Mirko Filipović

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mirko Filipović
MirkoFilipovic.png
Nazionalità Croazia Croazia
Altezza 185 cm
Peso 105 kg
Arti marziali miste MMA pictogram.svg
Specialità Kickboxing
Squadra Croazia Cro Cop Squad Gym
Stati Uniti Tigar Gym
Paesi Bassi Vos Gym
Carriera
Soprannome Cro Cop
Combatte da Croazia Zagabria, Croazia
Vittorie 31
per knockout 23
per sottomissione 5
Sconfitte 11
Pareggi 2
 

Mirko Filipović (Privlaka, 10 settembre 1974), detto Cro Cop, è un kickboxer, lottatore di arti marziali miste ed ex ufficiale di polizia croato.

Filipović è stato membro del parlamento croato dal 2003 al 2007.

Il suo soprannome, abbreviazione di "Croatian Cop" ("poliziotto croato" in lingua inglese), viene dalla sua partecipazione all'unità antiterrorismo Lučko.

Filipović ha avuto successo sia nel kickboxing K-1, sia nel Pride Fighting Championships, all'epoca la più importante federazione di arti marziali miste del mondo. Il 10 settembre 2006 ha vinto il Pride 2006 Open Weight Grand Prix e nel 2007 ha iniziato a lottare nell'UFC, interrompendo la propria carriera nelle MMA dal 2011 al 2013 per tornare a combattere nel K-1, dove vinse il K-1 World Grand Prix 2012. È stato anche campione di MMA nella promozione Inoki Genome Federation tra il 2014 ed il 2015, e dal 2015 è tornato a combattere in UFC.

Cro Cop è famoso per il suo calcio alla testa sinistro. Per descriverlo è famosa la sua citazione "Right leg, hospital; left leg, cemetery"[1] (calcio destro: all'ospedale; calcio sinistro: al cimitero).

È stato dal 2014 fino al 2015 sotto contratto con la promozione singaporiana di kickboxing Glory

Carriera nella Kickboxing[modifica | modifica wikitesto]

Un appassionato di arti marziali fin dalla gioventù, Mirko Filipović ha un passato da pugile dilettante con un record di 40 vittorie (31 KO) e 5 sconfitte; prese parte anche ai Giochi del Mediterraneo di Bari 1997 dove arrivò terzo dietro al vincitore Paolo Vidoz, ed ottenne un argento ai campionati mondiali militari del 1998.

Nel 1996 diventa un kickboxer professionista ed esordisce nel prestigioso torneo giapponese K-1 che radunava i migliori kickboxer del mondo: nel primo incontro si qualificò al K-1 World Grand Prix 1996 sconfiggendo ai punti il fuoriclasse Jérôme Le Banner, un pluricampione ISKA e finalista del K-1 World Grand Prix 1995. Nella fase finale Filipović venne subito sconfitto ai quarti di finale da un altro grande campione in Ernesto Hoost.

Nel 1999 mise KO prima il sudafricano Jan Nortje e poi l'inglese Ricky Nickolson, raggiungendo la semifinale del torneo K-1 Braves '99, dove però dovette arrendersi contro il karateka Xhavit Bajrami, il quale poi vinse il torneo.

Lo stesso anno prese parte al K-1 World Grand Prix 1999, dove arrivò in finale superando per KO tecnico nell'ordine l'esperto sudafricano Mike Bernardo, il campione di muay thai Musashi e il campione WAKO Sam Greco, perdendo però la finale per KO contro Ernesto Hoost.

Nel 2000 supera Hiromi Amada e lotta contro la leggenda Andy Hug per il titolo mondiale di muay thai dei pesi supermassimi WKA, venendo sconfitto ai punti. Lo stesso anno ottiene una buona serie di tre vittorie consecutive ed arriva a lottare per il titolo K-1 World Grand Prix 2000, perdendo contro Mike Bernardo. Successivamente perde anche il terzo match della sua carriera contro Ernesto Hoost.

Combatte ancora tra il 2001 ed il 2003 ottenendo sei vittorie contro alcuni kickboxer di rilievo come Peter Aerts, Mark Hunt, Remy Bonjasky e Bob Sapp, e perdendo solamente contro Michael McDonald.

Successivamente lascia la kickboxing per concentrarsi sulle MMA, salvo poi tornare in K-1 nel 2012, dove in un torneo oramai sottodimensionato rispetto ai fasti degli anni 2000 ottiene finalmente la vittoria di un torneo K-1 World Grand Prix: dal momento del suo ritorno alla kickboxing sconfisse nell'ordine Ray Sefo, Loren, Randy Blake, Jarrell Miller, Pavel Zhuravlev in semifinale e Ismael Londt in finale, ospitata per la prima volta a Zagabria.

Nel 2014 torna nell'elite dello sport unendosi al roster dei pesi massimi dell'organizzazione singaporiana Glory, nel frattempo divenuta la promozione numero uno di kickboxing: esordisce in marzo nella sua Zagabria affrontando un altro vecchio talento dello sport in Remy Bonjasky e perdendo per decisione di maggioranza. Vince il successivo incontro negli Stati Uniti contro Jarrell Miller ai punti.

Carriera nelle arti marziali miste[modifica | modifica wikitesto]

Pride Fighting Championships[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 Cro Cop, il quale era ancora considerato uno dei kickboxer più forti del mondo ed era molto popolare in Giappone grazie ai suoi successi nel K-1, prese la decisione di praticare anche le MMA nella prestigiosa Pride allo scopo di affrontare nuove sfide; inoltre si disse insoddisfatto dello stipendio in K-1.

Prima ancora di debuttare in Pride combatté il suo primo incontro nell'evento Andy Hug Memorial, dove sconfisse il wrestler Kazuyuki Fujita. In novembre fece il proprio esordio in Pride con l'evento Pride 17: Championship Chaos dove ottenne un pareggio contro il pro-wrestler Nobuhiko Takada. Nell'evento della notte di San Silvestro l'altro pro-wrestler Yuji Nagata con un calcio alla testa, tecnica che era la signature move di Cro Cop.

Negli anni 2002 e 2003 si assistette all'ascesa di Filipović grazie ad una serie di risultati positivi contro atleti di livello: ottenne infatti un pareggio contro il campione dei pesi medi Wanderlei Silva in un incontro che avrebbe premiato un vincitore solamente tramite una finalizzazione, e poi sconfisse in serie il vincitore di tornei UFC Kazushi Sakuraba, nuovamente Kazuyuki Fujita, l'ex contendente al titolo Heath Herring, il forte striker Igor Vovchanchyn con un calcio alla testa che venne premiato 2003 Knockout of the Year, e il luchador Dos Caras Jr. meglio conosciuto nel mondo WWE come Alberto del Rio. In quel periodo prese anche la decisione di rinunciare totalmente alla kickboxing per concentrarsi sulle MMA.

Arrivò quindi da imbattuto con un record di 7 vittorie e 2 pareggi a lottare per il titolo di categoria contro l'allora campione e numero 1 al mondo Antônio Rodrigo "Minotauro" Nogueira, leggenda dello sport e abile sia nel BJJ chè nella boxe: Cro Cop fece bene con il proprio striking nel primo round, ma durante la ripresa venne portato a terra e sottomesso con una leva al braccio, patendo così la propria prima sconfitta in carriera nelle MMA.

Nel 2004 tornò alla vittoria con due KO consecutivi contro l'ex campione WEC Ron Waterman e contro Yoshihisa Yamamoto. Quell'anno prese parte per la prima volta al prestigioso torneo ad eliminazione Pride Heavyweight Grand Prix, ma già al primo turno venne steso dall'ex campione UFC Kevin Randleman. Il 2014 venne concluso positivamente con cinque vittorie consecutive contro avversari di alto livello: Cro Cop sconfisse Hiromitsu Kanehara, il judoka Shungo Oyama, Alexander Emelianenko, il top fighter ed ex campione UFC Josh Barnett ed infine si vendicò della propria sconfitta contro Kevin Randleman, battendolo per sottomissione.

Nel 2005 si riconfermò come il più forte contendente dei pesi massimi quando sconfisse l'altro ex campione UFC e vincitore del Pride 2000 Openweight Grand Prix Mark Coleman, e così quell'anno fu protagonista dell'attesissima sfida per il titolo contro il campione in carica e numero 1 al mondo Fedor Emelianenko, il quale in precedenza aveva sconfitto Antônio Rodrigo Nogueira ben due volte: in un incontro che venne premiato 2005 Fight of the Year e 2000's Fight of the Decade lo striker croato faticò contro il russo esperto di sambo e alla fine cedette ai punti, venendo così sconfitto per la seconda volta in un incontro valido per il titolo.

Cro Cop terminò il 2005 con la vittoria nel rematch contro Josh Barnett e la controversa sconfitta contro il campione K-1 Mark Hunt. Fu il 2006 l'anno che vide Mirko Filipović finalmente ottenere un premio di prestigio in quanto vinse il Pride Openweight Grand Prix di quell'anno: nel torneo sconfisse in serie il pro-wrestler Ikuhisa "Minowaman" Minowa, il campione olimpico di judo Hidehiko Yoshida, il fuoriclasse dei pesi medi Wanderlei Silva ed in finale s'impose per la terza volta su Josh Barnett.

L'anno successivo si assistette all'acquisto di Pride da parte della Zuffa e la conseguente cessazione dell'attività della promozione, con quasi tutti i top fighter che passarono alla statunitense UFC, Cro Cop compreso.

Ultimate Fighting Championship[modifica | modifica wikitesto]

Cro Cop debuttò negli Stati Uniti nel febbraio del 2007 con una vittoria per KO tecnico su Eddie Sanchez. Grazie a tale successo e con un record in carriera di 22 vittorie e 4 sconfitte Filipović venne promosso immediatamente ad una sfida contro il grappler Gabriel Gonzaga che avrebbe promosso il vincitore con la possibilità di sfidare il campione in carica Randy Couture: Cro Cop a sorpresa venne steso proprio con un calcio alla testa, la sua tecnica preferita, e da quel momento si assistette ad un declino nelle prestazioni da parte dell'atleta croato che aveva alle spalle già più di 50 incontri da professionista tra MMA e kickboxing.

Cro Cop venne sconfitto anche nel match successivo contro Cheick Kongo e dopo tale debacle decise di rescindere il proprio contratto con la promozione del Nord America per poter tornare in Giappone.

Ritorno in Giappone: Dream[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura di Pride nacquero nuove organizzazioni di MMA nel paese del sol levante, tra queste la Dream cercò quanto più possibile di mantenere lo spirito che caratterizzava il precedente colosso dello sport: Cro Cop firmò un contratto proprio con la neonata Dream e debuttò nel 2008 nel primissimo evento Dream.1 Light Weight Grandprix 2008 1st Round con una vittoria per KO su Tatsuya Mizuno.

Lo stesso anno affrontò l'altro forte kickboxer Alistair Overeem in un incontro che terminò in No Contest a causa di ripetute ginocchiate da parte dell'olandese dirette all'inguine di Cro Cop; dopo tale match Mirko sconfisse il gigantesco Choi Hong-man nell'evento di fine anno.

Ritorno in UFC[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 venne confermato il ritorno di Cro Cop nella sempre più prestigiosa UFC.

La seconda avventura nella promozione iniziò positivamente con una vittoria sul campione europeo di grappling Mostapha al-Turk, ma già nel successivo incontro Filipović venne sconfitto dal fuoriclasse Junior dos Santos, il quale era avviato a diventare campione di categoria.

Nel 2010 ottenne due buone vittorie su Anthony Perosh e Pat Barry salvo poi venire sconfitto per KO dall'ex campione Frank Mir.

Il 2011 fu disastroso con due sconfitte per KO consecutive contro gli ex partecipanti a The Ultimate Fighter: Heavyweights Brendan Schaub e Roy Nelson, e dopo la sua decima sconfitta in carriera Cro Cop decise di ritirarsi dalle MMA per tornare nella kickboxing.

L'addio alle arti marziali miste durò poco più di un anno e Cro Cop tornò a combattere per la notte di San Silvestro del 2012 in Giappone, dove sconfisse il lottatore di sumo Shinichi Suzukawa. Seguirono una sconfitta nel 2013 contro Oleksiy Oliynyk e la duplice vittoria nel 2014 contro l'ex campione olimpico di judo Satoshi Ishii in sfide valide per il titolo Inoki Genome Federation.

Cro Cop, seppure a fine carriera, viene messo nuovamente sotto contratto dall'UFC nel 2015. Ad aprile dello stesso affronta per la seconda volta il brasiliano Gabriel Gonzaga per uno storico rematch. Nei primi due round, Cro Cop subisce innumerevoli takedown da parte dell'avversario che mette a segno un ottimo ground and pound, procurandogli anche un profondo taglio nell'arcata sopraccigliare che avrebbe potuto determinare la sopsensione del match e la conseguente vittoria per Gonzaga nel caso in cui il suo staff non fosse riuscito a fermare l'emorragia. Proprio per questo motivo, come dichiarato dallo stesso Filipovic nella conferenza stampa dopo il match, il suo allenatore lo ha spronato a cercare di chiudere l'incontro entro il terzo round per evitare sospensioni. Proprio verso la metà della terza ripresa, Cro Cop assesta due precise gomitate alla testa di Gonzaga che determinano uno spostamento a terra del match in cui il croato ha la meglio. Dopo una serie di colpi e le evidenti ferite al volto di Gonzaga, l'arbitro decide di sospendere il match, decretando la vittoria di FIlipovic per TKO. Entrambi i lottatori ottengono il riconoscimento Fight of the Night.

Risultati nelle arti marziali miste[modifica | modifica wikitesto]

Risultato Record Avversario Metodo Evento Data Round Tempo Città Note
Vittoria 31-11-2 (1) Brasile Gabriel Gonzaga KO Tecnico (gomitate e pugni) UFC Fight Night: Gonzaga vs. Cro Cop 2 11 aprile 2015 3 3:30 Polonia Cracovia, Polonia Fight of the Night
Vittoria 30-11-2 (1) Giappone Satoshi Ishii KO (calcio alla testa) Inoki Bom-Ba-Ye 2014 31 dicembre 2014 2 5:00 Giappone Tokyo, Giappone Difende il titolo IGF
Vittoria 29-11-2 (1) Giappone Satoshi Ishii KO Tecnico (stop medico) IGF: Genome Fight 2 23 agosto 2014 2 2:37 Giappone Tokyo, Giappone Vince il titolo IGF
Sconfitta 28-11-2 (1) Russia Alexey Oleinik Sottomissione (neck crank) Legend part 2: Invasion 8 novembre 2013 1 4:42 Russia Mosca, Russia
Vittoria 28-10-2 (1) Giappone Shinichi Suzukawa Sottomissione (armbar) Inoki Bom-Ba-Ye 2012 31 dicembre 2012 1 1:18 Giappone Tokyo, Giappone
Sconfitta 27–10-2 (1) Stati Uniti Roy Nelson KO Tecnico (pugni) UFC 137: Penn vs. Diaz 29 ottobre 2011 3 1:30 Stati Uniti Las Vegas, Stati Uniti
Sconfitta 27–9-2 (1) Stati Uniti Brendan Schaub KO (ginocchiata) UFC 128: Shogun vs. Jones 19 marzo 2011 3 3:44 Stati Uniti Newark, Stati Uniti
Sconfitta 27–8-2 (1) Stati Uniti Frank Mir KO (ginocchiata) UFC 119: Mir vs. Cro Cop 25 settembre 2010 3 4:02 Stati Uniti Indianapolis, Stati Uniti
Vittoria 27–7-2 (1) Stati Uniti Pat Barry Sottomissione (rear naked choke) UFC 115: Liddell vs. Franklin 12 giugno 2010 3 4:30 Canada Vancouver, Canada
Vittoria 26–7-2 (1) Australia Anthony Perosh KO Tecnico (stop medico) UFC 110: Nogueira vs. Velasquez 21 febbraio 2010 2 5:00 Australia Sydney, Australia
Sconfitta 25–7-2 (1) Brasile Junior dos Santos Sottomissione (pugno) UFC 103: Franklin vs. Belfort 19 settembre 2009 3 2:00 Stati Uniti Dallas, Stati Uniti
Vittoria 25–6-2 (1) Libano Mostapha al-Turk KO Tecnico (pugni) UFC 99: The Comeback 13 giugno 2009 1 3:06 Germania Colonia, Germania
Vittoria 24–6-2 (1) Corea del Sud Choi Hong-Man KO Tecnico (calcio basso) Dynamite!! 2008 31 dicembre 2008 1 6:32 Giappone Saitama, Giappone
No Contest 23–6-2 (1) Paesi Bassi Alistair Overeem No Contest (ginocchiata illegale all'inguine) Dream 6: Middle Weight GP 2008 Final Round 23 settembre 2008 1 6:09 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 23–6-2 Giappone Tatsuya Mizuno KO Tecnico (pugni) Dream 1: Light Weight GP 2008 1st Round 15 marzo 2008 1 0:56 Giappone Saitama, Giappone Debutto in Dream
Sconfitta 22–6-2 Francia Cheick Kongo Decisione (unanime) UFC 75: Champion vs. Champion 8 settembre 2007 3 5:00 Regno Unito Londra, Regno Unito
Sconfitta 22–5-2 Brasile Gabriel Gonzaga KO (calcio alla testa) UFC 70: Nations Collide 21 aprile 2007 1 4:51 Regno Unito Manchester, Regno Unito Eliminatoria per il titolo dei Pesi Massimi UFC
Vittoria 22–4-2 Stati Uniti Eddie Sanchez KO Tecnico (pugni) UFC 67: All or Nothing 3 febbraio 2007 1 4:33 Stati Uniti Las Vegas, Stati Uniti Debutto in UFC
Vittoria 21–4-2 Stati Uniti Josh Barnett Sottomissione (pugni) Pride Final Conflict Absolute 10 settembre 2006 1 7:32 Giappone Saitama, Giappone Vince il Pride 2006 Openweight Grand Prix
Vittoria 20–4-2 Brasile Wanderlei Silva KO (calcio alla testa) Pride Final Conflict Absolute 10 settembre 2006 1 5:22 Giappone Saitama, Giappone Pride 2006 Openweight Grand Prix, Semifinale
Vittoria 19–4-2 Giappone Hidehiko Yoshida KO Tecnico (calci) Pride Critical Countdown Absolute 1 luglio 2006 1 7:38 Giappone Saitama, Giappone Pride 2006 Openweight Grand Prix, Quarti di finale
Vittoria 18–4-2 Giappone Ikuhisa Minowa KO Tecnico (pugni) Pride Total Elimination Absolute 5 maggio 2006 1 1:10 Giappone Osaka, Giappone Pride 2006 Openweight Grand Prix, Primo turno
Sconfitta 17–4-2 Nuova Zelanda Mark Hunt Decisione (non unanime) Pride Shockwave 2005 31 dicembre 2005 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 17–3-2 Stati Uniti Josh Barnett Decisione (unanime) Pride 30: Starting Over 23 ottobre 2005 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone
Sconfitta 16–3-2 Russia Fedor Emelianenko Decisione (unanime) Pride Final Conflict 2005 28 agosto 2005 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone Per il titolo dei Pesi Massimi Pride
Vittoria 16–2-2 Russia Ibragim Magomedov KO (calcio al corpo e pugni) Pride Critical Countdown 2005 26 giugno 2005 1 3:53 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 15–2-2 Stati Uniti Mark Coleman KO (pugni) Pride 29: Fists of Fire 20 febbraio 2005 1 3:40 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 14–2-2 Stati Uniti Kevin Randleman Sottomissione (ghigliottina) Pride Shockwave 2004 31 dicembre 2004 1 0:41 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 13–2-2 Stati Uniti Josh Barnett Sottomissione (infortunio alla spalla) Pride 28: High Octane 31 ottobre 2004 1 0:46 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 12–2-2 Russia Alexander Emelianenko KO (calcio alla testa) Pride Final Conflict 2004 15 agosto 2004 1 2:09 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 11–2-2 Giappone Shungo Oyama KO Tecnico (pugni) Pride Bushido 4 19 luglio 2004 1 1:00 Giappone Nagoya, Giappone
Vittoria 10–2-2 Giappone Hiromitsu Kanehara Decisione (unanime) Pride Bushido 3 23 maggio 2004 2 5:00 Giappone Yokohama, Giappone
Sconfitta 9–2-2 Stati Uniti Kevin Randleman KO (pugni) Pride Total Elimination 2004 25 aprile 2004 1 1:57 Giappone Saitama, Giappone Eliminato dal torneo Pride Heavyweight Grand Prix 2004
Vittoria 9–1-2 Giappone Yoshihisa Yamamoto KO Tecnico (pugni) Pride Bushido 2 15 febbraio 2004 1 2:12 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 8–1-2 Stati Uniti Ron Waterman KO Tecnico (soccer kicks) Pride 27: Inferno 1 febbraio 2004 1 4:37 Giappone Osaka, Giappone
Sconfitta 7–1-2 Brasile Antônio Rodrigo Nogueira Sottomissione (armbar) Pride Final Conflict 2003 9 novembre 2003 2 1:45 Giappone Tokyo, Giappone Per il titolo dei Pesi Massimi Pride ad Interim
Vittoria 7–0-2 Messico Dos Caras jr. KO (calcio alla testa) Pride Bushido 1 5 ottobre 2003 1 0:46 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 6–0-2 Ucraina Igor Vovchanchyn KO (calcio alla testa) Pride Total Elimination 2003 10 agosto 2003 1 1:29 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 5–0-2 Stati Uniti Heath Herring KO Tecnico (calcio al corpo e pugni) Pride 26: Bad to the Bone 8 giugno 2003 1 3:17 Giappone Yokohama, Giappone
Vittoria 4–0-2 Giappone Kazuyuki Fujita Decisione (unanime) Inoki Bom-Ba-Ye 2002 31 dicembre 2002 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 3–0-2 Giappone Kazushi Sakuraba KO Tecnico (infortunio all'occhio) Pride Shockwave 28 agosto 2002 2 5:00 Giappone Tokyo, Giappone
Parità 2–0-2 Brasile Wanderlei Silva Parità Pride 20: Armed and Ready 28 aprile 2002 5 3:00 Giappone Yokohama, Giappone Incontro con regole speciali, se l'incontro termina per decisione viene dichiarata parità
Vittoria 2–0-1 Giappone Yuji Nagata KO Tecnico (pugni) Inoki Bom-Ba-Ye 2001 31 dicembre 2001 1 0:21 Giappone Saitama, Giappone
Parità 1–0-1 Giappone Nobuhiko Takada Parità Pride 17: Championship Chaos 3 novembre 2001 5 3:00 Giappone Tokyo, Giappone Debutto in Pride; incontro con regole speciali "Pride vs K-1"
Vittoria 1–0 Giappone Kazuyuki Fujita KO Tecnico (taglio) K-1: Andy Hug Memorial 19 agosto 2001 1 0:39 Giappone Saitama, Giappone

arce vs cro copo loss

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Mirko Cro Cop – UFC Take Two".

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN44617088 · BNF: (FRcb15559090q (data)