La vita ricomincia

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La vita ricomincia
La vita ricomincia 2.jpg
Alida Valli, Eduardo De Filippo e Fosco Giachetti
Titolo originale La vita ricomincia
Paese di produzione Italia
Anno 1945
Durata 84 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Mario Mattoli
Sceneggiatura Aldo De Benedetti, Mario Mattoli, Steno
Produttore Baldassarre Negroni
Casa di produzione Excelsa Film
Distribuzione (Italia) Minerva
Fotografia Ubaldo Arata
Montaggio Fernando Tropea
Musiche Ezio Carabella
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi

La vita ricomincia è un film drammatico del 1945 diretto da Mario Mattoli con interpreti principali Fosco Giachetti e Alida Valli.

È la sesta ed ultima pellicola facente parte della serie I film che parlano al vostro cuore tutti diretti da Mario Mattòli.

Una copia è stata restaurata e ristampata dalla Cineteca Nazionale e dal Laboratorio Immagine Donna con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Martini (Fosco Giachetti) è un chimico che, partito per la guerra nel 1940 e con alcuni anni sulle spalle di prigionia nei campi inglesi dell'India, ritorna finalmente in Italia dopo sei anni, dove a Roma ritrova la moglie Patrizia (Alida Valli) e il figlio Sandrino (Maurizio Ceselli).

C'è anche un simpatico vicino, un professore di lingue orientali (Eduardo De Filippo), rimasto solo, dopo aver perduto moglie e figlio, che viene spesso a mangiare con Patrizia e Sandrino e che continuerà a farlo anche dopo il ritorno di Paolo. È l'autore di alcune trasmissioni radiofoniche di cucina e una di ninna nanna per bambine e bambini la sera alla radio.

I primi due giorni Paolo si ambienta lentamente. Il terzo fa visita al suo ex-socio Croci (Carlo Romano) nella loro azienda di farmaceutica, diventata oramai una distilleria. Quando Croci non sembra rivolere il socio al suo vecchio posto, Paolo lo saluta con la comunicazione che l'avvocato si sarebbe messo in contatto con lui. Croci allarmato inizia ad essere più amico che mai. La sera escono in quattro, Croci, la moglie Maria (Maria Donati), Patrizia e Paolo, in un ristorante all'aperto dove si balla. Paolo incontra i due trasportatori Scorcelletti (Nando Bruno) e Righetto (Ughetto Bertucci), che gli avevano dato un passaggio in camionetta da prima di Cassino a Roma. E Patrizia intravede qualcuno, dopo di che dice di essere stanca, per poter andare via. Strada facendo però dementisce la stanchezza per fermarsi in un luogo dove si gioca. Una telefonata per la signora Martini allarma lei ed il marito.

Il giorno dopo mentre Paolo ed il professore lasciano la casa con l'autovettura mandatagli da Croci, si ferma una carrozza dalla quale discende un'anziana nobildonna, che cerca Patrizia. La sera Paolo, Sandrino ed il professore attendono oltre le otto e di Patrizia non c'è traccia. Allora si rivolgono alla questura, che li manda al commissariato Flaminio. Lì Paolo trova Patrizia arrestata per omicidio che gli racconta di come per salvare Sandrino tre anni prima aveva dovuto trovare molti soldi per l'operazione e la nobildonna Baronessa Magda Huberth l'aveva "passata" ad un uomo che era molto interessata a lei in cambio del denaro che a lei serviva per il figlio. Ora l'uomo, rivedendola con il marito, coglie l'occasione di riprendere la relazione sotto minaccia di raccontare tutto. Si giunge così all'incontro segreto dei due che si conclude con la morte dell'uomo, ucciso dalla Martini nel tentativo di difendersi. La situazione familiare crolla; il reduce cerca comunque di aiutare la moglie che infatti viene assolta. A quel punto però vorrebbe lasciarla, essendo incapace di superare il tradimento subito. Sarà allora il commosso discorso dell'amico professore a convincerlo che è tempo di perdonare, comprendere e “ricostruire” l'edificio gravemente “lesionato” dei propri affetti familiari. L'uomo capisce e la pellicola termina con il gruppo a tavola che cerca di “ricominciare a vivere”.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto da Baldassarre Negroni per la Excelsa Film e girato negli studi della SAFA Palatino nella primavera del 1945, per uscire nelle sale nel novembre dello stesso anno distribuito dalla Minerva.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nel film la Valli canta una famosa canzone del periodo composta da Hoagy Carmichael, durante la sua permanenza in Italia a seguito delle truppe americane, Io t'ho incontrata a Napoli che nel 1946 sarà il soggetto per il film omonimo.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Film molto venduto all'estero, consentì la chiamata di Alida Valli ad Hollywood.

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