Il bacillo rubato e altri casi

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Il bacillo rubato e altri casi
Titolo originale The Stolen Bacillus and Other Incidents
Altri titoli Novelle straordinarie
Autore Herbert George Wells
1ª ed. originale 1895
1ª ed. italiana 1905
Genere racconti
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Ambientazione Londra
  • The Stolen Bacillus
  • The Flowering of the Strange Orchid
  • The Triumphs of a Taxidermist

Aden
Suez

  • A Deal in Ostriches

Borneo

  • In the Avu Observatory

Il bacillo rubato e altri casi è una raccolta di racconti di fantascienza di Herbert George Wells, pubblicata nel 1895[1] dalla giovane ma già affermata casa editrice londinese Methuen & Co. Riunisce Il bacillo rubato (edito per la prima volta il 21 giugno 1894 sul periodico Pall Mall Budget) ed altri quattordici brevi racconti dello scrittore britannico apparsi fra il 1893 e il 1895 su varie pubblicazioni (Pall Mall Budget, Pall Mall Gazette, Black and White e The St. James’s Gazette).

Sarà proprio nel 1895 che Wells otterrà il successo dando alle stampe La macchina del tempo, La visita meravigliosa e Il bacillo rubato, considerate le sue prime opere rivolte al grande pubblico.[2][3] L'anno dell'affermazione letteraria di Wells coincide casualmente con l'anno di morte del suo maestro Thomas Henry Huxley[3][4][5] e con quello del matrimonio con la sua alunna Amy Catherine Robbins.[6][7]

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Temi wellsiani.

I racconti che compongono questa raccolta sono molto diversi fra loro, sia sul piano scientifico che su quello morale. A influire su tutti vi è però la serie di osservazioni tecniche e scientifiche che rendono ogni storia narrata emozionante e di parziale rilievo scientifico, viste le conoscenze dello scrittore in materia di zoologia e biologia.[8]

Alcuni argomenti trattati dall'autore saranno anche una rivelazione in campo letterario, essendo temi o rivisitazioni nuove e affascinanti. La critica è ormai unanime nel considerare i romanzi di Wells un'importante esperienza narrativa, ponendo lo scrittore, assieme a Jules Verne, come padre fondatore del romanzo scientifico.[9][10][11][12] Tutte le esperienze narrative, cresciute nel corso degli anni e fortemente percepibili nei romanzi e nei racconti del 1895, gettano le basi per la fantascienza contemporanea attraverso la dinamicità delle tematiche che spaziano dal racconto psicologico a quello realista in chiave psicologica, tra il sogno e la speculazione ideologica,[13][14] arrivando alla critica sociale;[15][16] motivi che lo scrittore alimenterà per tutta la sua carriera letteraria. Già nei brevi racconti de Il bacillo rubato e altri casi sono percepibili queste tematiche, principali caratteristiche dei romanzi wellsiani, ovvero:

  • la narrativa utopica, contraddistinta da una forte impronta didascalica e intellettualistica,
  • il romanzo che vede come protagonista lo scienziato faustiano, reso celebre da Goethe nel poema drammatico Faust,
  • il romanzo inteso come avventura ed evasione, al di fuori di un preciso schema ideologico o speculativo.[13].[14]

Ad esempio, in Il bacillo rubato Wells visiona il presagio di una guerra batteriologica associandola ad un singolo individuo, ovvero l'anarchico, ma portandola ad una prospettiva più terrificante, lasciandone all'immaginazione del lettore le catastrofiche conseguenze.[17] Sebbene l'idea dell'arma batteriologica si presenti nella storia in molte occasioni, come l'assedio dei Tartari a Caffa in Crimea[18] o l'offerta di coperte usate dagli infetti di colera che il conquistador Francisco Pizarro diede ai nativi sudamericani[19], cosa che venne ripetuta dal comandante Jeffrey Amherst nello sterminio dei nativi americani[20], lo scrittore è il primo a supporne l'impiego a fini terroristici, dove l'antagonista cerca volontariamente il contagio, conoscendo le potenzialità della diffusione del bacillo e le devastanti conseguenze che questo può avere, per coronare il proprio ideale politico-rivoluzionario. Il racconto mostra inoltre l'ingenuità della scienza, rappresentata dal batteriologo, nel facilitare il bioterrorismo. Infatti non solo lo scienziato mostra all'anarchico il bacillo del colera, ma ne spiega anche i devastanti effetti nel caso di una contaminazione del sistema idrico della città, restando non curante anche dopo aver notato la frenesia e l'eccitazione del suo ospite.[21]

(EN)
« " These Anarchist rascals, are fools, blind fools to use bombs when this kind of thing is attainable.[22][23] »
(IT)
« Quegli anarchici... quei mascalzoni, sono dei begli imbecilli, dei deficienti, a ricorrere alle bombe quando potrebbero mettere le mani su una cosa del genere.[17] »
(L'anarchico al batteriologo, The stolen bacillus, H.G. Wells, trad. Renato Prinzhofer, Milano, Mursia, 1966)

Nel secondo breve racconto, Fioritura di una strana orchidea, Wells affronta il tema del vampirismo, riproposto nella letteratura gotica da John Polidori nel 1819 e consacrato definitivamente, quasi ottant'anni dopo, nel 1897 da Bram Stoker. L'idea geniale di Wells sta nel separarsi da quello che lo stereotipo del personaggio di Dracula, introducendo un insolito tema, quello della pianta-vampiro, dimostrando ancora una volta la capacità di spaziare con l'immaginazione, per creare qualcosa di completamente nuovo[24].

Nei racconti successivi invece, Wells anticipa quello che sarà un grande successo letterario del 1896, L'isola del dottor Moreau, offrendoci i suoi angoscianti pensieri connessi al pericolo dell'uso improprio della scienza, della tecnica e delle macchine. Il racconto che maggiormente incarna il futuro successo di Wells è indubbiamente All'osservatorio di Avu, pubblicato 2 anni prima, dove lo scrittore ci mostra la sua opinione concorde sull'origine della specie di Charles Darwin, opinione rafforzatasi sotto la guida del suo maestro Thomas Henry Huxley, estremo sostenitore dell'evoluzionismo darwiniano tanto da essere soprannominato "Il mastino di Darwin"[4][8], e interpretando in chiave romanzesca l'ontogenesi di Ernst Haeckel, teorizzando un'evoluzione mostruosa di una specie esistente in natura, credendo e condividendo le idee sull'evoluzione del noto naturalista, ma non ammettendo che l'uomo e l'animale fossero messi sullo stesso piano[25][26].

Molto particolare è il brevissimo racconto di I trionfi di un tassidermista e del racconto successivo Una compravendita di struzzi, legati insieme da un filo narrativo intenzionale creato dallo scrittore, sebbene pubblicati in date differenti (3 marzo - 20 dicembre 1894) e ordinati in successione solo su volumi, in cui Wells non si inoltra nel mondo fantascientifico. Nel primo racconto Wells si limita a mostrarci una semplice intervista ad un imbalsamatore che, davanti alla sua bottiglia di whisky, racconta tutti gli imbrogli e tutte le straordinarie creature da lui rese immortali e perenni grazie al suo lavoro, arrivando addirittura a parlare di un uomo imbalsamato usato come appendiabiti. Alla fine del racconto lo scrittore ci lascerà nel dubbio, portandoci a capire che la fantastica storia del tassidermista forse non è fantastica come crediamo. Ancora una volta Wells mostra i frutti degli studi eseguiti in gioventù, scendendo in particolari e utilizzando nomi scientifici. Il breve racconto, come detto in precedenza lega perfettamente con quello precedente, infatti se il primo racconto termina con la confessione del tassidermista di aver imbrogliato i suoi compratori, avendogli venduto dei falsi e con le parole di Bellow che vengono rivolte al lettore dicendo:

(EN)
« " And the note about the New Zealand bird certainly appeared in a morning paper of unblemished reputation, for the Taxidermist keeps a copy and has shown it to me.[27] »
(IT)
« E non v'è dubbio che l'articolo sull'uccello della Nuova Zelanda comparve effettivamente su un autorevole quotidiano del mattino, perché il tassidermista, che ne conserva una copia, me l'ha mostrata[17] »
(Bellows , The Triumphs of a Taxidermist, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966, Milano)

Il racconto successivo invece lascia nell'ombra sia il tassidermista sia il suo interlocutore, incentrandosi unicamente sui ricordi dell'imbalsamatore di una bizzarra vicenda accaduta anni prima; la storia si apre con il tassidermista che si rivolge all'interlocutore dicendo:

(EN)
« “Talking of the prices of birds, I’ve seen an ostrich that cost three hundred pounds,”[28] »
(IT)
« A proposito di prezzo di uccelli, io ho visto uno struzzo ch'era costato trecento sterline[17] »
(Tassidermista , A Deal in Ostriches, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966, Milano)

L'utilizzo frequente di terminologie scientifiche e le sorprendenti descrizioni di paesaggi lontani, come ad esempio il Borneo, accompagnano il lettore, insinuando nella mente il dubbio sulla veridicità dei racconti, avvicinando così la fantascienza alla realtà.

Ne Il sorprendente caso della vista di Davidson, invece, l'autore non illustra il solito racconto su basi scientifiche, ma spazia tra l'assurdo e l'improbabile, fino a diventare burlesco e caricaturale in La tentazione di Harringay. È infine possibile vedere delle analogie tra gli scritti di Robert Louis Stevenson e dei primi lavori di Rudyard Kipling nei racconti Dalla finestra e Il tesoro nella foresta, dove Wells abbandona l'assurdo e il fantastico per provocare nel lettore uno stato di tensione e di ansia, utilizzando casi limite e montaggi melodrammatici.[17]

Elenco dei racconti[modifica | modifica sorgente]

Il seguente elenco si riferisce ai racconti raccolti nella prima edizione inglese del 1895.[29] Tra parentesi il titolo originale, la data della prima pubblicazione e il periodico sul quale sono state pubblicate.[30][31][32][33][34]

La Science illustrée, il giornale di divulgazione scientifica nato nel 1875. Tra il 1898 e il 1903 pubblicò molti degli scritti di Wells, tra cui alcuni dei racconti contenuti ne Il bacillo rubato e altri casi[35]
  • Il bacillo rubato (The Stolen Bacillus) (Pall Mall Budget, 21 giugno 1894)
  • Fioritura di una strana orchidea (The Flowering of the Strange Orchid, Pall Mall Budget, 2 agosto 1894)
  • All'osservatorio di Avu (In the Avu Observatory, Pall Mall Budget, 9 agosto 1894)
  • Il trionfo di un tassidermista (The Triumphs of a Taxidermist, Pall Mall Gazette, 3 marzo 1894)
  • Una compravendita di struzzi (A Deal in Ostriches, Pall Mall Budget, 20 dicembre 1894)
  • Dalla finestra (Through a Window, Black and White, 25 agosto 1894)
  • La tentazione di Harringay (The Temptation of Harringay, The St. James’s Gazette, 9 febbraio 1895)
  • L'uomo volante (The Flying Man, Pall Mall Gazette, dicembre 1893)
  • Il fabbricante di diamanti (The Diamond Maker, Pall Mall Budget, 16 agosto 1894)
  • L'isola dell'Aepyornis (Æpyornis Island, Pall Mall Budget, 27 dicembre 1894)
  • Il sorprendente caso della vista di Davidson (The Remarkable Case of Davidson’s Eyes, Pall Mall Budget, 28 marzo 1895)
  • Il dio delle dynamo (The Lord of the Dynamos, Pall Mall Budget, 6 settembre 1894)
  • Furto notturno con scasso a Hammerpond Park (The Hammerpond Park Burglary, Pall Mall Budget, 5 luglio 1894)
  • La farfalla (The Moth, Pall Mall Gazette, 28 marzo 1895)
  • Il tesoro nella foresta (The Treasure in the Forest, Pall Mall Budget, 23 agosto 1894)

Racconti ripubblicati[modifica | modifica sorgente]

  • All'Osservatorio di Avu e Il Dio delle Dynamo saranno inoltre riproposte sul The Melbourne Leader, un noto quotidiano australiano.[36]
  • L'isola dell'Aepyornis (L’île de L’Aepyornis N° 527, 2 gennaio 1898), Il sorprendente caso della vista di Davidson (Un étrange phénomène N° 673 20 ottobre 1900) e Il Trionfo di un Tassidermista (N°805, 2 maggio 1903) saranno riproposte su La Science illustrée, il noto giornale scientifico francese.[35]
  • Fioritura di una strana orchidea sarà riproposta su La Domenica del Corriere nel 1906, il popolare settimanale italiano fondato a Milano nel 1899[37].

Trame[modifica | modifica sorgente]

Il bacillo rubato[modifica | modifica sorgente]

L'anarchico raggiunto dal batteriologo dopo aver ingerito il contenuto dell'ampolla rubata.

Londra. In un caldo pomeriggio un batteriologo riceve la visita nel suo laboratorio di un uomo che si presenta con un biglietto d'invito da parte di un vecchio amico dello scienziato.

L'uomo, descritto come una persona magra, pallida e molle, dai capelli neri lisci, con dei profondi occhi grigi, nervoso e dall'espressione stralunata, s'interessa subito ai vetrini che lo scienziato mostra al microscopio. Sostituito uno di questi, il batteriologo mostra al uomo pallido un preparato del bacillus del colera, narrandone nel frattempo le devastanti capacità distruttive.

L'uomo, preso da una sorta di morboso interesse rivolge diverse allusioni, per spingere il batteriologo a sbilanciarsi, tanto da rivelare all'estraneo che un virus attivo è tenuto proprio nel suo laboratorio, e fatti alcuni passi estrae l'ampolla in questione. Distratto dalla presenza della moglie Minnie che bussa delicatamente alla porta, lo scienziato si allontana, permettendo al suo ospite di afferrare l'ampolla.

Terminata la breve discussione con la moglie, lo scienziato torna al cospetto del suo ospite, che lo informa del terribile ritardo ad un appuntamento che aveva dimenticato. Affrettandosi ad uscire dal laboratorio, desta un sospetto nel batteriologo che notata l'assenza dell'ampolla si lancia all'inseguimento del magro uomo il quale, fermata una carrozza, parte in gran carriera.

Lo scienziato si accinge all'inseguimento, a sua volta inseguito dalla moglie, che lo crede impazzito, avendolo visto uscire di corsa in pantofole. Comincia così un inseguimento per le strade di Londra, con cocchieri allibiti dalla corsa delle tre carrozze che puntano scherzosamente scommesse sull'andamento dell'improvvisata gara.

Nel vedersi ormai raggiunto, l'ospite dello scienziato si sporge per incitare il cocchiere a frustare il cavallo, facendo così cadere l'ampolla all'interno della carrozza, che si spacca. Recuperata una parte dell'ampolla ancora contenente il bacillo, ne ingerisce il contenuto.

Vista ormai l'inutilità della fuga, il magro uomo fa fermare la carrozza, facendosi raggiungere dalla scienziato. Rivelatosi un anarchico, si allontana soddisfatto con lo stupore del batteriologo, che non si muove limitandosi a seguirlo con lo sguardo, mentre la moglie si avvicina portando con sé il vestiario che lo scienziato aveva lasciato al laboratorio.

Rompe infine il silenzio una buffa risata dello scienziato, che riferisce alla moglie che il bacillo che l'uomo ha ingerito altri non è che un suo preparato, che cambia il colorito chi ne viene a contatto.

(EN)
« I said it was Asiatic Cholera!And he ran away with it to poison the water of London, and he certainly might

have made things look blue for this civilised city.[38][39] »

(IT)
« Ebbene, da vero sciocco, gli ho detto che si trattava di colera asiatico! E quello è fuggito via portandolo con sé per avvelenare l’acqua di Londra. Fosse stato per lui, la nostra città, così civile, ne avrebbe viste, è il caso di dire, di ogni colore![17] »
(Il batteriologo a Minnie, The stolen bacillus, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966, Milano)
(FR)
« Comme un imbécile, j'ai dit que c'était le choléra asiatique.Mon visiteur s' est sauvé avec la fiole , pour empoisonner l'eau de Londres ; et il n'est pas douteux qu' il aurait pu faire changer la couleur de la peau de tous les habitants de cette ville civilisée.[40] »
(IT)
« Come uno sciocco, gli dissi che si trattava di colera asiatico. Ed egli è scappato portandoselo via, per avvelenare l’acqua di Londra , e non vi è dubbio che per colpa sua quest nostra civile città ne avrebbe viste di tutti i colori![41] »
(Un blanc qui deviendra nègre, H.G. Wells, Trad. Fr Gaston Vassy, Ginkgo éditeur, 2003, Paris) (Il Bacillo Rubato, H.G. Wells, trad. di Andrea Filippi, Adhelphiana, 2001)
(ES)
« Y a lo tonto le dije que era el cólera asiático. Entonces él escapó con ella para envenenar el agua de Londres, y desde luego podía haber hecho la vida muy triste a los civilizados londinenses.[42][43][44][45] »
(IT)
«  »
(El bacilo robado, H.G. Wells, Trad. Es Luis López Nieves, Ciudad Seva, 10 novembre 2010, Madrid)

Fioritura di una strana orchidea[modifica | modifica sorgente]

Disegno a cura di Benjamin Edwin Minns (18631937)

Winter-Wedderburn era solito frequentare con molta assiduità le vendite all'asta di piccole piante, la motivazione va forse ricercata nella speranza di scoprire una nuova varietà che avrebbe consacrato il nome del suo proprietario. Timido, solitario e inconcludente disponeva di una piccola somma che gli permetteva di vivere di rendita e di soddisfare il suo interesse per le orchidee, che coltivava in una serra.

Recatosi a Londra per partecipare ad una di queste aste Wedderbrun rientra a casa con della piccole piante, che mostra con entusiasmo alla sua governante.Per la prima volta era riuscito ad acquistare con ferma decisione gli esemplari, sentendosi sicuro delle sue scelte e convinto che i risultati della coltivazione raggiungano risultati sorprendenti.La sua euforia era in particolar modo data da una specie non identificata, un rinzoma grinzoso trovato sotto il cadavere di Batten, un conoscente di Wedderbrun che raccoglieva orchiedee nelle Andamane. Secondo la governante quell'ammasso di radici era orribile e sinistro, somigliante ad un ragno che fa il morto come lei stessa lo definisce.

Collocate le piante nella serra e trascorsi diversi giorni Wedderbrun perde gli esemplari acquistati all'asta, ad eccezione dell'orchidea trovata sotto il cadavere del conoscente, che mostra i primi risultati di ripresa, con lo spuntare delle prime gemme e le prime radici aeree. Sempre più entusiasmato dalla crescita dell'orchidea, la mostra alla governante, che ne rimane turbata notando le radici simili a lunghi tentacoli che le davano l'impressione di voler afferrare qualcosa, si ripromise di non mettere più piede nella serra per non rivedere quell'orribile pianta.

Recatosi nella serra qualche giorno dopo Wedderbrun si rese subito conto che la sua pianta prediletta era fiorita, sentendo nell'aria un nuovo odore, un efflivio denso terribilmente dolciastro. Direttosi con grande entusiasmo verso la pianta, vide tre grandi fiori bianchi con delle striature arancioni, e capì subito di trovarsi di fronte ad una nuova specie, vedendo coronato il suo sogno. L'aria era irrespirabile, il profumo emanato dall'orchidea divenne opprimente e la vista incominciò ad annebbiarsi.

Visto il ritardo di Wedderbrun alla tradizionale pausa the, la governante si reca alla serra convinta che il morboso interesse per la pianta avesse fatto dimenticare all'uomo il consueto appuntamento.

Giunta nella serra la governante scorge l'uomo sdraiato a terra:

(EN)
« He was lying, face upward, at the foot of the strange orchid. The tentacle-like aerial rootlets no longer swayed freely in the air, but were crowded together, a tangle of grey ropes, and stretched tight, with their ends closely applied to his chin and neck and hands.[46][47] »
(IT)
« Egli giaceva supino, ai piedi della strana orchidea. Le piccole radici aeree non erano più antenne sospese e oscillanti; erano invece tutte ammassate, come un groviglio di corde grigie, ed erano rigidamente tese, con le cime che aderivano strettamente al mento, al collo e alle mani dell'uomo[17]»
(The Flowering of the Strange Orchid, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966, Milano)
(ES)
« Él estaba tumbado con el querido hacia arriba a los pies del extraña orquídea. Las raicillas aéreas cómoda tentáculos ya no si balanceaban libremente en el aire hasta que si habían apiñado todas juntas, un maraña de cuerdas grises, y si estiraban, tensas, con los extremos bien adheridos a sobre barbilla, cuello y manos.[45][45] »
(IT)
«  »
(La Floración de la Extraña Orqídea, H.G. Wells, Trad. Rafael Santervás, Valdemar, 2000, Madrid)

Con grande sforzo la donna tenta di strappare Wedderbrun dai tentacoli della pianta. Sentendosi svenire per via dell'opprimente profumo che infesta la serra, la donna è costretta ad uscire per riprendere fiato. Decisa nell'impresa di strappare l'uomo dalla pianta, che sembra nutrirsi del sangue, spacca una delle finestre della serra, facendo così circolare l'aria ed entrata con determinazione porta l'uomo e la pianta, ancora avvinghiata alla vittima all'esterno. Liberato l'uomo dalla tenace presa della pianta lo allontana da essa, e mandando a chiamare il dottor Haddon, presta i primi soccorsi a Weddenbrun.

Il giorno seguente della strana orchidea resta ben poco, i fiori rinsecchiti e il gambo putrescente è il quadro che si mostra agli occhi della governante, mentre Weddebrun racconta fiero della sua avventura.

All'osservatorio di Avu[3][modifica | modifica sorgente]

L'assistente Woodhouse contemplava la calda e scura notte tropicale del Borneo prima di recarsi all'osservatorio per sostituire l'astronomo Thaddy che, febbricitante, restava riguardato a letto.

L'osservatorio, situato su uno sperone di roccia in cima al monte, dista circa una cinquantina di metri dalla casa dell'astronomo e del suo assistente, e poco più dalle capanne del loro personale indigeno, dalle quali Woodhouse poteva sentire a intervalli le voci e le risa, alternate dalle grida di strani animali che abitano, nei pendii circostanti, la vergine foresta tropicale, vista dall'assistente come un paese delle meraviglie, un insieme di punti interrogativi e di strane scoperte, una sorta di tesoro per ogni naturalista.

Cosparso di unguento per evitare le punture di zanzare, Woodhouse si accingeva a raggiungere l'osservatorio, guidato dal barlume di luce emesso dalla sua piccola lanterna, che gli apriva la strada tra le nere ombre gettate su di lui dalla foresta. Il pensiero della veglia solitaria, e della scomoda posizione che avrebbe dovuto assumere per osservare la volta celeste, lo fece sospirare prima di entrare nell'osservatorio per svolgere l'inconsueto lavoro.

Disegno a cura di Celso Ondano tratto da:Novelle Straordinarie, Fratelli Treves Editori, 1906, Milano

Presa posizione sullo scomodo attrezzo di legno orizzontale che gli permetteva di osservare il cielo e regolata la direzione del telescopio attraverso un fitto intrico di viti e manovelle, Woodhouse mise in funzione il movimento a orologeria che permetteva di seguire un gruppetto di stelle della Via Lattea in cui il suo superiore aveva visto, o aveva creduto di vedere, una notevole variabilità di colore.

Continuando a scrutare la volta celeste, Woodhouse venne distratto per un attimo da un lampo nero e, prima ancora di formulare un'ipotesi sulla stranezza, una serie di colpi risuonò sulla cupola. Una vaga forma nera, accompagnata da una specie di batter d'ali, sembrava voler entrare dalla feritoia dell'osservatorio, facendo balzar in piedi l'assistente.

Qualcosa sfrecciò davanti alla feritoia, facendo oscillare il telescopio, informando Woodhouse che la creatura alata era all'interno dell'osservatorio. La bottiglia che l'assistente aveva appoggiato sopra un tavolo vicino al telescopio cadde, finendo in pezzi e facendogli capire che la creatura svolazzava attorno alla sua postazione. Incuriosito dalla strana creatura, Woodhouse accese un fiammifero e un attimo dopo si trovò a terra, colpito alla tempia dalla grande ala dello strano volatile e graffiato sulla guancia da un grosso artiglio, riuscendo a notare solo un barlume di pelo grigio.

Voltatosi a faccia in giù per riparare gli occhi, che si sentiva istintivamente minacciati, avverti un colpo alla schiena; il lacerarsi della stoffa portò Woodhouse a ripararsi tra il sedile e il telescopio, lasciando liberi i piedi con i quali poteva scalciare per allontanare la bestia, che riuscì ad azzannare la caviglia dello sventurato assistente, bloccandola con dei piccoli denti aguzzi. Afferrata la bottiglia precedentemente caduta dal tavolo, Woodhouse, menando botte all'aria, colpì ripetutamente la grossa creatura che, lasciata la presa, si rifugiò nella penombra dell'osservatorio. La creatura si mise quindi ad arrampicarsi sulla parete, uscendo dalla feritoia da dove era entrata.

Dopo essere svenuto, Woodhouse riaprì gli occhi trovandosi di fronte il viso di Thaddy, che gli aveva prestato le cure necessarie. All'assistente non restò altro che raccontare l'incredibile storia al suo superiore.

(EN)
« It was more like a big bat than anything else in the world. It had sharp, short ears, and soft fur, and its wings were leathery. Its teeth were little but devilish sharp, and its jaw could not have been very strong or else it would have bitten through my ankle.[48][49] »
(IT)
« Somigliava ad un grande pipistrello, più che a qualsiasi cosa al mondo.Aveva orecchie brevi ed aguzze, pelo morbido, e le sue ali somigliavano a cuoio. I denti erano piccoli, ma diabolicamente acuminati; la masciella, però, non doveva essere fortissima, altrimenti mi avrebbe perforato la caviglia.[17] »
(In the Avu Observatory, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966)
(ES)
« - Más parecido a un gran murciélago que a ninguna otra cosa. Teníaorejas pequeñas y afiladas, y un pelaje suave y las alas curtidas. Sus dientes eran pequeños, perodiabólicamente afilados, y su mandíbula no podía ser muy fuerte o de lo contrario me habríadestrozado el tobillo.[45] »
(IT)
«  »
(En el observatorio astronomico de Avu, H.G. Wells, Trad. Rafael Santervás, Valdemar, 2000, Madrid)

Il trionfo di un tassidermista[modifica | modifica sorgente]

Alcuni segreti sulla tassidermia, è questo che Bellows sta per ascoltare da un imbalsamatore di animali in un momento di espansione, più precisamente tra il primo ed il quarto bicchiere di whisky, momento in cui un uomo non è ancora sbronzo ma si concede senza problemi a rivelare apertamente ciò che pensa. Entrambi gli uomini si trovavano accomodati in un piccolo salotto, che fungeva da antro, biblioteca e camera da prenzo contemporaneamente, diviso per mezzo di un separé in perline da quello che agli occhi di Bellows semprava essere il rumoroso studio-laboratorio dove l'imbalsamatore esercitava il suo mestiere.

L'imbalsamatore sedeva su di una sedia a sdraio, e regolarmente dava dei colpi con le pantofole in punto croce, diventate ormai dei sandali, ai pezzi recalcitranti di carbone che provenivano dal caminetto, per poi appoggiarli, altrettanto regolarmente sul ripiano di quest'ultimo tra gli occhi vitrei di alcune sue opere. Vestiva con degli orribili pantaloni gialli in lana scozzese, a detta di Bellows uno stile assai simile a quando i loro padri portavano lunghe basette e vi erano in giro le crinoline, e una giacca in vellutino resa quasi irriconosciblile dallo strato di unto e sporco in cui vi era annegata, inoltre fumava una pipa in maiolica, raffigurante sul fornello le grazie. Lo strano personaggio si presentava con una chioma nera, la faccia rossastra dovuta all'alcol e degli accesi occhi marroni, messi in risalto dagli occhiali che portava di sghembo, mostrando così a sinistra un occhietto penetrante, mentre a destra, esaltato dalla lente, un occhio cupo e mite.

Spinto dalla gran voglia di parlare, aiutato anche dai fumi dell'alcol, il tassidermista incomincia così a raccontare la sua storia, vantandosi, dicendo di aver reso ancora più belle e vive le specie da lui imbalsamate, dalla farfalla all'elefante, dall'ornitologia dilettantistica fino all'essere umano.

(EN)
« But I stuffed a nigger once.
No, there is no law against it. I made him with all his fingers out and used him as a hat-rack, but that fool Homersby got up a quarrel with him late one night and spoilt him[27]»
(IT)
« Però una volta ho imbalsamato un negro.
No, non c'è legge che lo vieti. L'ho fatto con tutte le dita tese in fuori, e l'usavo come attaccapanni, ma quel cretino di Homersby, una notte, a tarda ora, ha attaccato lite con lui e me l'ha sciupato[17] »
(The Triumphs of a taxidermist, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966)
Esemplare nº8 di Alca Impenne e ricostruzione di un uovo conservata al Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow
(ES)
« Aunque también disequé una vez a un negro.
No, no hay ninguna ley que lo prohíba. Lo hice con todos los dedos extendidos y lo utilicé como percha para sombreros, pero ese tonto de Homersby tuvo una pelea con él una noche, ya muy tarde, y lo estropeó[45][50]»
(IT)
«  »
(Los triunfos de un taxidermista, H.G. Wells, Trad. Luis López Nieves, Ciudad Seva, 12 novembre 2010)

Il tassidermista prosegue il suo discorso spiegando a Bellows le infinite possibilità che offre la tassidermia, come il tenere in casa i propri cari, potendo parlare di qualsiasi argomento, senza correre il rischio di essere interrotti, e perfino la possibilità di munirli di qualche meccanismo a orologeria, in modo che rendano piccoli servizi.

Spaziando tra un discorso e l'altro, e presa confidenza con l'ospite, l'imbalsamatore si sbilancia, raccontanto a Bellows alcune opere di imbalsamazione da lui eseguite su alcuni fossili reali, quelli del Dodo e su altri falsi per renderli autentici, come l'imbalsamazione dell'Alca Impenne e la creazione di alcune uova dell'esemplare, oltre alla creazione di nuove specie estinte, come quella del Anomalopteryx Jejuna, una falsa sottospecie del Moa da boscaglia, uccello estinto della Nuova Zelanda ricavato dallo scheletro di una cicogna, di un tucano e da una partita eterogenea di penne, creato dal tassidermista per accontentare un conoscente convinto dell'esistenza dell'esemplare.

Proseguendo il discorso, il tassidermista confida a Bellows un altro progetto che ha in mente, ovvero la falsa scoperta di un Moa, e la sua immediata imbalsamazione per preservare il falso ritrovamento, in modo di conquistare notorietà e dare il suo piccolo contributo al progresso della scienza.

Conclusa l'amichevole intervista all'imbalsamatore, Bellows si rivolge al lettore dicendo che forse le parole del tassidermista possono sembrare menzogne, ma che lui stesso, riguardo all'Alca e alle sue uova risulta confermato dagli scritti di distinti ornitologi, e che l'articolo sul Moa della Nuova Zelanda comparve effettivamente su un noto quotidiano del mattino, articolo che il tassidermista consarva gelosamente.

Una compravendita di struzzi[modifica | modifica sorgente]

Rievocando i suoi viaggi di gioventù, il tassidermista affermò di aver visto degli struzzi arrivare al costo di trecento sterline, vedendone un altro raggiungere l'offerta di quattrocento in seguito rifiutata. Tale sovrapprezzo non era dato ne dalla qualità degli animali, che anzi apparivano sbiaditi a causa del regime alimentare, ne su speciali limitazioni di richiesta, il motivo era che uno dei cinque struzzi, presenti su una nave delle linee delle Indie Orientali, aveva ingoiato un diamante situato sull'enorme turbante indossato sul capo da un elegantone di Piccadilly di nome Sir Mohini Padishah.

Padishah, vistosi tolta la preziosa gemma, si rese conto di aver aggravato maggiormente le cose sbraitando come un pazzo, poiché indusse l'animale a indietreggiare, mescolandosi così con gli altri presenti nella gabbia. Il tassidermista fu uno dei primi a giungere sul posto, trovandosi di fronte all'imbarazzante scena, l'indiano che sbraitava tirando giù tutti i suoi dei, due marinai accorsi per le grida e l'uomo addetto alla custodia degli uccelli, assente al momento del fatto il quale, assieme ai marinai, si teneva i fianchi dal gran ridere, risa giustificate per il bizzarro modo di smarrimento della pietra.

Sparsa la voce per tutta la nave, Padishah tentò invano di reclamare i suoi diritti di suddito britannico, rifiutandosi di comprare gli uccelli, arrivando addirittura ad affermare che si sarebbe rivolto alla Camera dei lord e cercando di convincere il custode di eseguire lavanda gastrica o di somministrare purghe a tutti i volatili, trovando l'opposizione dell'uomo, incaricato di nutrire e accudire gli struzzi con ordini precisi, saltò fuori inoltre che sul piano giuridico lo sfortunato elegantone non poteva richiedere la pietra, poiché questa, sarebbe diventata, Ipso facto, parte integrante dell'uccello.

Padishah, finalmente convinto, propose l'acquisto di tutti gli struzzi al custode, che non aveva veste per trattare, ma che il giorno seguente lo informò un certo Potter, un eurasiatico presente sulla nave aveva già contattato il proprietario, ignaro dell'accaduto e concluso la trattativa per sé, avendo telegrafato a Aden, e avendo ricevuto risposta a Suez. Potter era intenzionato ad uccidere gli animali e a recuperare il diamante, che si seppe, da un ebreo presente sulla nave che lo valutò per Padishah, valere quattromila £. Reso più malleabile dalla situazione decise in seguito di mettere gli uccelli all'asta, tenendone uno per tentare la sorte. L'asta risultò essere una vera e propria corsa all'oro, vedendo i prezzi salire alle stelle. Il primo struzzo, se lo aggiudicò l'ebreo per centottanta £, ma poiché al momento dell'acquisto si procurò un'arma da fuoco e sparò al uccello cominciando a vivisezionarlo l'asta fu sospesa. Riprese il giorno seguente, dove si videro prezzi stellari. Tre dei quattro struzzi furono venduti per un prezzo medio di duecentoventisette £, e la cosa buffa fu che Padishah non riuscì a prenderne neanche uno, poiché al momento del rilancio, sbraitava di discorsi legali e di ingiunzioni. Il tassidermista seppe in seguito che anche l'ultimo struzzo fu venduto da Potter ad un riservato politico anch'egli presente sulla nave, per trecento £. A fine asta, a Padishah non rimarrà che guardare il suo diamante andarsene assieme agli struzzi.

(EN)
« How did it end? Oh! like that. Well perhaps. Yes, there’s one more thing that may throw light on it. A week or so after landing I was down Regent Street doing a bit of shopping, and who should I see arm-in-arm and having a purple time of it but Padishah and Potter. If you come to think of it Yes. I’ve thought that. Only, you see, there’s no doubt the diamond was real. And Padishah was an eminent Hindoo. I’ve seen his name in the papers often. But whether the bird swallowed the diamond certainly is another matter, as you say.[28] »
(IT)
« Com'è andata a finire? Oh. Così. Bene, forse. Si, c'è un altra cosa, che può gettare un po' di luce sulla faccenda. Circa una settimana dopo essere sbarcato, ero in giro a far compere e camminavo in Regent Street, quando , chi ti vedo, se non Padishah e Potter, a braccetto e in gran bisboccia. Se ci pensi... Si. Io ho pensato a questo. Ma, vedi, non c'è dubbio che il diamante fosse vero. E Padishah era un indù altolocato. Ho visto il suo nome sui giornali, e spesso. Ma se sia certo che l'uccello avesse ighiottito il diamante, questo, come si usa dire, è un altro paio di maniche.[17] »
(Il tassidermista, A Deal in Ostriches, H.G. Wells, Trad. Renato Prinzhofer, Mursia, 1966, Milano)

Dalla Finestra[modifica | modifica sorgente]

Presentazione personaggi[modifica | modifica sorgente]

Una delle particolarità di Wells è quella, almeno in questi brevi racconti, di rimanere vago sulla presentazione dei personaggi. Molti dei personaggi infatti rimangono avvolti nel mistero, lasciando immaginare al lettore eventuali caratteristiche fisiologiche, infatti Wells molto spesso non ne descrive l'aspetto fisico, ma quello del vestiario, le caratteristiche comportamentali ed emotive, spingendo il lettore sulla comprensione psicologica del personaggio. Un'altra caratteristica presente in buona parte dei racconti, è quella di attribuire i nomi ai personaggi secondari o marginali, omettendo quelli dei protagonisti.

Il Bacillo Rubato

In questo breve racconto, i personaggi principali sono fondamentalmente tre. Il Batteriologo, L'anarchico e la moglie dello scienziato, Minnie, l'unica figura principale alla quale Wells da un nome, mentre l'anarchico rimane l'unico personaggio a cui viene dato un aspetto fisico, e il batteriologo, l'unico dei quali viene descritto il vestiario. Una particolarità di questo racconto, è dato dal soffermarsi da parte dello scrittore su un gruppo di sfaccendati e di vetturini di piazza, radunati sotto una pensilina in Haverstock Hill, che vedono sfrecciare le carrozze con a bordo i tre protagonisti, questa particolarità è data dal fatto che per tutte e tre le carrozze, il gruppetto identifica i cocchieri, svelando al lettore i nomi. La combinazione dei nomi dei vetturini, e quelli di alcuni personaggi presenti nel gruppo di spettatori, portando per un attimo le figure in secondo piano al centro della scena.

Illustrazione dell'attentato al Café Terminus il 26 febbraio 1894
Il Batteriologo

Come detto in precedenza Wells non descrive il personaggio sotto l'aspetto fisico, ma ci aiuta a capire una parte del suo profilo psicologico, infatti l'attenzione incostante ma intensa del visitatore, legata con il suo morboso e febbrile interesse per le devastanti conseguenze di un uso improprio del bacillo, creano nel batteriologo una sorta di interesse, avendo sempre trattato con le flemmatiche riflessioni dei ricercatori scientifici con i quali aveva generalmente rapporti, discutendo quell'argomento sul piano morale, non scientifico, e spingendolo a violare la sua etica professionale, facendo credere, al visitatore, di avere un bacillo vivente in un'ampolla dove in realtà è contenuto un suo preparato. Oltre all'aspetto psicologico, Wells ne descrive il vestiario, soffermandosi su alcuni particolari, le pantofole in punto croce e la giacca in velluto a coste.

L'Anarchico

Antagonista per definizione, rappresenta il personaggio che si oppone al protagonista del racconto e alla società londinese dell'Epoca Vittoriana, tentando attraverso il furto dell'ampolla, di decimarne la popolazione.

Wells non fornisce alcun dettaglio né alcuna descrizione sui motivi che spingono l'anarchico al folle gesto. L'espressione «Vive L'anarchie» usata dall'anarchico poco dopo aver ingoiato le poche gocce rimaste nell'ampolla, credendo si trattasse del bacillo del colera, ricordano le stesse pronunciate da Émile Henry poco prima della morte,[51][52] avvenuta per ghigliottinamento il 21 maggio 1894[52][53], un mese esatto prima dell'uscita sul Pall Mall Gazette del breve racconto.

L'espressione usata da Émile Henry, ricorda inoltre quella di un altro anarchico citato nel breve racconto di Wells, Ravachol, autore di diversi attacchi dinamitardi, anch'egli ghigliottinato pubblicamente a Montbrison l'11 luglio 1892[54][55].

Durante il racconto Wells ci fornisce alcune caratteristiche fisiche del personaggio, come l'espressione e il colorito smorto, ripetuto più volte durante la sua visita dal batteriologo, quasi a sottolineare al lettore l'importanza di questa caratteristica, i capelli neri, lunghi e lisci e gli occhi grigi e profondi. Anche l'eccitazione e i modi nervosi del personaggio sono sottolineati dallo scrittore.

Minnie

Moglie dello scienziato, l'unica caratteristica che lo scrittore mostra, è la preoccupazione della donna di vedere il marito uscire di casa in pantofole, senza cappello e senza soprabito, cosa che la spinge a inseguirlo in carrozza con gli effetti personali del marito, l'inseguimento viene definito dallo scrittore un dovere della donna.

Fioritura di una strana orchidea

Ambientazione geografica[modifica | modifica sorgente]

  • Il Bacillo Rubato: Il primo racconto di Wells è ambientato a Londra, più precisamente in una traversa di Havelock Crescent,[56] dove si trova la casa-laboratorio del batteriologo. Sebbene attraverso la descrizione della fuga dell'anarchico riusciamo a ricostruire con buona precisione il percorso svolto dai personaggi, il punto di partenza rimane dubbio, poiché non esiste, né esisteva[57] una Havelock Crescent né a Londra, né nei dintorni di Haverstock Hill, il secondo punto di passaggio.

Fatti di cronaca nei racconti[modifica | modifica sorgente]

Gli scritti di Wells, sebbene in chiave romanzata, trattano fatti quotidiani del tempo, infatti spesso gli argomenti sono legati a fatti o scoperte avvenute qualche anno prima della pubblicazione.

Nel primo racconto, lo scrittore narra della potenziale minaccia di un eventuale contaminazione del sistema idrico londinese per via del bacillus del colera, il batterio Gram-negativo a forma di virgola, il Vibrio cholerae, identificato per la prima volta nel 1854 dall'anatomista italiano Filippo Pacini e studiato dettagliatamente nel 1884 dal medico tedesco Robert Koch.[58]

L'idea della diffusione attraverso il sistema idrico, ricorda gli avvenimenti del 1854 a Soho, dove il medico John Snow, ipotizzò la sua diffusione a causa di una pompa di distribuzione dell'acqua. Durante la sua ricerca delle cause dell'epidemia, utilizzò una piantina di Londra con la diffusione dei casi nei diversi periodi. Questo metodo gli permise di notare che i casi si concentravano attorno ad una pompa dell'acqua nel distretto di Soho. Bloccando il funzionamento della pompa riuscì a fermare il diffondersi della malattia.[59][60][61] Le ricerche successive dimostrarono che le sue ipotesi sulla trasmissione del colera erano corrette. Nel 1883 Robert Koch dimostrò l'ipotesi batteriologica e nel 1890 John Simon, allora ministro della sanità, riconobbe l'apporto fondamentale di Snow.

Un'altra possibile fonte di ispirazione dello scrittore fu la morte di Pëtr Il'ič Čajkovskij a San Pietroburgo Il 6 novembre del 1893, nove giorni dopo la prima esecuzione della sua Sesta Sinfonia, la Patetica, all'età di 53 anni. La causa ufficiale della morte fu attribuita al colera, che con ogni probabilità avrebbe contratto bevendo acqua contaminata pochi giorni prima.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

William Thomas Stead (1849-1912) alla guida del Pall Mall Gazette negli anni di pubblicazione dei racconti.

Già nel 1893 Wells cominciò a pubblicare circa 30 articoli, principalmente sul Pall Mall Gazette e ben presto molti redattori si proposero al futuro scrittore per offrigli un ampio spazio per la rassegna di libri e per la critica. L'anno seguente, il direttore del Pall Mall Budget Lewis Hind, suggerì a Wells di utilizzare le sue conoscenze scientifiche per scrivere dei racconti, per le quali avrebbe ricevuto un compenso di 5 ghinee per ogni storia pubblicata[62].

Un'altra grande occasione si presentò allo scrittore quando il direttore del National Observer, Ernest Henley, lo contattò per una serie di articoli e quando lo stesso direttore, passato al New Review, chiese a Wells di revisionare la sua idea sui Viaggi nel tempo, persuadendo William Heineman a pubblicarne la storia su un libro[62][63], quella che nel 1895 sarebbe diventata la prima edizione de La macchia del tempo.

Secondo Ferdinando Ferrara[5] nella prefazione del libro Avventure di fantascienza del 1966, il grande successo letterario delle opere di Wells emerge per il grande pubblico nel 1895 con la pubblicazione di tre volumi:[3]

  • La macchina del tempo detta una fantasia
  • La visita meravigliosa detta un'avventura fantastica
  • Il bacillo rubato e altri casi detta una raccolta di racconti fantascientifici

Fino a prima di quest'anno, che segna la nascita dello scrittore e di alcuni dei suoi romanzi più famosi e importanti, Wells si era limitato a pochi lavori insignificanti di carattere didattico o sperimentale. Questo enorme successo è tangibile anche dalle annotazioni sul registro delle entrate che lo scrittore aggiorna minuziosamente.

Nel arco di un solo anno l'ascesa diventa sempre più rapida, i diritti dell'autore entro il 1896 gli frutteranno 50.000 £, fino ad arrivare ad un massimo di 60.000 £ nel 1932 con la pubblicazione del libro The Outline of History del 1919.

Wells trova subito nella critica e presso il pubblico una forte accoglienza generata da un forte entusiasmo, ad esempio il direttore del celebre Pall Mall Gazette, William Thomas Stead lo elogia scrivendo di lui: «Wells è un genio»[64], anche altri periodici cominciarono a pubblicare articoli sullo scrittore, come il Review of Reviews che nel marzo 1895 scriverà «H. G. Wells is a man of genius.»[62]. Altri due maestri del romanzo tardo vittoriano si apprestano a offrire la loro ammirazione e la loro amicizia allo scrittore, Joseph Conrad e James Joyce[3][65].

Trasposizione cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Il sorprendente caso della vista di Davidson ha ispirato il quarto racconto della miniserie tv I mondi infiniti di H.G. Wells (The Infinite Worlds of H. G. Wells, 2001) diretto da Robert Young.[66]

Il bacillo rubato ha ispirato il sesto racconto della miniserie tv I mondi infiniti di H.G. Wells (The Infinite Worlds of H. G. Wells, 2001) diretto da Robert Young.[67]

Trasposizione artistica[modifica | modifica sorgente]

Fioritura di una strana orchidea ha ispirato una tavola dell'artista Tatsuya Morino nella sua interpretazione sui grandi mostri della letteratura gotica. Una serie di illustrazioni in bianco e nero in omaggio ai mostri più conosciuti della letteratura.

Le opere sono riassunte nel libro Kaibutsu Gensō Gashū (怪物幻想画集。.) pubblicato nel 1999[68][69]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

In inglese[modifica | modifica sorgente]

[30][31][70][71]

  • Herbert George Wells, The Stolen Bacillus and Other Incidents, I ed., Methuen & Co., 1895.[72]
  • Herbert George Wells, Thirty Strange Stories, I ed., Edward Arnold, 1897.[73][74]
  • Herbert George Wells, The stolen Bacillus and Other Incidents, I ed., Macmillan and Co., 1904.[75][76]
  • Herbert George Wells, The Country of the Blind and Other Stories, I ed., Thomas Nelson and Sons, 1911.[77][78]
  • Herbert George Wells, Collected short story, I ed., Odhams Press Limited, 1921.
  • Herbert George Wells, Tales of Life and Adventure, I ed. Collection books n°33, Wlliam Collins & sons, 1923.[79][80]
  • Herbert George Wells, The Stolen Bacillus and Other Stories, I ed. Little Blue Book n°927, Haldeman-Julius, 21 dicembre 1925.[81]
  • Herbert George Wells, The Short Stories of H. G. Wells, I ed., Ernest Benn, 1927.[82][83]
  • Herbert George Wells, The Famous Short Stories of H. G. Wells, I ed., Doubleday, Doran, 1937.
  • Herbert George Wells, 28 Science Fiction Stories of H.G. Wells, I ed., Doubleday, Doran, 1952.
  • Herbert George Wells, Selected Short Stories, I ed., Penguin Books, 1958.
  • Herbert George Wells, The Best of Sci-Fi 3, I ed., Mayflower-Dell, 1964.
  • Herbert George Wells, The Complete Short Stories of H. G. Wells, I ed., St Martin's Press, 1974, ISBN 978-0-510-40301-0.
  • Herbert George Wells, The Collector's Book of Science Fiction by H. G. Wells, I° ed., Castle Books, gennaio 1979, ISBN 0-89009-208-7.
  • Herbert George Wells, The Complete Short Stories of H. G. Wells, II° ed., St. Martin's Press, 1987, ISBN 978-0-312-15855-2.[84][85]
  • Herbert George Wells in John Hammond (a cura di), The Complete Short Stories of H.G. Wells, I ed., Joseph Malaby Dent & son, agosto 1998, ISBN 978-0-460-87964-4.[86][87]
  • Herbert George Wells, The Stolen Bacillus and Other Incident, I ed., Echo Library, gennaio 2006, ISBN 978-1-84637-515-6.

The Flowering of the Strange Orchid[88] è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, Amazing Stories, I ed., : Experimenter Publishing Co., marzo 1928.
  • Herbert George Wells, The Valley of Spiders, I ed., Fontana, 1964.
  • Herbert George Wells, The Inexperienced Ghost and Nine Other Stories, I ed., Bantam Pathfinder, 1965.
  • Herbert George Wells, The Second Armada Ghost Book, I ed., Armada, 1966.
  • Herbert George Wells, Shapes of the Supernatural, I ed., : Doubleday, 1969.
  • Herbert George Wells, Roots of Evil: Beyond the Secret Life of Plants, I ed., Corgi, 1976.

In the Avu Observatory[89] è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, War of the Worlds, the Time Machine and Selected Short Stories, I ed., Platt and Munk, 1963.
  • Herbert George Wells, Beware the Beasts, I ed., Macfadden-Bartell, 1970, #343.
  • Herbert George Wells, Monsters Monsters Monsters, I ed., Franklin Watts, ottobre 1975, ISBN 978-0-531-02846-9.
  • Herbert George Wells, Masterpieces of Terror and the Unknown, Marvin Kaye, I ed. Aegostod, GuildAmerica Books / SFBC, 1992, ISBN 978-1-56865-043-2.

A Deal in Ostriches[90] è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, The Country of the Blind and Other Stories, I ed. Aegostod, Longmans, Green and Co., 1947.[91]

Through a Window[92] è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, The Cone, I ed., Fontana Books, 1965.[93]

In italiano[modifica | modifica sorgente]

[31]

Copertina della prima pubblicazione in Italia de Il bacillo rubato e altri casi con il titolo Novelle straordinarie, Fratelli Treves Editori, 1906, Milano

Fioritura di una strana orchidea è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, Le radici del male, Traduzione di Alex Voglino, I ed. Robot 36, Armenia Editore, marzo 1979.[98]

Il trionfo di un tassidermista è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, I predoni del mare, Traduzione di Gianni d'Arezzo, I ed. collana : Collezione di Romanzi Fantastici, Vallardi, 1905.[99]
  • Herbert George Wells, I predoni del mare, Traduzione di Gianni d'Arezzo, I ed. collana : Narratori moderni, La Nuova Italia Editrice, 1929.[100]
  • Herbert George Wells, Il meglio di H. G. Wells, Traduzione di Raffaella Lotteri e Orsola Nemi, I ed. collana : Il meglio, Longanesi & C., ottobre 1955.[101]

Una compravendita di struzzi è stato pubblicato anche in:

  • Herbert George Wells, Inverno Giallo 1975-76, Traduzione di Marcella della Torre, I ed. collana : Ellery Queen presenta supplemento al giallo n. 1392, Arnoldo Mondadori Editore, 1975.[102][103]
  • Herbert George Wells, Il gatto di miss Pasley. [Dodici racconti gialli con animali], Traduzione di Marcella della Torre, I ed. collana : La memoria, Sellerio Editore, giugno 2001, ISBN 88-389-1689-6.[104]

Edizioni in francese[modifica | modifica sorgente]

L'Étrange orchidée è stata pubblicata su[71]:

Le Triomphe d'un taxidermiste è stato pubblicato anche su:

  • Herbert George Wells, Les Pirates de la Mer: et autres nouvelles, Traduzione di Henry D. Davray, I ed., Société dv Mercvre de France, 1896.[107][108]

Edizioni in spagnolo[modifica | modifica sorgente]

  • Herbert George Wells, El bacilo robado y otros incidentes - Cuentos del espacio y del tiempo, Traduzione di Rafael Santevás, I ed. Volume 38 di Avatares (Valdemar), Valdemar, marzo 2000, ISBN 978-84-7702-306-7.[109][110]

Edizioni in tedesco[modifica | modifica sorgente]

[111]

  • Herbert George Wells, Der gestohlene Bazillus und andere Geschichten, Traduzione di Gertrud J. Klett, I ed., Hoffmann, 1910.[112][113]
  • Herbert George Wells, Der gestohlene Bazillus und acht andere Erzählungen, Traduzione di Ursula Spinner, I ed., Diogenes, 1969.[114]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) C.D. Merriman for Jalic Inc., Biography of H.G.Wells, 2007. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  2. ^ H. G. Wells. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  3. ^ a b c d e Paolo Morini, Oculus Enoch-Notiziario dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta-Numero 31 settembre-ottobre 2011. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  4. ^ a b (EN) Ann Mozley, Australian Dictionary of Biography - Thomas Henry Huxley (1825-1895). URL consultato il 14 febbraio 2013.
  5. ^ a b Fernando Ferrara, Presentazione in Avventure di fantascienza, 4ª ed., Milano, Mursia [1966], 2011, p. 619.
  6. ^ (ES) Wells, H. G. Biografia, libros, citas y guia de cine. URL consultato il 27 novembre 2012.
  7. ^ (EN) H. G. Wells. URL consultato il 27 novembre 2012.
  8. ^ a b Manuele Bellini, 14 in L'Orrore nelle arti. Prospettive estetiche sull’immaginazione del limite, ScriptaWeb, ISBN 978-88-89543-66-5. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  9. ^ Riccardo Valla, Le Origini Della Fantascienza (Prima parte). URL consultato il 13 febbraio 2013.
  10. ^ (EN) John Clute, David Langford e Peter Nicholls (a cura di), Jules Verne in The Encyclopedia of Science Fiction, III edizione online, 2011-2014. Ultimo accesso 25 maggio 2012
  11. ^ Bernard Bergonzi, The early H. G. Wells. A study of the scientiftc romances, Manchester, Manchester University Press, 1961.
  12. ^ Mark R. Hillegas, The Future as Nightmare. H.G. Wells and the Anti-Utopians, New York, Oxford University Press, 1967.
  13. ^ a b Gianni Montanari, Ieri, il futuro. Origini e sviluppo della Fantascienza inglese, Milano, Editrice Nord, 1977.
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  22. ^ (EN) H.G. Wells, The stolen bacillus and other incidents - free classice books (PDF), p. 7. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  23. ^ (EN) H.G. Wells, The stolen bacillus and other incidents - On openlibrary.org, p. 5. URL consultato il 13 febbraio 2012.
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  34. ^ (EN) Burt Franklin, A Bibliography of the works of H.G.Wells 1887-1925 part one: Books and Pamhplets, New York N.Y., Franklin Burt, 1922, p. 6, ISBN 978-0-8337-5190-4. URL consultato il 17 febbraio 2012.
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  37. ^ Fabrizio Foni, Alla fiera dei mostri: racconti pulp, orrori e arcane fantasticherie nelle riviste italiane, 1899-1932, Tunué, 2007, ISBN 978-88-89613-20-7. URL consultato il 15 febbraio 2013.
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