Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America)

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Camera dei rappresentanti
House large seal.png
Sigillo della Camera dei rappresentanti
Flag of the United States House of Representatives.svg
Bandiera della
Camera dei rappresentanti
Tipo Camera bassa del Congresso degli Stati Uniti
Speaker John Boehner (R)
Ultima elezione 6 novembre 2012
Numero di membri 435 membri votanti
6 membri non votanti

Maggioranza
  Partito Repubblicano (233)
Minoranza
  Partito Democratico (199)
Altro
  Seggi vacanti (3)

113USHouseStructure.svg
Leader maggioranza Kevin McCarthy (R)
Leader minoranza Nancy Pelosi (D)
Durata mandato 3/01/2013 - 3/01/2015
Sede Campidoglio
Washington, D.C.
Sito web www.house.gov

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America (ingl. United States House of Representatives) è uno dei due rami del parlamento degli Stati Uniti, mentre l'altro è il Senato. Ha sede nella Capitale federale Washington.

La sua organizzazione e i suoi poteri sono delineati dall'articolo I della Costituzione degli Stati Uniti.

Mentre al Senato tutti i 50 Stati hanno uguale rappresentanza (due senatori per ogni stato), alla Camera ogni stato elegge un numero di rappresentanti proporzionale alla sua popolazione. Lo stato che ha più rappresentanti è attualmente la California (53 rappresentanti).

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In ottobre 2012 la Camera è composta da 441 membri, di cui 435 rappresentanti (con diritto di voto) e 6 delegati (senza diritto di voto). Una legge del 1911 stabilisce in 435 il numero massimo di rappresentanti con diritto di voto. Vi sono attualmente 241 repubblicani, 191 democratici e la rimanenza di partiti minori. Dal 15 gennaio 2012 il Presidente (Speaker) è il repubblicano John Boehner, il capogruppo di minoranza la democratica Nancy Pelosi.

Origini e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori della Costituzione crearono un Congresso bicamerale, poiché desideravano che ci fossero due camere che si controllassero reciprocamente. Una delle due (la Camera dei rappresentanti) era intesa come "camera del popolo", che avrebbe dovuto essere fedele rappresentante e interprete dell'opinione pubblica. L'altra (il Senato) avrebbe dovuto essere un'assemblea di saggi più riflessiva e ponderata, meno suscettibile agli impulsi impetuosi dell'opinione popolare. La Camera dei rappresentanti è generalmente considerata un'assemblea in cui le contrapposizioni politiche, rispetto al Senato, sono più accentuate. Essa, come accade in molti Paesi, è comunemente vista come la "camera bassa", e il Senato come la "camera alta", ma la Costituzione non utilizza questa terminologia.

L'aula della Camera si trova nell'ala sud del Campidoglio, a Washington, mentre il Senato si riunisce nell'ala nord.

Membri ed elezioni[modifica | modifica wikitesto]

In base alla Costituzione, i seggi della Camera dei rappresentanti sono ripartiti tra gli Stati in proporzione alla rispettiva popolazione, quale risulta dal censimento condotto ogni dieci anni; tuttavia ciascuno stato ha diritto ad almeno un rappresentante (deputato). I seggi sono attualmente 435. Ad essi si aggiungono sei delegati che rappresentano il Distretto di Columbia, Porto Rico, e i territori delle Samoa Americane, di Guam, delle Marianne Settentrionali e delle Isole Vergini Americane; essi tuttavia non sono membri della Camera in senso stretto, e non hanno diritto di voto.

Sono eleggibili alla Camera coloro i quali hanno compiuto venticinque anni di età, sono cittadini americani da almeno sette anni, e (alla data di elezione) sono residenti nello stato per il quale vengono eletti. In base alla legge federale, i rappresentanti sono eletti in collegi uninominali; questi collegi tuttavia sono delimitati dai parlamenti dei singoli stati. In base a una decisione della Corte Suprema, i collegi devono avere approssimativamente la stessa popolazione. I collegi, di solito, vengono rivisti dopo ogni censimento decennale per adeguarli alle variazioni della popolazione; tuttavia è molto diffusa la pratica di delimitarli al fine di favorire la rielezione dei deputati uscenti, o per agevolare i candidati di un determinato partito (è il cosiddetto gerrymandering). In quasi tutti gli stati viene utilizzato per l'elezione il sistema maggioritario semplice (ogni elettore vota per un candidato; viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti), mentre solo in Louisiana si usa il sistema elettorale francese del doppio turno.

La Camera dei rappresentanti è eletta per due anni. Le elezioni si tengono nell'Election Day (cioè il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre) degli anni pari; gli eletti entrano in carica all'inizio di gennaio dell'anno successivo.

Presidenza e organizzazione interna[modifica | modifica wikitesto]

La Costituzione prevede che la Camera elegga il proprio Presidente (detto Speaker). Il Presidente della Camera (che proviene dal partito di maggioranza) presiede le sedute (anche se spesso delega questa funzione ad altri rappresentanti), assegna le proposte di legge alle varie commissioni, nomina i membri di alcune commissioni, e ha una notevole influenza sull'orientamento del gruppo parlamentare del suo partito e sui lavori dell'assemblea.

Ogni partito elegge un capogruppo; il capogruppo di minoranza è il capo effettivo del proprio gruppo parlamentare, mentre il capogruppo di maggioranza non lo è, poiché è subordinato al Presidente della Camera.

Durante i dibattiti, gli interventi dei rappresentanti sono regolati dal Presidente (o dal membro da lui delegato a presiedere la seduta). Il tempo dedicato al dibattito su ciascuna proposta di legge è di solito limitato a una sola ora, divisa a metà tra i due partiti. Un'apposita commissione (Rules Committee, Commissione delle Regole) stabilisce, per ciascuna proposta di legge, le modalità del dibattito, e in particolare regola la possibilità di presentare emendamenti.

La Camera comprende venti commissioni permanenti, ciascuna delle quali competente per una determinata materia (ad esempio: finanze, difesa, giustizia, ecc.). Ciascuna commissione, nelle materie di sua competenza, esamina preliminarmente le proposte di legge, e ha funzioni di controllo sulle azioni dell'esecutivo. Le commissioni sono presiedute da un rappresentante del partito di maggioranza. Esistono inoltre una Commissione sui Servizi Segreti e alcune commissioni congiunte (che comprendono anche membri del Senato), ma hanno minore importanza.

Poteri e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

La Camera condivide con il Senato il potere legislativo; tuttavia soltanto i suoi membri possono proporre leggi tributarie (i membri del Senato non hanno questo potere). Ciascuna proposta, per divenire legge, deve essere esaminata e approvata da entrambe le camere. Se le due camere approvano versioni diverse della stessa proposta, di solito viene nominata una commissione congiunta (conference committee) che elabora un testo di compromesso, da sottoporre nuovamente alle due camere per l'approvazione definitiva.

La Camera ha il potere di avviare il procedimento di impeachment (cioè di rimozione dalla carica di un funzionario o di un giudice federale), con la formulazione dei capi di accusa nei confronti dell'imputato, che poi viene processato dal Senato (per la condanna è necessaria la maggioranza dei due terzi).

Alla Camera spetta l'elezione del Presidente degli Stati Uniti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori presidenziali. In tal caso, il Presidente deve essere eletto fra i tre candidati con il maggior numero di voti elettorali; nella votazione, l'insieme dei rappresentanti di ciascuno stato ha un solo voto. La Camera ha dovuto esercitare questo potere soltanto due volte: nel 1800 (quando elesse Thomas Jefferson) e nel 1824 (quando elesse John Quincy Adams).

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