi di lettura.

Se nel romanzo di Stoker la figura di Dracula, contrapponendosi alla repressiva e perbenista società vittoriana, incarnava il desiderio-timore di sovversione delle regole sociali e morali, Murnau attua una più specifica interpretazione psicoanalitica. Orlok, in questa chiave, è l'alter ego di Hutter, sfogo delle pulsioni nascoste nell'inconscio del giovane, presentato come un individuo dalla chiara immaturità emotiva (e sessuale), che trova sfogo nella sessualità deviata e aberrante di Orlok, il quale diventa a sua volta la risposta all'inappagamento sessuale di Ellen, al tempo stesso tentata ed inorridita dal mostro.

Il mondo irrazionale e onirico in cui Hutter sprofonda nel viaggio e durante la permanenza al castello (dove, non a caso, Ellen può intervenire in sogno) è caratterizzato dallo scontro tra il giovane ed il suo alter-ego Orlok, con la vittoria del secondo. Nella seconda parte del film Hutter esce infatti quasi di scena, mentre Ellen deve ora confrontarsi direttamente con Orlok.

Una più ampia lettura vede anche in Orlok un autentico Nosophoros, il portatore di una forza distruttrice che colpisce l'intera società, personificazione di un male che è parte dell'essere umano e che il mondo moderno ha malamente nascosto dietro l'odierna civilizzazione e che l'arrivo del vampiro fa venire a galla. L'azione diretta del Nosferatu è secondaria rispetto al male e l'orrore che egli è in grado di far scaturire attorno a se. Con il senno di poi, si è spesso voluto vedere in questa descrizione di un mondo impregnato di un male nascosto pronto ad emergere, una sinistra profezia del destino della Germania nel decennio successivo.

Eredità culturale[modifica | modifica sorgente]

Se la "vita artistica" del personaggio di Orlok, a differenza del multiforme Dracula, si esaurisce con il film di Murnau (lo stesso Herzog, pur affermando di considerare il film di Murnau la pellicola più importante mai prodotta in Germania e di voler stabilire attraverso il suo film, un collegamento tra il grande cinema tedesco del passato e il cosiddetto "nuovo cinema tedesco", ha scelto, forse per esigenze commerciali, di utilizzare il nome del personaggio di Stoker, mantenendo comunque, nel vampiro interpretato da Klaus Kinski, tutte le caratteristiche della figura di Orlok) la sua influenza sulla cultura popolare è immensa (sotto certi aspetti superiore persino a quella del suo "collega" letterario). Innanzitutto le ormai abusate letture freudiane della figura del vampiro, sebbene intuite anche da Stoker, sono state rese esplicite dal film di Murnau. Persino la morte del vampiro a causa dei raggi solari, ormai un cliché ben noto del genere, risulta assente tanto in Stoker (il cui Dracula si muove alla luce del giorno) quanto nei suoi predecessori, ed è stata introdotta di fatto da Orlok.

Ma è soprattutto l'aspetto fisico del personaggio l'elemento destinato a incidere maggiormente nell'iconografia vampiresca (e non solo), valicando i limiti del cinema e del genere per diventare una delle icone più note e diffuse del nostro secolo, presente su loghi, manifesti, murales, opere pittoriche (l'omaggio di Francesco Mattotti). La sua figura appare ormai canonizzata all'interno del genere vampiresco (il Maestro in Buffy; i non morti di Le notti di Salem, diversi personaggi di Blade e Underworld) e altrove (Mr Burns ne I Simpson, Zio Fester ne La famiglia Addams, i remiani di Star Trek: La nemesi, gli "stranieri" di Dark City e la protagonista di un filler di Johnny il maniaco omicida).

Da citare, inoltre, l'omaggio fatto da Patrice Leconte in Monsieur Hire, il cui protagonista presenta numerosi legami con Orlok. Graf von Krolok (anagramma di Orlok) è invece il nome del vampiro protagonista di Per favore non mordermi sul collo.

Tra le successive apparizioni cinematografiche del personaggio, da segnalare la pellicola L'ombra del vampiro di E. Elias Mehrige, che ripercorre la lavorazione del film Nosferatu il vampiro, immaginando che il protagonista fosse davvero un vampiro. In questo film il ruolo di Schreck-Orlok è sostenuto da Willem Dafoe. Il Conte appare anche in una puntata di "Hai paura del buio?", dove esce da un maxischermo di un cinema e cerca di uccidere i proprietari di quest'ultimo.

L'impatto del personaggio sulla cultura popolare è stato tale da dare vita a numerose leggende, dovute in parte al sinistro pseudonimo dell'interprete (Massimo Terrore in tedesco), che ha fatto ipotizzare che non si trattasse di un attore realmente esistito (tesi rivelatesi del tutto infondata, come dimostra la nutrita carriera teatrale e cinematografica del vero Schreck), ma di un nome fittizio dietro la quale si sarebbe celato, nascosto dal trucco, lo stesso Murnau o addirittura un sedicente o reale vampiro scovato dal regista nei Carpazi (tesi seguita dal film di Mehrige).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]