Avery Brundage

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Avery Brundage
Avery Brundage.jpg
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Atletica leggera Atletica leggera
Dati agonistici
Specialità Pentathlon
Decathlon
Lancio del disco
 

Avery Brundage (Detroit, 28 settembre 1887Garmisch-Partenkirchen, 8 maggio 1975) è stato un atleta e dirigente sportivo statunitense. Ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato Olimpico Internazionale dal 1952 al 1972.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Brundage si laurea in ingegneria civile nel 1909 presso l'Università dell'Illinois. Pochi anni dopo, fonda la Avery Brundage Company, una società attiva nel campo edilizio a Chicago fino al 1947. Atleta versatile, partecipa alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, gareggiando nel pentathlon (arrivando sesto), nel decathlon (arrivando sedicesimo) e nel lancio del disco (finendo ventiduesimo).

Nel 1914, conquista il suo primo titolo nazionale di Atletica leggera (confermandosi altre due volte nel 1916 e nel 1918). Nel 1928, diventa Presidente della Amateur Athletic Union e l'anno successivo presidente del Comitato Olimpico degli Stati Uniti (USOC). Nel 1930, diventa vicepresidente della International Association of Athletics Federations (IAAF), la Federazione mondiale di Atletica leggera.

Avery Brundage

Da Presidente dell'USOC, Brundage si rifiuta di boicottare le Olimpiadi di Berlino 1936 (da cui furono esclusi tutti gli ebrei tedeschi) e diventa membro del CIO, dopo l'espulsione dello statunitense Ernest Lee Jahnke (di tutt'altro avviso riguardo al boicottaggio delle Olimpiadi "naziste"). Proprio alle Olimpiadi di Berlino accade un evento strano: la mattina della gara dei 400 metri ostacoli, Marty Glickman e Sam Stoller, gli unici due atleti ebrei della squadra statunitense di atletica leggera, vengono all'ultimo momento sostituiti da Jesse Owens e Ralph Metcalfe. Glickman rivelerà in seguito che molto probabilmente la sostituzione è stata "caldeggiata" da Brundage stesso[senza fonte].

In seguito, Brundage partecipa ad una manifestazione a New York dove elogia il regime nazista di Adolf Hitler[senza fonte]. Nel 1941, viene espulso dall'American First Committee (un comitato pacifista ed isolazionista statunitense) per le sue inclinazioni filo-naziste. Dopo la morte del Presidente del CIO Henri de Baillet-Latour, avvenuta durante la Seconda guerra mondiale, Brundage assume la carica di Vicepresidente del CIO nel 1945. Nel 1952, il Presidente Sigfrid Edström si ritira e Brundage viene eletto suo successore.

Come Presidente del CIO, Brundage si oppone fermamente alla partecipazione di atleti professionisti ai Giochi olimpici (posizione che negli anni ottanta verrà gradualmente abbandonata). Questa linea di condotta ha portato a non pochi incidenti, come l'esclusione dello sciatore austriaco Karl Schranz dai Giochi Olimpici Invernali di Sapporo 1972 proprio perché professionista. Altre "vittime" di Brundage sono stati gli atleti di colore statunitensi Tommie Smith e John Carlos, famosi per aver alzato il pugno sul podio delle Olimpiadi di Città del Messico 1968 per solidarietà ai movimenti Black Power, allora in azione negli USA. Smith e Carlos sono stati per questo immediatamente espulsi dal Villaggio Olimpico e sospesi.

L'episodio più controverso della "Presidenza Brundage" è però la decisione di continuare i Giochi Olimpici di Monaco 1972, nonostante la strage degli undici atleti israeliani compiuta da parte di terroristi palestinesi appartenenti a "Settembre nero". Molti hanno criticato la scelta, nonostante pochissimi atleti abbiano poi abbandonato il Villaggio Olimpico. I Giochi vengono sospesi per tutta la giornata del 5 settembre, mentre il giorno dopo si svolge una funzione commemorativa delle vittime allo Stadio Olimpico. Incredibilmente però, Brundage riesce a non fare mai riferimento alla triste sorte degli 11 atleti nel suo discorso, tutto incentrato sull'esaltazione della forza del movimento olimpico.

Il Presidente del CIO si oppone invece all'esclusione della Rhodesia (oggi Zimbabwe) dai Giochi olimpici a causa della sua politica di apartheid. Successivamente ai fatti di Monaco di Baviera, Brundage metterà sullo stesso piano il massacro degli atleti israeliani e l'esclusione della Rhodesia, considerandoli "crimini di uguale gravità". Dopo l'Olimpiade di Monaco, Brundage si ritira dalla presidenza del CIO (ancora oggi, si tratta dell'unico statunitense eletto alla carica di presidente) per coltivare l'altra passione della sua vita: collezionare oggetti di arte asiatici. L'8 maggio 1975, muore a Garmisch-Partenkirchen, all'epoca in Germania Ovest. Attraverso il suo testamento, Brundage ha disposto che la sua collezione d'arte venisse donata all'Asian Art Museum di San Francisco.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 26 aprile 1966[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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