Castello di Presule

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Castello di Presule
Schloss Prösels
Il castel Presule
Il castel Presule
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Città Fiè allo Sciliar-Stemma.png Fiè allo Sciliar
Coordinate 46°30′19.25″N 11°29′44.55″E / 46.505347°N 11.495708°E46.505347; 11.495708Coordinate: 46°30′19.25″N 11°29′44.55″E / 46.505347°N 11.495708°E46.505347; 11.495708
Informazioni generali
Tipo Castello
Termine costruzione 1517
Condizione attuale Ristrutturato
Visitabile Si

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Il Castello di Presule (in tedesco Schloss Prösels) è un castello dell'Alto Adige, che si trova nell'altipiano dello Sciliar, nel cuore delle Dolomiti, precisamente nel comune di Fiè allo Sciliar.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Castel Presule

Il castello è un splendido esempio di arte gotica, e la sua realizzazione risale ai tempi di Massimiliano I d'Asburgo nel 1517, come scritto sopra il portale d'ingresso. In realtà i Signori di Fiè, amministratori dei Vescovi di Bressanone, eressero il maniero già nell'anno 1200.

Il più famoso proprietario è stato il conte Leonhard von Völs (1458-1530), che visse nel momento di massimo splendore del castello.

Anche il poeta sudtirolese Oswald von Wolkenstein vi soggiornò per qualche tempo.[1]

In italiano è talora indicato come Castel Colonna. Questo perché i Völs (Fiè), ad un certo punto, sotto Leonardo II, cominciarono ad aggiungere il cognome Colonna al proprio. Il motivo non è chiaro: per alcuni i signori di Fiè sarebbero stati un ramo dei Colonna romani arrivati in Tirolo nel XII secolo; per altri, invece, Leonardo I di Fié avrebbe partecipato alla battaglia di Lepanto al fianco di Marcantonio Colonna, affermando che la sua famiglia era originaria dei Colonna di Tuscolo. Per una terza versione, Marcantonio Colonna avrebbe adottato Leonardo, per poter ostentare l'appartenenza ad una nobile casata romana. Più probabilmente però, Leonardo di Fiè chiese ed ottenne semplicemente di poter aggiungere quello dei Colonna al proprio nome [2].

Dal 1804 al 1978 il castello cambiò molteplici volte la proprietà e visse alcuni periodi di decadenza seguiti anche da periodi di restauro. Alla fine però il castello fu abbandonato a se stesso.

Solo nel 1981 un gruppo di appassionati fondò il Kuratorium Schloss Prösels S.r.l., e iniziarono così i lavori di ristrutturazione che durarono fino al 1982.

Nei mesi dell'estate, si possono effettuare visite guidate. Inoltre vengono spesso effettuate anche numerose manifestazioni.

Principali locali[modifica | modifica sorgente]

  • Collezione di armi ed armature
  • Collezione quadri già del ristorante "Batzenhäusl" di Bolzano[3]
  • Collezione di quadri moderni
  • Loggia con archi a sesto acuto ed alcuni affreschi, nel cortile
  • Polveriera di epoca medievale

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hans-Dieter Mück, Oswald von Wolkenstein auf Prösels, in «Der Schlern», 57, 1983, pp. 306-315.
  2. ^ Si veda Marcello Caminiti, Castelli dell'Alto Adige, Calliano, Manfrini Editori, 1988.
  3. ^ Vedi Mathias Frei, Die Bildersammlung aus dem Bozner Batzenhäusl in Schloss Prösels, Völs am Schlern, Bressanone, Weger, 1999.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Helmut Stampfer, Castel Prösels - Fié allo Sciliar, 3 ediz., Bolzano, Athesia, 1999.
  • (DE) Mathias Frei, Die Bildersammlung aus dem Bozner Batzenhäusl in Schloss Prösels, Völs am Schlern, Bressanone, Weger, 1999.
  • (DE) Franz-Heinz Hye, Neues zur Baugeschichte von Schloß Prösels - Ergebnisse einer heraldischen und bautektonischen Untersuchung, in «Der Schlern», 62, 1988, pp. 387–400.

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