Edvard Eriksen

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Edvard Eriksen

Edvard Eriksen (Copenaghen, 10 marzo 1876Copenaghen, 12 gennaio 1959) è stato uno scultore danese naturalizzato islandese.

È meglio conosciuto come il creatore della Statua della Sirenetta, realizzata nel 1913 e situata all'ingresso del porto Copenaghen.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo scultore Edvard Christian Johannes Eriksen, spesso abbreviato in Edvard Eriksen o più semplicemente E.E., nacque il 10 marzo 1876 a Copenaghen. Nel 1895 fu apprendista come intagliatore del legno, dopo di che si formò presso la Royal Danish Academy of Fine Arts fino al 1899.

Nel 1900 si sposò con Eline Vilhelmine Møller, nata il 6 febbraio 1881, ed ebbe con lei cinque figli.

Nel 1902 una sua opera, «The Sufferer», fu accettata in una mostra nello Charlottenborg Palace. La svolta nella sua vita avvenne però nel 1904, quando lo State Museum of Arts comprò una sua opera, «the Hope». L’anno successivo (1905) ricevette poi un premio per la sua scultura «Doom». Nel 1908 gli furono commissionate tre sculture in marmo per il re Cristiano IX e il sarcofago della Regina Luisa, nellla Cattedrale di Roskilde. Oggi queste sculture si possono vedere nella cattedrale.

Edvard viaggiò per diversi anni con la sua famiglia a Firenze, Roma e Carrara cercando ispirazione e imparando a scolpire nel marmo. Fu nominato professore onorario presso l'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Successivamente Carl Jacobsen gli commissionò la creazione de «La Statua della Sirenetta», presentata al pubblico il 23 agosto 1913 a Copenaghen.

Nel 1932 Eriksen fu insignito del titolo di cavaliere dell’Ordine del Dannebrog, un antico e prestigioso ordine cavalleresco danese.

E.E. morì il 21 gennaio 1959 e sua moglie Eline fece la stessa fine pochi anni dopo, il 24 settembre 1963. Entrambi furono sepolti nel cimitero di Vestre.

Oggi i loro antenati costudiscono le opere dell'antenato e si occupano del loro mantenimento.

Tecnica[1][modifica | modifica wikitesto]

Pur avendo una goccia di Classicismo nel suo stile, Eriksen fu una s fu uno dei primi artisti a pecie di rivoluzionista poiché fu uno dei primi ad usare un titolo poetico per trasmettere le emozioni del suo lavoro. Un esempio è «The Hope», la speranza, rappresentata da una giovane che stringe affettuosamente suo figlio.

L’emozione che spesso ha fatto da guida per il noto scultore infatti è l’amore. Infatti Eriksen usa come modello di tutte le sue opere femminili sua moglie Eline, forse perché era l’unica disposta a posare per lui, o molto più probabilmente poiché animato da una profonda ammirazione e da un profondo amore per la moglie, un po’ come se fosse la sua musa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

[1]Artist 1/20: Edvard Eriksen

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Artist 1/20: Edvard Eriksen, su alafastanzioart.blogspot.it. URL consultato il 09 gennaio 2018.