Gargantua e Pantagruel

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Gargantua e Pantagruel
Titolo originale La vie de Gargantua et de Pantagruel
Rabelais.jpg
L'autore dell'opera impegnato in una lettura (dipinto anonimo, inizio del XVIII secolo)
Autore François Rabelais
1ª ed. originale 1532
Genere romanzo
Lingua originale francese

Gargantua e Pantagruel è una serie di cinque romanzi scritti da François Rabelais nella prima metà del Cinquecento. L'opera racconta le avventure di due giganti, il padre Gargantua e suo figlio Pantagruel, con un linguaggio semplice e vivace, ed uno stile divertente, stravagante e satirico. C'è molta crudezza, violenza e un umorismo che fa uso delle funzioni corporali.

Essendo perseguitato dalla censura della Sorbona, Rabelais pubblicò questi suoi lavori con il nome di Alcofribas Nasier, un anagramma del suo stesso nome.

Indice

I cinque volumi [modifica]

Pantagruel (Libro primo) [modifica]

Illustrazione di Gustave Doré per il Pantagruel

Il primo libro Pantagruel, che ha come eroe l'omonimo personaggio, venne pubblicato nel 1532. Il romanzo ha come titolo completo Gli orribili e spaventosi fatti e prodezze del molto rinomato Pantagruel re dei Dipsodi, figlio del gran gigante Gargantua (dal francese Les horribles et espoventables faictz et prouesses du très renommé Pantagruel Roy des Dipsodes, filz du Grand Géant Gargantua) Il racconto della storia viene attribuito a Mastro Alcofribas Nasier, il cui nome è l'anagramma di François Rabelais. Pantagruel (il cui nome vuol dire “tutto al contrario”) è figlio del gigante Gargantua e di Badebec, che muore nel partorirlo. Il gigante riceve un'educazione di stampo moderno e sin dall'infanzia si distingue per una forza immensa superata solo dal suo appetito, a Parigi stringe amicizia col chierico spiantato Panurge, col quale condividerà molte avventure. Nel frattempo i Dipsodi invadono Utopia, ma sono respinti grazie alla forza di Pantagruel che per riparare dalla pioggia un battaglione stende la lingua a mo' d'ombrello, Alcofribas (il narratore) ne approfitta per entrare nella bocca di Pantagruel dove trova campi e boschi curati dalle popolazioni che vi vivono.

Gargantua (Libro secondo) [modifica]

Illustrazione di Gargantua di Gustave Doré

In seguito al successo di questa prima opera, l'autore firmò un secondo romanzo, nel 1534, dal titolo Gargantua. Gargantua, figlio del gigante Grandgousier, re d'Utopia, viene partorito da un orecchio di sua madre Gargamelle. Il piccolo gigante riceve un'educazione di stampo medievale (messa in ridicolo nel libro), alla quale trova rimedio grazie al saggio Ponocrate che gli insegna un nuovo metodo di studio: vedere i libri come maestri di vita. Nel frattempo a causa di una lite fra mercanti di focacce, scoppia una guerra fra Utopia e il vicino regno del re Picrochole. Grazie all'aiuto del frate Jean des Entommeurs (Fracassatutto), Gargantua vince l'esercito nemico e a guerra finita si dimostra molto clemente con i vinti, frate Jean è ricompensato con la costruzione di un monastero la cui unica regola è Fai ciò che vuoi.

Libro terzo [modifica]

Panurge non sa se prendere moglie o meno, decide perciò di partire alla ricerca di qualcuno in grado di dargli un consiglio, così in compagnia di Pantagruel e frate Jean consultano una Sibilla, un medico, un poeta, un astrologo, un teologo, un filosofo (in ogni incontro l'autore ironizza sul personaggio in esame), un giudice celebre perché emette i suoi giudizi dopo aver tirato i dadi (occasione per riflettere sulla falsità dei giudizi umani), alla fine ascoltano il consiglio del pazzo Triboulet e decidono di andare a consultare l'Oracolo della Divina Bottiglia.

Libro quarto [modifica]

I protagonisti viaggiano per le terre più strane alla ricerca dell'Oracolo ed incontrano i popoli più assurdi: i litigiosi Legulei, i Papefigues (caricatura dei Protestanti), i Papimanes (caricatura dei Cattolici). Presso il circolo polare si fermano in un luogo dove odono a causa del disgelo le grida di una battaglia avvenuta anni prima, che erano rimaste imprigionate nel ghiaccio.

Libro quinto [modifica]

I tre viaggiatori giungono presso l'Isola Sonante che rappresenta la Curia romana, che viene derisa. Alla fine dopo innumerevoli peregrinazioni i protagonisti giungono in un tempio, sulle cui pareti è raffigurata la vittoria di Bacco, dove la sacerdotessa Bacbuc li guida al cospetto dell'Oracolo, il cui responso è “Trinch!”, che in inglese antico vuol dire “Bevi!”.

Curiosità [modifica]

Illustrazione del Quarto libro di Gustave Doré
  • Un aggettivo derivò da Pantagruel: pantagruelico, a significare pasti abbondanti in allegre compagnie: tipica è l'espressione un banchetto pantagruelico o " pranzo pantagruelico". Questo perché, nel racconto di Rabelais, la coppia Gargantua e Pantagruel, percorrendo a piedi quasi tutta l'Europa, raccoglie storie e racconti interessanti lungo il tragitto; di ritorno a Parigi, invitano gli amici ad ascoltare le loro narrazioni, che vengono fatte attorno a mense laute e allegre, ben fornite di vino e di qualsiasi cibo possibile.
  • Similmente da Gargantua deriva gargantuesco che significa smisurato, insaziabile, che a sua volta deriva dal sostantivo "garganta" che nella lingua spagnola significa gola.
  • Rabelais, nel terzo libro di Pantagruele al capitolo 51, attribuisce la scoperta della cannabis a Pantagruel derivandogli il nome Pantagruelione.
  • L'aggettivo gargantuesco è usato nella pellicola Kill Bill vol. 2 da Elle Driver che si dispiace sia caduto in disuso. Entrambi sono inoltre usati nella traduzione italiana di "Harry Potter e i Doni della Morte", a cura di Beatrice Masini.
  • Lo spettacolo teatrale Rabelais di Paolo Rossi e diretto da Giampiero Solari, rappresentato a partire dal 1996, è incentrato su brani tratti dai cinque libri di Gargantua e Pantagruel.
  • Il gruppo progressive rock Gentle Giant ha composto "Pantagruel's nativity", contenuta nell'album Acquiring the Taste e "The advent of Panurge", contenuta in Octopus, chiaramente ispirate al romanzo di Rabelais.
  • Nel videogioco "Overlord 2" il giocatore si dovrà confrontare con colossali e forzuti lottatori chiamati Gargantua.
  • Nel videogioco "Diablo 3" il personaggio dello sciamano può evocare un gigante, Gargantua, che combatte al suo fianco.

Bibliografia [modifica]

Versioni in italiano moderno:

Voci correlate [modifica]

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