La sirenetta

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La sirenetta
Titolo originaleDen lille Havfrue
Vilhelm Pedersen-Little mermaid.jpg
Illustrazione di Vilhelm Pedersen
AutoreHans Christian Andersen
1ª ed. originale1837
Generefiaba
Lingua originaledanese

La Sirenetta (Den lille Havfrue) è una fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1837. La fiaba è molto conosciuta e, soprattutto in Danimarca, è una delle opere di Andersen più amate; alla protagonista è dedicata una statua nel porto di Copenaghen. Anche il teatro, il cinema, il balletto, e tutte le arti in genere, hanno più volte ripreso la storia di Andersen, con innumerevoli produzioni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La sirenetta ed il principe, illustrazione di Bertall
La sirenetta e la strega marina, illustrazione di Bertall

La Sirenetta vive sul fondo del mare con suo padre il Re del Mare rimasto vedovo, sua nonna, e cinque sorelle maggiori. A quindici anni, secondo la tradizione delle sirene, le viene concesso di nuotare fino alla superficie per guardare il mondo sopra il mare. La Sirenetta ha così modo di vedere una nave comandata da un bellissimo principe, di cui s'innamora.

La nave viene travolta da una terribile tempesta, ma la Sirenetta riesce a salvare il principe e portarlo in salvo su una spiaggia vicino a un tempio; il principe ha perso conoscenza e non ha modo di vederla.

La Sirenetta passa i giorni che seguono sospirando e sognando del principe, e desiderando di avere un'anima e una vita eterna come gli esseri umani; il suo destino di sirena, infatti, è quello di dissolversi in schiuma marina.

Alla fine decide di recarsi dalla Strega del Mare, che le prepara una pozione che le consentirà di avere le gambe come gli umani, in cambio della voce, così le taglia la lingua; inoltre camminare sarà come essere trapassata dai coltelli e non potrà più tornare ad essere una sirena. Se entro un anno il principe s'innamorerà di lei e la sposerà, la Sirenetta otterrà un'anima e rimarrà con lui; se egli sposerà un'altra, il mattino dopo le nozze la Sirenetta morirà di crepacuore trasformandosi in schiuma di mare.

La Sirenetta beve la pozione e incontra il principe, che è attratto dalla bellezza e dalla grazia della fanciulla. La Sirenetta purtroppo non può parlare, e così l'attrazione che il principe prova per lei non si trasforma in vero amore.

Un giorno il principe si reca in un regno vicino in cerca di una moglie. Si scopre che la figlia del re di quel regno è una ragazza che aveva trovato il principe sulla spiaggia dopo il naufragio. Il principe si ricorda di lei come di colei che l'aveva salvato, se ne innamora e presto le nozze vengono annunciate.

La Sirenetta è disperata. Quando giunge la notte di nozze, le sue sorelle le consegnano un pugnale magico che hanno comprato per lei dalla Strega del Mare in cambio dei loro capelli. Se la Sirenetta, con quel pugnale, ucciderà il principe e bagnerà i propri piedi col sangue del medesimo prima del sorgere del sole, potrà sopravvivere e tornare ad essere una sirena. Ma la Sirenetta ama troppo il principe per farlo e al sorgere del sole si lancia in mare, dissolvendosi in schiuma di mare.

La sua bontà viene però premiata; anziché morire, la Sirenetta diventa una figlia dell'aria, un essere invisibile, con la promessa di ottenere un'anima e volare in Paradiso dopo 300 anni di buone azioni: per ogni bambino buono che riuscirà a trovare e a cui sorriderà le verrà risparmiato un anno di attesa; per ogni bambino cattivo invece piangerà, e dovrà aspettare un giorno di prova per ogni lacrima.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Sirenetta è considerata una delle fiabe più rappresentative del genio letterario di Andersen. Qui più che altrove sono identificabili riferimenti autobiografici abbastanza chiari, per quanto celati dietro la finzione fiabesca. Il tema del "diverso" viene presentato in relazione al contesto amoroso; e la relazione fra la Sirenetta resa muta dalla magia e il bel principe che le si affeziona senza amarla, è stato interpretato come un ritratto della situazione di isolamento sentimentale a cui Andersen si sentiva relegato a causa della sua omosessualità[1].

La Sirenetta uscì all'interno della raccolta "Eventyr, fortalte for Børn III" qualche mese dopo il matrimonio dell'amico Edvard Collin, tenutosi nel 1836. In alcune lettere Andersen si rivolgeva così all'amico: "ti desidero come se tu fossi una splendida fanciulla della Calabria", "i miei sentimenti nei tuoi confronti sono quelli di una donna. La femminilità della mia natura e della nostra amicizia, come i Misteri, non deve essere interpretata"[2] [3]. La fiaba esprimerebbe quindi l'impotenza e il dolore di Andersen a seguito del matrimonio di Collin. Nella lingua tagliata alla Sirenetta, nella perdita della voce, starebbe tutta la frustrazione di non potersi esprimere liberamente; il suo non essere né donna né pesce rappresenterebbe il dolore del diverso[4]. L'amore della Sirenetta è il più puro e sincero, ma non può dirlo, perché dalla sua bocca non esce suono. Nella diversa natura delle parti in gioco sta la tragicità dell'amore impossibile. [5]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Opere derivate (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • La fiaba è stata resa in forma di balletto dal compositore russo-americano Lera Auerbach, per il Balletto Reale Danese. La coreografia è stata affidata a John Neumeier e la prima si è tenuta il 15 aprile 2005
  • Nel 2008, si è tenuto a Broadway una rappresentazione/musical di marchio Disney con i testi di Howard Ashman e le musiche di Alan Menken.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1901 andò in scena al Teatro Nazionale di Praga l'opera in 3 atti Rusalka, di Antonín Dvořák, ispirata alla storia della Sirenetta.
  • Nel 1942 il Maestro Vieri Tosatti (1920-1999) scrisse la Storia della Sirenetta, composizione per pianoforte a quattro mani.
  • Nel 1957 la compositrice francese Germaine Tailleferre scrisse un'opera musicale in 3 atti, intitolata La petite sirène, con libretto adattato da Philippe Soupault.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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