Castello di Presule

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Castello di Presule
Schloss Prösels
Il castel Presule
Il castel Presule
Castello di Presule è posizionata in NordItalia
Geografia
Stato attuale Bandiera dell'Italia Italia
Regione Stemma Trentino-Alto Adige
Città Fiè allo Sciliar
Coordinate 46°30′19.25″N 11°29′44.55″E / 46.5053472°N 11.4957083°E / 46.5053472; 11.4957083Coordinate: 46°30′19.25″N 11°29′44.55″E / 46.5053472°N 11.4957083°E / 46.5053472; 11.4957083
Informazioni generali
Tipologia Castello
Termine costruzione 1517
Visitabile si

[senza fonte]

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Il Castello di Presule (in tedesco Schloss Prösels) è un castello dell'Alto Adige, che si trova nell'altipiano dello Sciliar, nel cuore delle Dolomiti, precisamente nel comune di Fiè allo Sciliar.

Indice

[modifica] Storia

Castel Presule

Il castello è un esempio di arte gotica, e la sua realizzazione risale ai tempi di Massimiliano I del Sacro Romano Impero, cioè come scritto sopra il portale esterno del castello nel 1517. In realtà, i Signori di Fiè, amministratori dei Vescovi di Bressanone, eressero il castello, già nell'anno 1200. Il più noto signore del castello, nel suo massimo splendore, è stato il conte Leonhard von Völs (1458-1530).

Anche il poeta sudtirolese Oswald von Wolkenstein passò qualche tempo sul castello.[1]

In italiano è talora indicato come Castel Colonna. Questo perché i Völs (Fiè), ad un certo punto, sotto Leonardo II, cominciarono ad aggiungere il cognome Colonna al proprio. Il motivo non è chiaro: per alcuni i signori di Fiè sarebbero stati un ramo dei Colonna romani arrivati in Tirolo nel XII secolo; per altri, invece, Leonardo I di Fié avrebbe partecipato alla battaglia di Lepanto al fianco di Marcantonio Colonna, affermando che la sua famiglia era originaria dei Colonna di Tuscolo. Per una terza versione, Marcantonio Colonna avrebbe adottato Leonardo, per poter ostentare l'appartenenza ad una nobile casata romana. Più probabilmente però, Leonardo di Fiè chiese ed ottenne semplicemente di poter aggiungere quello dei Colonna al proprio nome [2].

Dal 1804 al 1978 il castello cambiò molteplici volte la proprietà e visse alcuni periodi di decadenza seguiti anche da periodi di restauro. Alla fine però il castello fu abbandonato a se stesso.

Solo nel 1981 un gruppo di interessati fondò il Kuratorium Schloss Prösels S.r.l., e iniziarono così i lavori di ristrutturazione che durarono fino al 1982.

Nei mesi dell'estate, si possono effettuare visite guidate. Inoltre vengono spesso effettuate anche numerose manifestazioni.

[modifica] Principali locali

  • Collezione di armi ed armature
  • Collezione quadri del ristorante "Batzenhäusl"
  • Collezione di quadri moderni
  • Loggia con archi a sesto acuto ed alcuni affreschi, nel cortile
  • Polveriera di epoca medievale

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Hans-Dieter Mück, Oswald von Wolkenstein auf Prösels, in «Der Schlern», 57, 1983, pp. 306-315.
  2. ^ Si veda Marcello Caminiti, Castelli dell'Alto Adige, Calliano, Manfrini Editori, 1988.

[modifica] Bibliografia

  • Helmut Stampfer, Castel Prösels - Fié allo Sciliar, 3 ediz., Bolzano, Athesia, 1999.
  • (DE) Mathias Frei, Die Bildersammlung aus dem Bozner Batzenhäusl in Schloss Prösels, Völs am Schlern, Bresanone, Weger, 1999.
  • (DE) Franz-Heinz Hye, Neues zur Baugeschichte von Schloß Prösels - Ergebnisse einer heraldischen und bautektonischen Untersuchung, in «Der Schlern», 62, 1988, pp. 387-400.

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