Pianta mangia-uomini

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Indigeni divorati dallo Ya-te-veo, illustrazione di J.W. Buel, 1887.

La pianta mangia-uomini è il nome riferito a leggendarie piante, alberi e anche fiori carnivori in grado di mangiare animali e uomini integri. La leggenda nasce probabilmente da veri avvistamenti di piante carnivore cresciute fuori norma[1], tuttavia gli esemplari più grandi appartengono alla specie Nepenthes rajah e riescono a raggiunge i 35 centimetri di lunghezza riuscendo a consumare in casi sporadici mammiferi di piccola taglia.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dai tempi della loro scoperta, le piante carnivore hanno suscitato un grande interesse da parte degli autori di romanzi d'avventura, dell'orrore e opere simili, specialmente con ambientazioni esotiche. Non di rado le piante carnivore appaiono di proporzioni tali da essere pericolose per l'essere umano, nonché dotate di tentacoli capaci di avviluppare una preda di passaggio. Queste storie potrebbero avere origine da presunti fatti di cronaca (mai verificati e altamente improbabili), come quello riportato il 26 settembre del 1920 da The American Weekly, secondo cui una pianta carnivora avrebbe divorato una ragazza in Madagascar nel 1878 (la stessa rivista riportò un fatto analogo che sarebbe avvenuto nel 1925 nelle Filippine).

Dal mito della pianta carnivora derivano probabilmente anche altre celebri "piante assassine"; in particolare si possono citare i trifidi del romanzo di fantascienza Il giorno dei trifidi di John Wyndham, dal quale è stato tratto il film L'invasione dei mostri verdi. I trifidi della storia sono piante capaci di sradicarsi e spostarsi da sole, uccidendo le vittime con una coda come quella dello scorpione che porta un pungiglione velenoso. Il libro lascia nel mistero se i trifidi siano o meno intelligenti.

Nel secondo episodio del film Le cinque chiavi del terrore, intitolato La vite rampicante (Creeping Wine), piante mostruose attaccano una famiglia strangolandone anche il cane.

In un romanzo della saga fantasy di Deltora di Emily Rodda vi sono piante carnivore chiamate grippers (gripper = colui che stringe, afferra), o pinzoni nell'edizione italiana della serie. Assomigliano a bocche dentate che crescono nella terra, coperte da foglie simili a quelle dei cavoli e che si aprono per farvi cadere la vittima che ci mette i piedi sopra, considerate pericolose per le persone.

Nel romanzo Vita di Pi di Yann Martel, Pi arriva su un'isola di alghe che poi scoprirà essere carnivore.

L'albero mangia-uomini del Madagascar[modifica | modifica wikitesto]

Tra i resoconti storici di piante assassine, senza dubbio l'albero mangia-uomini del Madagascar è quello più di degno di nota.

Nel 1881, l'esploratore tedesco Carl Liche, dal ritorno dall'isola africana scrive una lettera per il giornale South Australian Register, ove racconta di un suo personale incontro con l'albero e di ciò che avveniva intorno ad esso.[3][4]

La storia viene riportata a galla nel 1924, questa volta in un libro, Madagascar, Land of the Man-eating Tree, scritto e redatto dall'allora governatore del Michigan, Chase Osbron.[5] Nel libro vengono accennati racconti di preti missionari, anch'essi consapevoli dell'esistenza dell'albero assassino e dei sacrifici a lui dati da parte degli autoctoni.

Lo Ya-Te-Veo[modifica | modifica wikitesto]

Lo Ya-te-veo (dallo spagnolo "Già ti vedo") è il nome con cui si indica una specie di pianta carnivora che crescerebbe nella giungla dell'Africa nera ed equatoriale e dell'Amazzonia con alcuni lontani "cugini" in India.

La pianta è stata descritta come possedere molti tronchi gracili e lunghi molto somiglianti ai tentacoli delle piovre, che si animano di vita alla vista di prede.

Nel libro Land and Sea (1887) di J.W. Buel, viene raccontato - tra i tanti argomenti - della pianta, e si racconta del suo cibarsi continuo di grandi insetti ma anche di indigeni.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel cinema, nei videogiochi e in altri media[modifica | modifica wikitesto]

La pianta carnivora del film
La piccola bottega degli orrori

Fra gli esempi più recenti di piante carnivore nel cinema si possono citare quella dall'appetito insaziabile della commedia horror La piccola bottega degli orrori di Roger Corman (1960) o quella assassina e divoratrice di neonati nel film L'albero del male di William Friedkin (1990).

  • Nel film Jumanji del 1995, tratto dall'omonimo libro del 1981, sono rappresentate diverse piante carnivore, una delle quali è talmente grande da essere capace di catturare una automobile per mezzo dei suoi grandi tentacoli.
  • Nel film E venne il giorno, in originale The Happening, (2008) di M. Night Shyamalan, le piante (pur non nutrendosi di carne umana) si presume attacchino le persone rilasciando nell'aria una tossina che intacca il sistema neurale costringendo le vittime a suicidarsi. Nel film il fenomeno viene spiegato come un tipico comportamento del mondo vegetale, il quale, non potendosi spostare in caso di necessità, modifica se stesso a livello chimico per modificare di conseguenza l'ambiente circostante.
  • Nella serie di avventure la Storia ancestrale, pubblicate in Italia da Hobby & Work, i protagonisti incontreranno nel fantastico mondo alcune enormi e pericolose piante dal colore ocra provviste di enormi bocche zannute e radici tentacolari. Il fascicolo è uscito in Italia con il nome di "Trappole Mortali".
  • Tra i videogiochi di Super Mario Bros. della Nintendo ve n'è uno in cui è presente una "pianta piranha", un nemico simile a una dionea. Queste piante hanno quasi sempre l'aspetto di uno stelo ricoperto di fogliame e che termina in cima con un globo verde o rosso a macchie bianche, tagliato da una fessura dall'aspetto molto simile a quello di una bocca dai denti bianchi.
  • Alcune piante di Edanna, un'Era D'ni del videogioco Myst III: Exile, possono intrappolare animali. Uno degli enigmi nel gioco consiste nel liberare una creatura dalla forma di uccello da una pianta simile a quelle del genere Nepenthes.
  • Una pianta simile alle Nepenthes, una creatura insettivora dotata di ascidi, appare in The Elder Scrolls IV: Oblivion. A differenza delle piante del suo genere, non produce però sostanze per attrarre le vittime.
  • Nell'espansione del videogioco: Age of Mythology: The Titans, si può richiamare un'entità che si può mettere in funzione chiamata Carnivora, una pianta carnivora che assomiglia a una dionea gigante che attacca con viticci simili a tentacoli e può attrarre a sé e divorare prede della grandezza di un cavallo. È possibile richiamare anche una versione acquatica della stessa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl Shuker, The Beasts That Hide From Man, Paraview, 2003, ISBN =1-931044-64-3.
  2. ^ Phillipps, A. 1988. A Second Record of Rats as Prey in Nepenthes rajah. Carnivorous Plant Newsletter 17(2): 55.
  3. ^ Ron Sullivan and Joe Eaton, The Dirt: Myths about man-eating plants - something to chew on, San Francisco Chronicle, 27 ottobre 2007. URL consultato il 26 ottobre 2007.
  4. ^ Peter Tyson, A Forest Full of Frights, part 2 in The Wilds of Madagascar, Nova Online.
  5. ^ Osborn, Chase Salmon, Madagascar, Land of the Man-eating Tree, 1925.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Michell, Bob Rickard, The Rough Guide to Unexplained Phenomena, Rough Guides, 2000, ISBN 1-85828-589-5.
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