Mark Hunt

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Mark Hunt
Mark Hunt on 22 November 2007.jpg
Nazionalità Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 178 cm
Peso 120 kg
Arti marziali miste MMA pictogram.svg
Specialità Pugilato, Kickboxing
Squadra Nuova Zelanda Oceania Super Fighter Gym
Australia Liverpool Kickboxing Gym
Australia Tony Mundine Boxing Club
Stati Uniti American Top Team
Carriera
Soprannome Super Samoan
Combatte da Australia Sydney, Australia
Vittorie 12
per knockout 9
Sconfitte 11
Pareggi 1
 

Mark Hunt (Auckland, 23 marzo 1974) è un lottatore di arti marziali miste e kickboxer neozelandese di origini samoane.

Combatte nella categoria dei pesi massimi per l'organizzazione statunitense UFC; durante la precedente esperienza in Giappone nella prestigiosa Pride sfidò l'allora campione Fedor Emelianenko per il titolo. Al suo terzo incontro da professionista riuscì a sconfiggere il campione dei pesi medi Pride Wanderlei Silva, fino ad allora imbattuto per più di quattro anni consecutivi.

Hunt è ancor più celebre nel mondo della kickboxing, avendo raggiunto il top in tale disciplina vincendo il K-1 World Grand Prix del 2001, sconfiggendo tra i vari avversari anche Jérôme Le Banner e divenendo l'unico non-europeo ad aver vinto tale titolo.

Per i ranking ufficiali dell'a UFC è il contendente numero sette nella divisione dei pesi massimi.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Mark Hunt è considerato uno dei più letali colpitori della divisione dei pesi massimi: la maggior parte delle vittorie in carriera sono infatti avvenute tramite KO e pochissimi avversari hanno potuto resistere contro la devastante forza dei suoi pugni.

Nonostante un'altezza spesso notevolmente inferiore a quella del proprio avversario e una condizione atletica tutt'altro che ottimale, Hunt presenta una grande resistenza e ottime doti da incassatore; di contro risulta notevolmente carente nella lotta a terra, come testimoniano le numerose sconfitte per sottomissione.

È soprannominato "The King of Walk-offs" per l'abitudine ad allontanarsi dall'avversario dopo averlo messo al tappeto senza aspettare l'intervento dell'arbitro.

Carriera nel kickboxing[modifica | modifica wikitesto]

L'approccio di Mark Hunt agli sport da combattimento è casuale, in quanto viene introdotto già maggiorenne nelle palestre dopo essere stato scoperto grazie ad una rissa in un pub, dove diede sfoggio subito dei suoi fulminanti colpi da KO.

Trasferitosi in Australia, Hunt combatte il suo primo incontro da professionista nel 1999, sconfiggendo uno shootfighter locale e vincendo il titolo australiano dei pesi massimi WKBF.

Nel 2000 prende parte al suo primo torneo K-1 con le qualificazioni continentali dell'Oceania, ovvero il K-1 Oceania Grand Prix: Hunt vince il torneo mettendo KO in finale Phil Fagan e qualificandosi di diritto al K-1 World Grand Prix di Nagoya.

Nel K-1 World Grand Prix 2000 viene però subito sconfitto ai quarti di finale dal fuoriclasse francese Jérôme Le Banner, seppur ai punti.

L'anno buono è il 2001: centra ancora una volta le qualificazioni continentali di Melbourne, benché sconfitto in semifinale da Ernesto Hoost, e a causa di un infortunio capitato al connazionale Ray Sefo Hunt riesce a qualificarsi al K-1 World Grand Prix 2001 di Tokyo. Qui nei quarti di finale compie un grande upset mettendo KO nella seconda ripresa Jérôme Le Banner; in semifinale ebbe la meglio ai punti su Stefan Leko, e in finale vinse contro il brasiliano Francisco Filho, divenendo campione del mondo K-1.

Prenderà parte anche ai tornei K-1 World Grand Prix nel 2002 e 2008, venendo però fermato rispettivamente da Jérôme Le Banner e da Semmy Schilt.

Nel 2012 poteva vantare un record personale nel kickboxing di 30-13.

Carriera nelle arti marziali miste[modifica | modifica wikitesto]

Pride Fighting Championships[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla vittoria nel K-1 e al nome fattosi nel paese del sol levante l'ingresso per Mark Hunt nel mondo delle arti marziali miste fu agevolato e poté subito entrare nella Pride, al tempo la promozione più importante delle MMA mondiali.

Esordisce nel 2004 con una sconfitta per sottomissione contro Hidehiko Yoshida; nell'incontro successivo si rifà e mette KO lo statunitense Dan Bobish.

Il capolavoro lo fa già al suo terzo incontro da professionista nelle MMA, vincendo ai punti contro Wanderlei Silva, al tempo campione dei pesi medi Pride con già tre difese del titolo alle spalle ed un'imbattibilità che durava da più di quattro anni.

Nel Pride Shockwave del 2005 ha la meglio su un altro campione quale è Mirko Filipović, anche questa volta per pochissimi punti.

Nel 2006 prende parte al torneo ad eliminazione diretta Pride Openweight Grand Prix, dove nel primo turno supera Tsuyoshi Kohsaka per KO, ma nei quarti di finale si fa sottomettere nel primo round dal pluricampione Josh Barnett.

Nel Pride Shockwave 2006 tenta addirittura l'assalto al titolo di campione dei pesi massimi Pride sfidando la leggenda Fedor Emelianenko: anche in questo caso Hunt viene sottomesso con la tecnica del kimura.

Nel 2008, dopo la chiusura della Pride, passa alla neonata Dream, dove prosegue una serie negativa di sconfitte con quelle patite per mano di Alistair Overeem, Melvin Manhoef e Gegard Mousasi, quest'ultima nei quarti di finale del torneo Dream Super Hulk Grand Prix.

Ultimate Fighting Championship[modifica | modifica wikitesto]

Il passaggio di Mark Hunt nella prestigiosa UFC risale al 2010.

Viene subito sconfitto da Sean McCorkle, ma nei successivi due incontri del 2011 riesce a vincere e a portare il proprio record personale nelle arti marziali miste in parità a 7-7.

Nel 2012 in Giappone sconfigge il quotato Cheick Kongo, portando la sua striscia di vittorie a tre consecutive e, in una categoria non molto estesa come quella dei pesi massimi UFC, si parlò già di una sfida con uno dei lottatori top 10; in maggio avrebbe dovuto affrontare Stefan Struve, ma Hunt s'infortunò e saltò la sfida.

Alla fine affrontò Stefan Struve più di un anno dopo dall'ultimo incontro e ancora una volta a Saitama: Struve era classificato come il contendente numero 9 nel ranking ufficiale dei pesi massimi UFC, e Hunt ottenne una vittoria per KO durante il terzo round.

Nel maggio 2013 affrontò l'ex campione di categoria e contendente numero 1 Junior dos Santos per un posto come prossimo contendente al titolo: Hunt subì la sua seconda sconfitta per KO in carriera per mezzo di un calcio girato. In dicembre ottiene il suo primo pareggio in carriera nella sfida contro l'ex contendente al titolo Antonio "Bigfoot" Silva, sfida che valse ad entrambi gli atleti il riconoscimento Fight of the Night.

Nel settembre 2014 torna in Giappone per una sfida tra mani pesanti e menti di granito contro Roy Nelson: la spunta proprio Hunt con un montante che manda KO Nelson durante la seconda ripresa.

A sorpresa nel novembre dello stesso anno Hunt venne chiamato a lottare per il titolo dei pesi massimi ad interim contro Fabricio Werdum in Messico, in quanto il campione in carica Cain Velasquez s'infortunò ad un mese dalla sfida: Hunt, a 40 anni suonati, fece storia con la possibilità di vincere un titolo nella massima organizzazione di MMA al mondo quando aveva un non entusiasmante record personale nello sport di 10-8-1, e a ben 13 anni di distanza dalla sua vittoria in K-1. Nonostante ciò venne sconfitto dal brasiliano per KO tecnico a due minuti dall'inizio del secondo round, sfumando così la possibilità di ottenere il titolo dei pesi massimi.

Ad aprile del 2015 si ritrovò ad affrontare Stipe Miocic nel match principale dell'evento. Dopo un ottimo scambio in piedi, Hunt venne letteralmente dominato dal ground game dell'avversario dal secondo all'ultimo round, dove venne sconfitto per KO tecnico.

A novembre dovette riaffrontare Antonio Silva. Per Hunt questo incontro fu il primo ad essere composto da tre round dopo UFC 160. Il samoano, dopo aver colpito con vari pugni Silva e dopo averlo mandato al tappeto con un diretto destro, ottenne una splendida vittoria per KO Tecnico al primo round, spezzando così la striscia negativa di due sconfitte.

Il 20 marzo del 2016 affrontò l'ex campione dei pesi massimi UFC Frank Mir. A soli 3 minuti dall'inizio dell'incontro, dopo alcuni scambi in piedi da parte di entrambi i lottatori, Mark Hunt andò a segno con un devastante gancio destro mettendo fuori gioco Mir. Con questa vittoria per KO, ottenne anche il riconoscimento Performance of the Night.

Il 9 luglio dovette affrontare l'ex campione dei pesi massimi UFC Brock Lesnar, all'evento UFC 200. Hunt tentò in tutti i modi di evitare la lotta contro Lesnar, ma quest'ultimo dopo aver pazientato riuscì ad effettuare 3 takedown in tutto l'incontro, una volta al tappeto mise a segno un feroce ground and pound. Dopo tre round sofferti, Hunt venne sconfitto per decisione unanime. Pochi giorni dopo l'evento, tuttavia, la USADA, l'agenzia anti-doping statunitense, informa Lesnar di una possibile violazione delle norme anti-doping e la notizia genera la furia di Hunt, che accusa la UFC di farlo combattere solo contro atleti dopati minacciando di lasciare la federazione qualora non venga modificato il risultato dell'incontro e aumentati i suoi compensi. Il 16 dicembre la USADA conferma la squalifica di Lesnar per un anno, lo multa per 250.000 dollari e modifica il risultato del match in No-Contest.

L'11 giugno 2017 riesce a sconfiggere Derrick Lewis per KO tecnico all'evento UFC Fight Night 110.

Risultati nelle arti marziali miste[modifica | modifica wikitesto]

Risultato Record Avversario Metodo Evento Data Round Tempo Città Note
Vittoria 13-10-1 (1) Stati Uniti Derrick Lewis KO tecnico (pugni) UFC Fight Night: Lewis vs. Hunt 11 giugno 2017 4 3:51 Nuova Zelanda Auckland, Nuova Zelanda Fight of the Night
No Contest 12-10-1 (1) Stati Uniti Brock Lesnar No-Contest (doping) UFC 200: Tate vs. Nunes 9 luglio 2016 3 5:00 Stati Uniti Las Vegas, Stati Uniti La sconfitta per decisione unanime subìta da Hunt viene convertita in No-Contest a seguito della squalifica per doping di Lesnar
Vittoria 12-10-1 Stati Uniti Frank Mir KO (pugno) UFC Fight Night: Hunt vs. Mir 20 marzo 2016 1 3:01 Australia Brisbane, Australia Performance of the Night; Mir venne trovato positivo ad un test anti-doping successivo al match
Vittoria 11-10-1 Brasile Antonio Silva KO Tecnico (pugni) UFC 193: Rousey vs. Holm 15 novembre 2015 1 3:41 Australia Melbourne, Australia
Sconfitta 10-10-1 Stati Uniti Stipe Miočić KO Tecnico (pugni) UFC Fight Night: Miocic vs. Hunt 10 maggio 2015 5 2:47 Australia Adelaide, Australia
Sconfitta 10-9-1 Brasile Fabricio Werdum KO (ginocchiata e pugni) UFC 180: Werdum vs. Hunt 15 novembre 2014 2 2:27 Messico Città del Messico, Messico Per il titolo dei Pesi Massimi UFC ad Interim
Vittoria 10-8-1 Stati Uniti Roy Nelson KO (montante) UFC Fight Night: Hunt vs. Nelson 20 settembre 2014 2 3:00 Giappone Saitama, Giappone Performance of the Night, KO of the Year
Parità 9-8-1 Brasile Antonio Silva Parità (maggioranza) UFC Fight Night: Hunt vs. Bigfoot 7 dicembre 2013 5 5:00 Australia Brisbane, Australia Fight of the Night; Silva risultò positivo ad un test antidoping successivo al match
Sconfitta 9-8 Brasile Junior dos Santos KO (calcio girato e pugni) UFC 160: Velasquez vs. Bigfoot II 25 maggio 2013 3 4:18 Stati Uniti Las Vegas, Stati Uniti Eliminatoria per il titolo dei Pesi Massimi UFC, Fight of the Night
Vittoria 9-7 Paesi Bassi Stefan Struve KO Tecnico (pugno) UFC on Fuel TV: Silva vs. Stann 3 marzo 2013 3 1:44 Giappone Saitama, Giappone KO of the Night
Vittoria 8-7 Francia Cheick Kongo KO Tecnico (pugni) UFC 144: Edgar vs. Henderson 26 febbraio 2012 1 2:11 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 7–7 Stati Uniti Ben Rothwell Decisione (unanime) UFC 135: Jones vs. Rampage 24 settembre 2011 3 5:00 Stati Uniti Denver, Stati Uniti
Vittoria 6–7 Stati Uniti Chris Tuchscherer KO (pugno) UFC 127: Penn vs. Fitch 27 febbraio 2011 2 1:41 Australia Sydney, Australia KO of the Night
Sconfitta 5–7 Stati Uniti Sean McCorkle Sottomissione (armbar) UFC 119: Mir vs. Cro Cop 25 settembre 2010 1 1:03 Stati Uniti Indianapolis, Stati Uniti Debutto in UFC
Sconfitta 5–6 Armenia Gegard Mousasi Sottomissione (armbar) Dream.9: Feather Weight Grand Prix 2009 Second Round 26 maggio 2009 1 1:20 Giappone Yokohama, Giappone Torneo Dream Super Hulk Grand Prix, Quarti di finale
Sconfitta 5–5 Suriname Melvin Manhoef KO (pugni) Dynamite!! 2008 31 dicembre 2008 1 0:18 Giappone Saitama, Giappone
Sconfitta 5–4 Paesi Bassi Alistair Overeem Sottomissione (keylock) DREAM.5 Light Weight Grandprix 2008 Final Round 21 luglio 2008 1 1:11 Giappone Osaka, Giappone Debutto in Dream
Sconfitta 5–3 Russia Fedor Emelianenko Sottomissione (kimura) Pride Shockwave 2006 31 dicembre 2006 1 8:16 Giappone Saitama, Giappone Per il titolo dei Pesi Massimi Pride
Sconfitta 5–2 Stati Uniti Josh Barnett Sottomissione (kimura) Pride Critical Countdown Absolute 1º luglio 2006 1 2:02 Giappone Saitama, Giappone Torneo Pride 2006 Openweight Grand Prix, Quarti di finale
Vittoria 5–1 Giappone Tsuyoshi Kohsaka KO Tecnico (pugni) Pride Total Elimination Absolute 5 maggio 2006 2 4:15 Giappone Osaka, Giappone Torneo Pride 2006 Openweight Grand Prix, Primo turno
Vittoria 4–1 Giappone Yosuke Nishijima KO (pugno) Pride 31: Unbreakable 26 febbraio 2006 3 1:18 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 3–1 Croazia Mirko Filipović Decisione (non unanime) Pride Shockwave 2005 31 dicembre 2005 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 2–1 Brasile Wanderlei Silva Decisione (non unanime) Pride Shockwave 2004 31 dicembre 2004 3 5:00 Giappone Saitama, Giappone
Vittoria 1–1 Stati Uniti Dan Bobish KO Tecnico (calcio al corpo) Pride 28: High Octane 31 ottobre 2004 1 6:23 Giappone Saitama, Giappone
Sconfitta 0–1 Giappone Hidehiko Yoshida Sottomissione (armbar) Pride Critical Countdown 2004 20 giugno 2004 1 5:25 Giappone Saitama, Giappone

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Mark Hunt, su sherdog.com, CraveOnline Media, LLC. Modifica su Wikidata
  • (EN) Mark Hunt, su boxrec.com, BoxRec. Modifica su Wikidata