Vaporwave

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Vaporwave
Origini stilistiche Synth pop, Smooth jazz,

New age, Ambient, Musica elettronica

Origini culturali 2010, cybercultura,

Punk[1]

Strumenti tipici computer, campionatore, Audacity, Ableton Live
Popolarità molto bassa[2]
Categorie correlate

Gruppi musicali vaporwave · Musicisti vaporwave · Album vaporwave · EP vaporwave · Singoli vaporwave · Album video vaporwave

La vaporwave è un genere musicale, nonché corrente estetica, nata intorno al 2010, proveniente da alcuni sottogeneri della musica dance indipendente, come chillwave, bounce house e seapunk. Il genere è stato interpretato come una critica e una parodia della società consumistica, della cultura anni ottanta e novanta e della musica new age mentre, al contempo, conserva un senso di fascino e nostalgia verso l'estetica (soprattutto digitale, ma anche rispetto le pubblicità) di quegli anni.

Stile e origine[modifica | modifica wikitesto]

Musicalmente, la vaporwave è caratterizzata dall'uso massiccio di campionamenti di musica lounge, smooth jazz, pop anni ottanta, adult contemporary music e synth pop.[3] Spesso i campioni vengono rallentati o pesantemente effettati in maniera simile al "chopped & screwed".[3][4] Il genere ha guadagnato popolarità grazie a social network come Bandcamp, Tumblr, Soundcloud e 4chan. Gli album Far Side Virtual (2011) di James Ferraro e Eccojams Vol. 1 (2010) di Chuck Person sono considerati i capostipiti del movimento,[5][6][7] mentre l'album 新しい日の誕生 dei 2814 viene citato da molti come il capolavoro del genere.[7] L'immaginario associato alla cultura vaporwave è eterogeneo, ma presenta stereotipi comuni e ricorrenti che rendono lo stile facilmente riconoscibile. Nell'arte vaporwave è largamente utilizzata la tecnica del Collage per realizzare immagini, video e gif. E' caratteristico l'uso del viola e del fucsia, richiami alla tecnologia di fine anni '90 e inizio 2000, statue greche, palme, Pixel art, droghe, tramonti e molti riferimenti alla cultura giapponese di fine millennio.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La vaporwave è stata interpretata come una critica distopica al capitalismo.[8] Il genere è stato definito "ironico, satirico e fortemente accelerazionista (sic)" da Adam Harper di Dummy Magazine che sostiene che il termine "vaporwave" sia reminescente di un passaggio del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx che dice che "tutti i solidi si sciolgono nell'aria".[9] L'artista Vektroid ha descritto il suo album 札幌コンテンポラリー come "un breve scorcio sulle nuove possibilità di comunicazione internazionale" e "una parodia dell'ipercontestualizzazione americana dell'e-Asia".[10]

Altri lo vedono come la risposta dell'era digitale al punk. Liz, cofondatore del sito SPF420, ha spiegato in una intervista per la rivista Dummy:

« La vaporwave, a mio parere, è il nostro attuale 'punk'. I ribelli digitali. Quelli che 'rubano' musica altrui, solo per manipolarla un po'. Questo è fottutamente punk ... i gruppi punk sapevano suonare solo power chords. È brillante. La vaporwave non è pigra, e nemmeno punk, penso che questi due generi di musica siano paralleli: brani brevi con messaggi molto letterali, realizzati con un intento minimale (per la maggior parte).[11] »

Sottogeneri[modifica | modifica wikitesto]

Esistono numerosi sottogeneri della Vaporwave che si differenziano l'un l'altro per sonorità, atmosfere e contaminazioni di altri generi. Conservano nonostante ciò un'estetica che si rifà all'idea più ampia di "Vaporwave Art", seppur con propri stili e rielaborazioni.

  • Vaportrap
  • Cloud Rap
  • Future Funk
  • Future Disco
  • Dreamwave
  • Vapordelic
  • Vapornoise

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.electronicbeats.net/vol-8-5-the-year-in-vaporwave/
  2. ^ (EN) From charred death to deep filthstep: the 1,264 genres that make modern music, theguardian.com. URL consultato il 16 giugno 2016.
  3. ^ a b Galil, Leor, Vaporwave and the observer effect, Chicago Reader, 19 febbraio 2013. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  4. ^ Lhooq, Michelle, Is Vaporwave The Next Seapunk?, Vice, 27 dicembre 2013. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  5. ^ Blanning, Lisa, James Ferraro - Cold, Pitchfork, 5 aprile 2013. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  6. ^ Bowe, Miles, Q&A: James Ferraro On NYC’s Hidden Darkness, Musical Sincerity, And Being Called “The God Of Vaporwave”, Stereogum, 13 ottobre 2013. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  7. ^ a b Romagnoli, Federico, 2814 - Atarashii ni~tsu no tanjou, Ondarock, 22 dicembre 2015. URL consultato il 30 luglio 2016.
  8. ^ Gatekeeper by Exo. Rovi Corporation. Retrieved 2014-04-10.
  9. ^ Harper, Adam, Comment: Vaporwave and the pop-art of the virtual plaza, Dummy, 7 dicembre 2012. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  10. ^ 情報デスクVIRTUAL - 幌コンテンポラリー, Tiny Mix Tapes. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  11. ^ Russell Thomas, Next: New Generation, su Dummy. URL consultato il 23 luglio 2014.

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