Gargantua e Pantagruel

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« come potete vedere sempre pantagruelizzando, vale a dire bevendo di gusto e leggendo le orrifiche gesta di Pantagruele[1] »
Gargantua e Pantagruel
Titolo originale La vie de Gargantua et de Pantagruel
Gargantua edizioneitaliana 199ca.PNG
Un'edizione Italiana del 1900 ca. Libro pieno di pantagruelismo
Autore François Rabelais
1ª ed. originale 1532
Genere romanzo
Lingua originale francese

Gargantua e Pantagruel è una serie di cinque romanzi scritti da François Rabelais nella prima metà del Cinquecento. L'opera è una satira con un linguaggio semplice e vivace, triviale e coltissimo. Rabelais diede i primi due libri da pubblicare all'editore François Juste di Lione nel 1542.[2] Firmò i lavori con lo pseudonimo e anagramma Alcofribas Nasier.

I cinque volumi[modifica | modifica wikitesto]

Pantagruel (Libro primo)[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione di Gustave Doré per il Pantagruel

Il primo libro Pantagruel, che ha come eroe l'omonimo personaggio, venne pubblicato nel 1532. Il romanzo ha come titolo completo Gli orribili e spaventosi fatti e prodezze del molto rinomato Pantagruel re dei Dipsodi, figlio del gran gigante Gargantua (dal francese Les horribles et espoventables faictz et prouesses du très renommé Pantagruel Roy des Dipsodes, filz du Grand Géant Gargantua) Il racconto della storia viene attribuito a Mastro Alcofribas Nasier, il cui nome è l'anagramma di François Rabelais. Pantagruel (il cui nome vuol dire “tutto al contrario”) è figlio del gigante Gargantua e di Badebec, che muore nel partorirlo. Il gigante riceve un'educazione di stampo moderno e sin dall'infanzia si distingue per una forza immensa superata solo dal suo appetito. A Parigi stringe amicizia col chierico spiantato Panurge, col quale condividerà molte avventure. Nel frattempo i Dipsodi invadono Utopia, ma sono respinti grazie alla forza di Pantagruel che per riparare dalla pioggia un battaglione stende la lingua a mo' d'ombrello, Alcofribas (il narratore) ne approfitta per entrare nella bocca di Pantagruel dove trova campi e boschi curati dalle popolazioni che vi vivono.

Gargantua (Libro secondo)[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al successo di questa prima opera, l'autore firmò un secondo romanzo, nel 1534, dal titolo Gargantua. Gargantua, figlio del gigante Grandgousier, re d'Utopia, viene partorito da un orecchio di sua madre Gargamelle. Il piccolo gigante riceve un'educazione di stampo medievale (messa in ridicolo nel libro), alla quale trova rimedio grazie al saggio Ponocrate che gli insegna un nuovo metodo di studio: vedere i libri come maestri di vita. Nel frattempo a causa di una lite fra mercanti di focacce, scoppia una guerra fra Utopia e il vicino regno del re Picrochole. Grazie all'aiuto del frate Jean des Entommeurs (Fracassatutto), Gargantua vince l'esercito nemico e a guerra finita si dimostra molto clemente con i vinti, frate Jean è ricompensato con la costruzione di un monastero la cui unica regola è Fai ciò che vuoi.

Libro terzo[modifica | modifica wikitesto]

Panurge non sa se prendere moglie o meno, decide perciò di partire alla ricerca di qualcuno in grado di dargli un consiglio, così in compagnia di Pantagruel e frate Jean consultano una Sibilla, un medico, un poeta, un astrologo, un teologo, un filosofo (in ogni incontro l'autore ironizza sul personaggio in esame), un giudice celebre perché emette i suoi giudizi dopo aver tirato i dadi (occasione per riflettere sulla falsità dei giudizi umani), alla fine ascoltano il consiglio del pazzo Triboulet e decidono di andare a consultare l'Oracolo della Divina Bottiglia.

Libro quarto[modifica | modifica wikitesto]

I protagonisti viaggiano per le terre più strane alla ricerca dell'Oracolo ed incontrano i popoli più assurdi: i litigiosi Legulei, i Papefigues (caricatura dei Protestanti), i Papimanes (caricatura dei Cattolici). Presso il circolo polare si fermano in un luogo dove odono a causa del disgelo le grida di una battaglia avvenuta anni prima, che erano rimaste imprigionate nel ghiaccio.

Libro quinto[modifica | modifica wikitesto]

I tre viaggiatori giungono presso l'Isola Sonante che rappresenta la Curia romana, che viene derisa. Alla fine dopo innumerevoli peregrinazioni i protagonisti giungono in un tempio, sulle cui pareti è raffigurata la vittoria di Bacco, dove la sacerdotessa Bacbuc li guida al cospetto dell'Oracolo, il cui responso è “Trinch!”, che in inglese antico vuol dire “Bevi!”.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione del Quarto libro di Gustave Doré
  • L'aggettivo pantagruelico derivò da Pantagruel, a significare pasti abbondanti in allegre compagnie; tipica è l'espressione un banchetto pantagruelico o pranzo pantagruelico. Questo perché nel racconto di Rabelais la coppia Gargantua e Pantagruel raccoglie storie e racconti attorno a mense laute e allegre, ben fornite di vino e qualsiasi vivanda.
  • Similmente da Gargantua deriva gargantuesco, che significa smisurato, insaziabile, e che a sua volta deriva dal sostantivo 'garganta, che nella lingua spagnola significa gola.
  • Rabelais, al capitolo 51 del terzo libro di Pantagruele, attribuisce la scoperta della cannabis a Pantagruel, derivandogli il nome Pantagruelione.
  • Gargantua appare in Winx Club, nell'episodio Il banchetto di Solaria.
  • Gargantua è il nome del gigantesco buco nero che appare nel film Interstellar

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pantagruele, Libro Primo, Cap. I.
  2. ^ "L'ultimo testo che egli ha corretto, quello che ha stabilito" da Salvatore Rosati, Jacques Boulenger in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1938. URL consultato il 23 marzo 2014.
  3. ^ Quotes for Elle Driver from Kill Bill - Volume 1 (2003), imdb.com. URL consultato il 25 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Versioni in italiano moderno:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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