Medal of Honor (videogioco 2010)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Medal of Honor (2010))
Medal of Honor
Medal of Honor (2010) Logo.jpg
Logo del gioco
Sviluppo EA Los Angeles, Digital Illusions Creative Entertainment
Pubblicazione Electronic Arts
Serie Medal of Honor
Data di pubblicazione 15 ottobre 2010 (UE)
Genere Sparatutto in prima persona
Tema Guerra
Modalità di gioco Giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Windows, Xbox 360, PlayStation 3
Motore grafico Unreal Engine 3 (giocatore singolo)[1]
Frostbite Engine (multiplayer)[1]
Supporto DVD-ROM, Blu-ray Disc
Periferiche di input tastiera, joystick, mouse, Sixaxis, joypad Xbox 360.

Medal of Honor è un videogioco di tipo sparatutto in prima persona con il tema di guerra, facente parte della serie Medal of Honor. È stato sviluppato da EA Los Angeles con la collaborazione di Digital Illusions Creative Entertainment che ha curato il multiplayer e distribuito da Electronic Arts; è stato pubblicato il 15 ottobre 2010 in Europa.

Il gioco è ambientato in Afghanistan, nel presente, e chiama i giocatori ad impersonare dei soldati statunitensi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Una scena del gameplay.

Il gioco ha inizio durante le prime fasi dell'invasione dell'Afghanistan, nel 2001.

Una squadra di United States Naval Special Warfare Development Group (DEVGRU), chiamata Neptune, composta dagli operatori Mother, Preacher, Voodoo e Rabbit, è inviata ad un incontro con un informatore afghano di nome Tariq, pronto a servirgli documenti d'intelligence di importanza rilevante.

Nonostante le rassicurazioni da parte delle forze fedeli a Tariq che affermano che il villaggio nel quale stanno transitando è sicuro, le due auto in cui si trovano i quattro Neptune vengono assalite dalle forze cecene; dopo essere sfuggiti all'imboscata i Neptune conquisteranno una fortezza nemica, traendo in salvo Tariq e, interrogandolo sull'accaduto, l'informatore si giustificherà dicendo che è stato costretto a tradirli e che nella valle di Shah-i-kot sono giunti cinquecento nemici. La seconda missione di Neptune è supportare le truppe di Tariq negli scontri contro i talebani, e conquistare il Bagram Airfield. Dopo aver reso sicura la torre di controllo dell'aeroporto, Neptune utilizzerà il SOFLAM (Special Operation Forces Laser Acquisition Marker) per segnalare alla cannoniera AC-130 (denominata Reaper 3-1) e distruggere i BTR-80 ed i veicoli armati inviati per riconquistare l'aeroporto.

Nel frattempo la seconda squadra di forze speciali AFO Wolfpack, è incaricata di coordinare il sostegno di fuoco e di stabilire una postazione di tiro nell'avamposto denominato Clementine. Infiltratisi a bordo di ATV mimetizzati, Dusty e Deuce tracceranno veicoli sospetti e copriranno Panther e Vegas con l'aiuto di un Barrett M82.

Nella stessa valle intanto si è stabilito un quartier generale, che affibbierà alle varie unità militari le missioni da svolgere sotto il comando del Colonnello Drucker, direttamente sotto comando del Generale Flagg. Quest'ultimo è incerto delle capacità delle unità AFO, e non volendo mettere a rischio i suoi veicoli, decide di inviare delle unità appartenenti al 75th Ranger Regiment per conquistare la valle.

Le truppe Ranger atterrano a bordo di elicotteri Chinook all'interno della valle, con l'incarico di uccidere tutte le truppe nemiche. Mentre i Ranger si apprestavano ad organizzarsi, un razzo di RPG colpisce il chinook in volo, facendolo schiantare al suolo. I Ranger verranno poi assaltati dai talebani, che hanno a disposizione pesanti mitragliatrici e squadre mortaio. Il Sergente Patterson, Ybarra, Hernandez e lo specialista Dante Adams saranno inviati a distruggere la posizione d'artiglieria nemica, e a rendere sicura la Z-A dal nome in codice Betty. La DshK nemica sarà distrutta dopo averla segnata con del fumogeno da un attacco aereo, ma quando i Ranger andranno a liberare la Z-A gli sarà tesa un'imboscata da truppe nemiche, che scenderanno dalle montagne circostanti per accerchiarli. Dopo aver combattuto eroicamente i quattro si sentono spacciati solo quando finiranno le munizioni, ma verranno salvati dall'intervento di due Boeing AH-64 Apache che metteranno in fuga gli assalitori.

Indosseremo quindi le vesti di Brad "Hawk" Hawkins, coopilota di uno di uno dei due Apache, che armati di razzi non guidati Hydra 70, missili AGM-114 Hellfire e cannone da 30mm distruggeranno postazioni di mortaio, contraeree e rifornimenti nemici.

Deuce e Dusty si stabiliscono sulle alture di Shah-i-Kot armati di Barrett M82 con l'incarico di eliminare le truppe di Al-Qaida appostate sulle montagne adiacenti. Quando però le mine posizionate attorno alla posizione di tiro esploderanno, i due saranno costretti a respingere una violenta ondata nemica e a percorrere la cima delle alture continuando ad eliminare le truppe nemiche. Dopo aver segnalato una piccola postazione nemica, Wolfpack riceverà una richiesta di supporto da Neptune, impegnata in combattimento sulle alture adiacenti. Dopo aver coperto la ritirata di Neptune, inseguiti da truppe nemiche, Wolfpack avrà concluso la sua missione.

Neptune, inseguita da un numero di nemici elevato anche per combattenti così specializzati, sarà costretta a compiere manovre tattiche di ritirata mentre discenderanno il monte di Thakur Ghar. Al momento dell'estrazione aerea però, Voodoo e Preacher rimarranno indietro, bloccati dal fuoco nemico. Rabbit e Mother dovranno allontanarsi dalla zona poiché l'elicottero adibito all'estrazione è sotto pesante fuoco nemico, e rischia di essere abbattuto. La stessa notte i due Neptune torneranno sulle cime del Thakur Ghar per recuperare gli altri due SEALs dispersi. Durante le ricerche però, sfuggiranno a diverse imboscate, e Rabbit verrà colpito da una pallottola, poi si ferirà durante la fuga, quando lui e Mother si lancieranno dal pendio per sfuggire ai nemici.

Il Colonnello Dracker ed il Generale Flagg sono quindi in discussione. Il primo vuole inviare dei rinforzi immediati per recuperare i quattro soldati dispersi sulle montagne, mentre Flagg glielo vieta poiché si correrebbe il rischio di perdere un altro elicottero nel tentativo di ricerca. Tracker decide di non ascoltare Flagg e chiude il contatto, decidendo di inviare truppe Ranger sulle alture per recuperare i Neptune.

Prima che il chinook da trasporto possa far disporre i Ranger sulle innevate alture quest'ultimo verrà abbattuto in volo, e fatto schiantare al suolo. Le perdite sono pesanti sin dal primo momento, quando lo SPC Dante Adams respingerà diverse ondate di nemici con l'M134 Minigun presente sul veicolo. I quattro, poi (Patterson, Hernandez, Ybarra e Adams) utilizzeranno il SOFLAM per segnalare le postazioni di mitragliatrice agli F-15E del gruppo Clash (Clash 0-1). Riunitisi con i Neptune Voodoo e Preacher, i quattro si imbatteranno in Mother e Rabbit, rinchiusi in una camera di tortura all'interno di una grotta. Rabbit morirà nonostante le esortazioni dei compagni mentre i soldati aspetteranno l'elicottero di estrazione. Il gioco si conclude con due uomini che bevono il tè in Medio Oriente, si alzeranno di scatto all'arrivo di una persona sconosciuta. Questo non potrebbe escludere l'arrivo di un sequel.

Tier 1 Operator[modifica | modifica sorgente]

Vi sono oltre due milioni di persone nelle forze armate statunitensi suddivisi tra soldati, marinai, avieri e marines. Di questi militari, circa 50 000 fanno parte dello Special Operations Command (SOCOM), il comando operazioni speciali. E di questi ultimi solo i migliori fanno parte dei reparti classificati Tier 1, come la Delta Force dell'esercito o il DEVGRU della marina. Gli sviluppatori si sono basati sulle esperienze reali dei soldati e sul loro feed-back nella produzione del gioco.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

Il single player è impostato per includere alcuni veicoli guidabili come gli elicotteri, jeep e quad. Le missioni si svolgeranno unicamente in Afghanistan, e i personaggi giocabili saranno membri del Tier 1, unità realmente esistente comprendente elementi del Combat Applications Group (Delta Force) e del DEVGRU. In una missione ci si potrà travestire da Talebani per neutralizzare meglio i nemici ed essere poi scoperti e togliersi la divisa di copertura.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Giocabili[modifica | modifica sorgente]

Alleati[modifica | modifica sorgente]

Nemici[modifica | modifica sorgente]

  • Membri di Al-Qaida (Ceceni e Arabi)
  • Talebani (Afgani)

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Uno dei brani scelti per la colonna sonora del gioco è The Catalyst della band statunitense Linkin Park. Il singolo è stato presentato proprio in occasione dell'uscita del trailer del gioco.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Il gioco è stato al centro di polemiche perché permette, nella modalità multiplayer, di vestire i panni di un soldato travestito da talebano.[2] Electronic Arts ha in seguito eliminato ogni referenza al termine, sostituendolo con un più anonimo "OPFOR" (forze di opposizione),[3] ma in alcuni paesi (in particolare Regno Unito e Italia) ne è stato chiesto il ritiro dagli scaffali,[4][5] mentre le forze armate degli Stati Uniti hanno proibito, a livello mondiale, la vendita ai negozi posti nelle proprie basi militari.[6]

Nella modalità multigiocatore su di una delle armi in mano ai talebani è possibile individuare la falce e il martello, simbolo del comunismo. Ciò si rifà alla guerra tra URSS e Afghanistan negli anni '80. Tale simbolo è inoltre ben evidente nel simbolo del mortaio, che può essere ottenuto nelle partite multigiocatore

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel filmato introduttivo della campagna è possibile udire le voci di giornalisti che riportano i fatti dell'11 settembre 2001

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Nathan Grayson, Medal of Honor using two game engines, VG 247, 26 gennaio 2010. URL consultato il 26 gennaio 2010.
  2. ^ Medal of Honor: Io, talebano, ucciderò un Marine
  3. ^ Medal of Honor: la guerra in Afghanistan e la polemica talebana
  4. ^ http://www.bbc.co.uk/news/technology-11061752
  5. ^ Subito il sequestro del videogame “Medal of Honor”.
  6. ^ EA Game That Lets Players Be Taliban Banned By Military

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

videogiochi Portale Videogiochi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di videogiochi