Mauro Vestri

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Mauro Vestri ne Il secondo tragico Fantozzi dove interpreta Guidobaldo Maria Riccardelli nella famosa scena della "Corazzata Kotiomkin".

Mauro Vestri (Genova, 25 febbraio 1938Roma, 30 agosto 2015) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un provveditore agli studi di origini umbre (Petrignano del Lago, una frazione del Comune di Castiglione del Lago, in Provincia di Perugia[1]), impiegato prima a Bergamo e poi a Genova, nasce in quest'ultima città nel 1938. Sin dagli anni dell'università si interessa alla recitazione, collaborando con la goliardica Compagnia Baistrocchi, ma finito l'iter di studi abbandona il teatro, andando a lavorare come funzionario di una ditta di trasporti. All'inizio degli anni settanta abbandona improvvisamente il proprio lavoro, si trasferisce a Roma e comincia ad apparire in numerosi film, in ruoli di brillante caratterista[2].

L'esordio avviene nel 1971 con Il provinciale di Luciano Salce, pellicola in cui, nonostante l'esiguità della parte assegnatagli, Vestri si mette subito in risalto per una recitazione convincente e tecnicamente ottima, che riproporrà in altri film di livello superiore come Amici miei di Mario Monicelli o Il secondo tragico Fantozzi, diretto da Luciano Salce. È con quest'ultimo film che guadagnò fama, vestendo i panni del professor Guidobaldo Maria Riccardelli, il fanatico cultore del cinema muto e del film La corazzata Potëmkin.

Recitò anche in alcuni polizieschi come Milano calibro 9 (1972), Il cittadino si ribella (1974) e Mark il poliziotto spara per primo (1975). Gli anni ottanta lo vedono nel cast dell'Eccezzziunale... veramente (1982) di Diego Abatantuono mentre nel decennio successivo è in Pierino torna a scuola (1990) e Fantozzi - Il ritorno (1996)[3].

Si è definitivamente congedato dal mondo del cinema nel 2000, concedendosi un'ultima apparizione in Fantozzi 2000 - La clonazione, di Domenico Saverni, interpretando il ruolo di un ex collega di Ugo Fantozzi, nel decimo e ultimo capitolo della saga comica di Paolo Villaggio.

Terminata la carriera da attore, si è dedicato principalmente alla musica jazz: nel 2008 ha preso parte alla giuria di Lucca Jazz Donna, concorso dedicato a musiciste emergenti[4]. Il 18 maggio 2014 ha coordinato i festeggiamenti per i 30 anni dell'Alexanderplatz, club romano di musica jazz[5]. Negli ultimi anni di vita ha continuato a lavorare come coordinatore e presentatore di eventi e di concerti, occupandosi anche dell'organizzazione di concerti di musica jazz.

Il 2 settembre 2015 è stato trovato privo di vita nella sua casa di Roma, in via Antonio Sala[1] nel quartiere Valle Aurelia[6], dove viveva solo: dalla moglie Beverly Lewis, cantante jazz newyorchese, si era infatti separato da tempo. La donna era tornata a vivere negli Stati Uniti d'America[7]. Il corpo dell'attore, in avanzato stato di decomposizione, steso sul letto con indosso un pigiama, è stato rinvenuto presumibilmente ad una settimana di distanza dal decesso effettivo[1]. È sepolto nel cimitero di Petrignano del Lago, suo paese d'origine[8].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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