Belìn
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Belìn è un termine che costituisce un intercalare tipico della lingua ligure, comunemente utilizzato dai liguri anche in italiano.
La parola indica l'apparato genitale maschile, il pene. Si tratta, più precisamente, di un sinonimo di cazzo, anche se possiede una sfumatura più ironica e meno volgare del termine italiano, come dimostra il fatto che viene spesso usata con tono goliardico e familiare. Il termine ricorre anche in molte canzoni dialettali genovesi.
Oltre a essere diffuso in tutta la Liguria, è usato nelle altre zone in cui sono diffuse parlate di tipo ligure, come ad esempio nell'Oltregioco), nella bassa Lunigiana, specialmente nelle zone di confine con la val di Magra, nella comunità tabarchine di Carloforte e Calasetta in Sardegna, mentre a Bonifacio in Corsica risulta in disuso.
Si tratta dell'interiezione o esclamazione più usata nella lingua ligure tanto nel dialetto genovese che in quelli parlati nel Savonese e nello Spezzino. Può assumere tono affermativo, risentito, solenne, stupito, iroso, sconsolato, beffardo, e altro ancora.
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[modifica] Etimologia
Sembra che la parola derivi da Belanu (o Belenos, Belemnus), divinità protoceltica della fecondità e della procreazione, adorata anche dagli antichi Liguri entrati in contatto e convivenza stanziale con popolazioni celtiche, oppure assimilata direttamente, sia dai Celti sia dai Liguri, dall'incontro con le popolazioni mediorientali, ed in particolare con i Fenici, attraverso il Mediterraneo. In accadico si trova, infatti, Bel con il significato di "Signore", nome comune fenicio del babilonese Marduk[[1]], e innu che significa nostro: Bel innu è dunque letteralmente "Nostro Signore", probabilmente incrociato con bêl bêlim "Signore dei Signori".
Attribuito ad una divinità fallica assume per trasposizione il significato popolare di "pene".[1]
Per altri autori invece il termine è affine a "budello" o "budellino" (buelu), inteso come la parte dell'intestino crasso di taluni animali, usata per gli insaccati. L'affinità sarebbe dovuta quindi alla forma del budello. Ma la parola budellino (buelin, beelin) sembra da escludere sia per il valore dispregiativo (In nessuna antica società s'è mai affermata una definizione popolare così mortificante degli attributi maschili della fecondità) sia per la non compatibile "e" lunga.
[modifica] Varianti
Esistono anche le forme moderate belandi e belan (derivate da bel'àngiou = bell'angelo), così come belìscimu (=bellissimo, diffusa nel ponente) o berrettin, usate soprattutto dalle donne o in contesti in cui si voglia cancellare l'allusione sessuale del termine o in conversazione con persone con cui non si ha particolare confidenza o familiarità. In alcuni varianti locali del ligure, ad esempio nel dialetto di Riomaggiore, esiste anche la forma femminile belina.
[modifica] Modi di dire
Come il corrispettivo nella lingua italiana, il sostantivo belìn crea una serie infinita di aggettivazioni, forme verbali e modi di dire:
- abelinàto (abelinòu) si dice di persona stolta o poco intelligente. Tipico proverbio genovese è: «Grande, grosso e abelinòu» (grande e grosso ma molto stupido).
- belinare (anche abelinare o abbelinare) s'intende l'atto di intontire una persona (generalmente con discorsi), oppure si riferisce dell'azione tramite la quale si inganna, si raggira.
- belinàta può essere intesa sia come cosa estremamente facile da attuare sia come azione maldestra e dannosa.
- belìno quando si vuole intendere proprio il pene.
- belinone (o belinon) si dice, spesso in termini affettuosi e/o parentali, di persona tonta, bonaria e facilmente raggirabile.
Belìn viene usato anche, come nell'accezione italiana, per una serie di perifrasi metaforiche:
- portâ via o belìn (genovese) significa "andarsene bruscamente"
- bàttisene o belìn (genovese), batarse o belìn (spezzino) vuol dire "fregarsene, non dare importanza"; es.: «de ti me ne battu ù belìn!» esiste anche la lezione battu ù belin n' sci scheggi (mi ci/me ne batto il belino sugli scogli) come estremo rafforzativo.
- imbelinarsi (genovese), verbo che significa "inciampare, cadere"
- imbelinare (genovese), verbo che assume il significato di "creare confusione", o anche quello di "riporre un oggetto senza alcuna cura", praticamente buttandolo - es: «dove metto la giacca?» «imbelinala sul letto!»; può intendersi anche come sinonimo "fare", sopratutto sia nel senso generico di «cosa stai imbelinando?» («cosa stai facendo?»), sia come avvertimento o richiamo verso qualcuno che si ritiene stia facendo qualcosa di errato, rischioso o dannoso, es: «guarda cosa hai imbelinanto!» («guarda cosa hai combinato!»)
- avèi o belìn inverso (genovese), avèghe o belìn 'nverso (spezzino) significa "essere in collera" o, semplicemente, "essere di malumore"
- tiâ o belìn (genovese), pigiàe pe-o belìn (spezzino) significa "sfottere, prendere in giro"
- rattaiêu da belin (rattaiêu = trappola), in riferimento ad una donna decisamente non casta
- desbelinarsi: essere più spigliato nel fare qualcosa, oppure proprio "darsi da fare"; es.: «desbelinate 'n po, figieu!» («sveglia, datti una mossa, ragazzo!»)
- a belin de can ("alla cazzo di cane"): detto di cosa mal costruita o mal fatta.
- affiâse o belin ("affilarsi il belino"): prepararsi a conquistare una donna.
- avèine o belin pin ("averne il belino pieno"): aver perso la pazienza.
- fâ rïe o belin ("far ridere il belino"): detto di parole o decisioni stupide.
- me gïa o belin ("mi gira il belino"): espressione indicante contrarietà o manifesta insofferenza.
[modifica] Intercalare
Il termine viene usato soprattutto come intercalare durante il discorso. Se usato all'inizio della frase può servire come incipit per una domanda (es.: "Belìn, pioverà mica stamattina?"), o sottolineare una sensazione di sopresa ("Belìn, e chi se l'aspettava?"), in quest'ultimo caso la parola si può anche mettere in mezzo alla frase ("sono uscito da casa e, belin, ha iniziato a diluviare").
Usato nel mezzo di una perifrasi, serve come pausa ("Sono andato a far la spesa stamattina e, belìn, mi sono dimenticato il portafogli a casa!").
Se usato alla fine della frase può indicare decisione nell'azione descritta (es.: "Sono andato a far la spesa anche stamattina, belìn!")
Tuttavia, la parola non ha un vero e proprio senso volgare, a differenza di quanto si pensa comunemente. Può assumerlo, ovviamente, a scelta, ma come significato di base può avere il significato di "accidenti", "caspita!".
[modifica] Belin nello sport
Quella che è quindi la più diffusa esclamazione in area genovese e ligure in genere (adottata tanto dal camallo quanto dal broker marittimo in giacca blu) non poteva non finire nel lessico degli sportivi e in particolare dei tifosi, da quelli di calcio del Genoa CFC, della U.C. Sampdoria, dello Spezia Calcio a quelli di pallanuoto della Pro Recco e della Sportiva Nervi, che l'hanno riprodotta su striscioni e stendardi.
[modifica] Belin nella musica
- Belin è il titolo di una canzone contenuta nell'album Paganini dei Buio Pesto.
- Nella canzone Sinàn Capudàn Pascià, Fabrizio De Andrè evoca il belìn in una metafora della sfortuna: "a sfurtûn-a a l'è 'n belin ch'ù xeua 'ngìu au cû ciû vixín" (La sfortuna è un "uccello" che vola intorno al culo più vicino).
[modifica] Note
- ^ Per Bel e Innu vedi , Akkadian dictionary

