Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano

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Coordinate: 43°02′06″N 9°48′57.6″E / 43.035°N 9.816°E43.035; 9.816

Parco nazionale Arcipelago Toscano
Tipo di area Parco nazionale
Codice WDPA 32674
Codice EUAP EUAP0010
Class. internaz. IUCN category II - AMP - ZPS
Stati Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Province Grosseto Grosseto,Livorno Livorno
Superficie a terra 16.856,00[1] ha
Superficie a mare 56.766,00[1] ha
Provvedimenti istitutivi L 305 del 28/08/89, DD.MM. 21/07/89 e 29/08/90, DPR 22/07/1996
Gestore Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Sito istituzionale

Il Parco nazionale Arcipelago Toscano è stato istituito nel 1996 ed è situato al largo della Toscana.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il parco ha una superficie di 16.856,00 ettari a terra e 56.766,00 a mare[1] ed è composto da:

Isola del Giglio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Isola del Giglio.

L'isola del Giglio, composta di coste rocciose con falesie di elevato valore naturalistico, oltre a far parte del Parco nazionale, è un'area protetta sia come sito di interesse regionale (SIR) che come zona di protezione speciale (ZPS), ed è inoltre stata proposta come sito di importanza comunitaria (pSIC).

Geomorfologia[modifica | modifica wikitesto]

Come tipologia ambientale prevalente, l'Isola è prevalentemente granitica, dalla copertura vegetale eterogenea, prevalgono formazioni più o meno evolute di macchia mediterranea e dei suoi stadi di degradazione (garighe e prati annui), a causa degli incendi. Superfici significative sono occupate da impianti di pini e da arbusteti di ricolonizzazione su aree agricole abbandonate. Larga presenza di terrazzamenti.

SIR[modifica | modifica wikitesto]

I principali elementi di criticità interni al SIR sono[2]:

  • Il turismo estivo di massa condiziona l'assetto paesaggistico e vegetazionale dell'isola, comportando elevati livelli di antropizzazione.
  • Notevole presenza di viabilità, nella porzione settentrionale dell'isola, con traffico molto elevato nei mesi estivi.
  • Forte disturbo antropico, nei mesi estivi, sull'intero sviluppo costiero.
  • Frequenti incendi.
  • Abbandono delle forme tradizionali di uso del suolo e conseguente riduzione dell'eterogeneità ambientale.
  • Incremento della popolazione nidificante di gabbiano reale (Larus cachinnans).
  • Presenza di predatori terrestri introdotti dall'uomo (cani, gatti, ratti).
  • Diffusione di specie vegetali e animali alloctone.

I principali elementi di criticità esterni al sito sono [2]:

  • Presenza di cospicui insediamenti turistici (in espansione) in alcuni tratti costieri, con forte artificializzazione delle aree con costa sabbiosa.
  • Discariche costiere che favoriscono l'aumento del gabbiano reale.
  • Impatto diretto e indiretto della pesca sugli uccelli marini.

Le principali misure di cinoservazione da adottare sono [2]:

  1. Conservazione degli endemismi esclusivi di flora e fauna (EE).
  2. Mantenimento/recupero degli habitat prioritari (praterie) e delle specie floristiche rare (EE).
  3. Mantenimento degli elevati livelli di naturalità nelle zone meno antropizzate (EE).
  4. Tutela del gabbiano corso (EE).
  5. Mantenimento/incremento dei livelli di diversità ambientale, favorendo la presenza dei diversi stadi delle successioni vegetazionali e la permanenza di zone agricole (E).
  6. Eradicazione/controllo delle specie alloctone invasive (M).

Indicazioni per le misure di conservazione [2]:

  • Verifica e limitazione degli ulteriori programmi di sviluppo d'insediamenti turistici, viabilità, ecc., con particolare attenzione per la tutela delle aree meno antropizzate, della fascia costiera e degli endemismi (EE).
  • Analisi dell'impatto della pesca sugli uccelli marini e adozione delle eventuali misure necessarie (EE).
  • Monitoraggio della localizzazione delle colonie di Larus audouinii e adozione delle eventuali misure di conservazione ritenute necessarie (divieto di sbarco, divieto di ancoraggio nelle aree prossime alla colonia, specifiche azioni di sensibilizzazione) (EE).
  • Incentivazione/promozione delle attività agricole a basso impatto, verificando, in particolare, la possibilità di ripristinare attività zootecniche che consentano il mantenimento di praterie e garighe (E).
  • Poiché alcune delle principali cause di degrado/disturbo dipendono da pressioni ambientali originate nel contesto esterno al sito, per queste dovrà essere opportunamente applicato lo strumento della valutazione di incidenza (E).
  • Tutela delle formazioni vegetazionali più evolute, in particolare dei boschi di latifoglie e di sclerofille, e avviamento di interventi di gestione (anche mediante misure contrattuali) finalizzati a incrementarne i livelli di maturità (E).
  • Attivazione di azioni di eradicazione/controllo delle specie vegetali esotiche invasive (in particolare la robinia) e controllo della presenza di cani e gatti inselvatichiti (E).
  • Tutela dei residui lembi di costa sabbiosa con presenza di vegetazione psammofila (M).
  • Attivazione di un piano complessivo per la limitazione del gabbiano reale (Larus cachinnans) (M).

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio Marina, Rio nell'Elba; Capraia Isola; Grosseto; Isola del Giglio; Livorno

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di tipo mediterraneo ed isolano sono i fattori principali che influenzano la vegetazione dell'Arcipelago Toscano. In quest'area sono massicciamente presenti piante di sempreverdi e piante con foglie molto piccoli come le ginestre. Nell'ambiente dell'arcipelago si possono ritrovare grandi foreste di leccio di cui oggi sopravvivono solo pochi boschi cedui e boschi di castagno. La formazione vegetale oggi più diffusa nel parco è la macchia mediterranea: il corbezzolo, il lentisco, il ginepro fenicio, il mirto, le eriche, il rosmarino, la lavanda, le ginestre e i cisti.

Isola del Giglio[modifica | modifica wikitesto]

Nel sito dell'Isola del Giglio, la flora prevalentemente silicicola abbastanza ricca, con specie rare ed endemiche tirreniche. Tra le altre tipologie ambientali rilevanti ci sono le aree agricole (in prevalenza vigneti), i boschi di sclerofille e, nelle esposizioni più fresche, di latifoglie, le coste rocciose, le coste sabbiose, i piccoli centri storici e gli insediamenti turistici.

Tra le specie vegetali presenti: il cavolo prostrato (Brassica procumbens), specie a distribuzione nord-africana e sud-europea, presente in Europa in due località (Corsica e Isola del Giglio), probabilmente le stazioni europee sono di origine avventizia; la Gagea granatellii, specie rara, segnalata all'Elba (M. Capanne), Pianosa e Giglio. Sono inoltre da segnalare popolamenti floristici delle coste rocciose con specie endemiche o di elevato interesse conservazionistico.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Presenza di martore e conigli selvatici. Ricca l'avifauna: vari uccelli migratori, tra cui berte e gabbiani corsi, questi ultimi anche simbolo del parco. Tra rettili e anfibi: il venturone, il geco tirrenico, la raganella tirrenica, il discoglosso sardo e il sordone.

Isola del Giglio[modifica | modifica wikitesto]

Nel SIR dell'Isola del Giglio è da segnalare la presenza del raro chirottero Tadarida teniotis.

Presenza di specie rare ornitiche nidificanti marine, legate ad habitat rocciosi ed alle garighe mediterranee; importante per la sosta degli uccelli migratori. Tra esse: la magnanina sarda (Sylvia sarda) segnalata recentemente come nidificante; la sterpazzola di Sardegna (Sylvia conspicillata), segnalata recentemente come nidificante. Presenza di forme endemiche, esclusive del Giglio o dell'Arcipelago Toscano, e di numerosi altri elementi d'interesse biogeografico (ad esempio, di forme sardo-corse). Consistenti popolazioni nidificanti di specie minacciate di uccelli, legate ai complessi mosaici ambientali e ai paesaggi agricoli tradizionali.

Presenza fra i rettili del Phyllodactylus europeus, appartenente ad un genere per il resto a distribuzione tropicale e tra gli anfibi, del Discoglossus sardus, specie endemiche dell'area tirrenica.

Numerose le specie di invertebrati endemici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ a b c d Pietro Giovacchini e Paolo Stefanini, La Protezione della Natura in Toscana: SIR e Fauna di interesse conservazionistico nella Provincia di Grosseto, "I quaderni delle Aree Protette", Vol. 3, cit. in maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it. (URL consultato il 29 aprile 2010)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Selvi, Paolo Stefanini, Biotopi naturali e aree protette nella Provincia di Grosseto: componenti floristiche e ambienti vegetazionali, "I quaderni delle Aree Protette", Vol. 1, cit. in maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it. (fonte)
  • Paola Muscari, Maria Pia Cunico, Arcipelago nascosto. Giardini, aranceti, carceri, torri e fortezze delle isole dell'Arcipelago toscano, Firenze, Olschki, 2012 ISBN 978-88-222-6204-2

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]