Castel Flavon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castel Flavon
Haselburg
Castel Flavon da Bolzano
Castel Flavon da Bolzano
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Città Bolzano
Coordinate 46°28′36.31″N 11°20′36.9″E / 46.476753°N 11.343583°E46.476753; 11.343583Coordinate: 46°28′36.31″N 11°20′36.9″E / 46.476753°N 11.343583°E46.476753; 11.343583
Informazioni generali
Tipo Castello
Inizio costruzione XIII secolo
Proprietario attuale conti Toggenburg

[senza fonte]

voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Castel Flavon (in tedesco: Haselburg o già Schloss Küepach[1]) è un castello medievale in Alto Adige, nel comune di Bolzano. Domina il rione di Aslago.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castel Flavon da uno dei sentieri che lo sovrastano
Il castello nel 1856

Sorto probabilmente sui resti di un castelliere retico, risale ai primi anni del XIII secolo. Primi proprietari furono i signori di Haselberg, originari appunto di Haslach (Aslago). Passò poi di mano in mano, fino a che - tra il 1475 e il 1541 - i signori di Fiè (i Völs) non lo modificarono profondamente: è sostanzialmente questa la forma, a tre ali, in cui lo si conosce ora, e anche lo stagno artificiale a monte del castello risale alla loro iniziativa.

Numerosi sono gli affreschi cinquecenteschi, alcuni dei quali sono andati perduti nel crollo che nel 1880 ha interessato l'ala nord. Fra gli autori è da citare Bartlmä Dill Riemenschneider, figlio di Tilman Riemenschneider[2].

L'ultima ristrutturazione, su iniziativa dei conti Toggenburg di Bolzano, gli attuali proprietari, è stata effettuata tra il 2001 e il 2002, ed ha interessato l'intera costruzione, con il restauro delle ali est e ovest e il ripristino dell'ala nord. Sono inoltre venute alla luce tracce della costruzione trecentesca, visibili nella sala sotterranea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Khuepach, Arthur von, Familiengeschichte der Khuepach zu Ried, Zimmerlehen und Haselburg, Innsbruck, Wagner, 1951 (Schlern-Schriften, 89).
  2. ^ Scheda su Bartlmä Dill Riemenschneider

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Art. Haselburg in Oswald Trapp (a cura di), Tiroler Burgenbuch, vol. 8: Raum Bozen, Bolzano, Athesia 1989. ISBN 88-7014-495-X

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]