Lilium bulbiferum

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Giglio rosso
0 Lilium bulbiferum - Samoëns (1).JPG
Lilium bulbiferum
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Sottofamiglia Lilioideae
Tribù Lilieae
Genere Lilium
Specie L. bulbiferum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Genere Lilium
Specie L. bulbiferum
Nomenclatura binomiale
Lilium bulbiferum
Sinonimi

Lilium croceum

Il giglio rosso o giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum L.) è una pianta della famiglia delle Liliacee[1]. Il nome comune fa riferimento al fatto che la specie tendenzialmente mostra un apice della fioritura verso fine giugno, periodo nel quale cade la ricorrenza di San Giovanni (24 giugno).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta perenne, alta 30–90 cm, con fusto eretto, robusto, foglioso fino in alto; foglie basali e cauline sparse, lineari lungamente acuminate; fiori (1-6) in ombrella compatta, rivolti verso l'alto; petali (6) da ellittici a largamente obovati, giallo-aranciati, con punteggiature più scure in rilievo.

Fiorisce da maggio a luglio. Presenta dense infiorescenze erette di colore giallo-arancio punteggiato di marrone, su steli di circa 1 metro di altezza. Si moltiplica facilmente con i bulbilli prodotti sullo stelo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie è è diffusa in Europa centrale e meridionale[1] Cresce spontanea sui pendii erbosi ed assolati dei monti italiani; si trova nelle radure, ai margini dei boschi e nei pascoli subalpini ed appenninici[2] da 100 a 1800 m.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti due sottospecie: Lilium bulbiferumsubsp. croceum (Chaix) Jan e Lilium bulbiferum subsp. bulbiferum; la prima è presente in tutte le Regioni con l'eccezione di Sicilia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia mentre la sottospecie nominale è presente solamente in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Le due sottospecie si distinguono agevolmente dato che la sottospecie bulbiferum (come indica l'epiteto stesso) reca all'ascella delle foglie superiori dei bulbilli che utilizza come sistema di propagazione vegetativa.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Lilium bulbiferum, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  2. ^ Lilium croceum o bulbiferum, su Ambiente. URL consultato il 18 luglio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Galetti, Abruzzo in fiore, Edizioni Menabò - Cooperativa Majambiente, 2008.

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