Léon Gustave Dehon

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Padre Léon Gustave Dehon ritratto nel 1920

Léon Gustave Dehon (La Capelle, 14 marzo 1843[1]Bruxelles, 12 agosto 1925[1]) è stato un presbitero francese, fondatore della congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (detti comunemente Dehoniani).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Léon Gustave Dehon nacque il 14 marzo del 1843 a La Capelle da Alexandre-Jules Dehon (1814-1882)[2][3], membro di un'agiata famiglia di possidenti terrieri[1], e da Stephanie Vandelet[2]. L'infante fu poi battezzato il 24 marzo[4]. La famiglia Dehon, proveniente dall'Hainaut francese, aveva la denominazione de Hon fino al XVIII secolo, quando cambiarono il prefisso nobiliare de aggiungendolo alla località di cui erano feudatari, col fine di evitare rappresaglie durante i torbidi della Rivoluzione francese[5]. L'ambiente famigliare in cui crebbe il piccolo Léon non era molto portato alla pratica cristiana: il padre, difatti, si professava tale soltanto di nome, senza però più partecipare ai sacramenti[2][3]. L'unico spiraglio di una vita cristiana vissuta genuinamente gli venne dalla madre Stephanie[6], cresciuta nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, devozione che trasmetterà al figlio[7].

Il collegio di Hazebrouck ove Dehon studiò dal 1855 al 1859.

L'educazione ad Hazebrouck (1855-1859)[modifica | modifica wikitesto]

« Lavoriamo per educare i bambini per mezzo di tutti i generi di esercizii adatti a sviluppare le facoltà dell'anima e le facoltà del corpo, e particolarmente per mezzo della religione, cuore e torcia delle lettere, delle scienze e delle arti, fonte e modello di tutte le devozioni sincere e generose. Una sorveglianza paterna segue l'allievo sempre e dappertutto, per istruirlo all'amore dell'ordine e del dovere. »
(Jean-Marie Mayeur, Un prêtre démocrate, l'abbé Lemire, 1853-1928, p. 17)

Dopo un'educazione sommaria ricevuta a La Capelle, caratterizzata da un atteggiamento turbolento ed indisciplinato di Léon[8], i genitori decisero di inviare i figli Léon ed Henri al collegio di Hazebrouck, località al confine con le Fiandre, dove entrarono il 1° ottobre 1855[9]. Dehon aveva soltanto 12 anni, ma dimostrò un ingengo precoce e un vero e proprio talento naturale per lo studio, tanto da ottenere il baccalaureato in lettere il 16 agosto 1859, all'età di soli 16 anni[10]. Il collegio di Hazebrouk, però, non fu soltanto un luogo in cui Léon forgiò il suo sapere culturale (improntato ad una correlazione con il cristianesimo[11]), ma coltivò l'idea di farsi sacerdote: sotto la guida del direttore Jacques Dehaene e grazie alla severa spiritualità che regnava nel collegio, Dehon si convinse sempre di più ad intraprendere la strada del sacerdozio[12], consapevolezza maturata appieno nel Natale del 1856[13].

Il soggiorno parigino (1860-1864)[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, avuta conoscenza della decisione del figlio di farsi sacerdote, si rifiutò fermamente di assecondare questo suo desiderio. Desiderava, infatti, avviarlo agli studi scientifici del Politecnico di Parigi, perché vi ricevesse una formazione scientifica e positivista tipica della mentalità dell'epoca[14]. Nel 1860, superati gli esami di maturità scientifica presso l'Istituto Barbet[15], Dehon preferì continuare a seguire i corsi di diritto alla Sorbona, ateneo presso cui si era già iscritto mentre frequentava il Barbet. L'intelligenza e la predisposizione del giovane contribuirono ad ottenergli un dottorato in diritto soltanto nel giro di quattro anni, il 2 aprile 1864[16][13]:

« ... il 2 aprile, tutto era finito. Ero dottore. Era una tappa importante nella mia vita. Avevo promesso a mio padre di giungere a questa meta. Potevo sperare che mi avrebbe permesso di seguire la mia vocazione »
(Dehon, Notes sur l’Histoire de ma Vie, II/66r)
Il circolo di San Sulpizio e i viaggi[modifica | modifica wikitesto]

Questa trafila di titoli accademici, però, vengono vissuti da Dehon soltanto come un'anticipazione alla sua missione sacerdotale e spirituale, come un dovere nei confronti della volontà paterna. Difatti, nel tempo libero si ritaglia spazi rivolti alla

Gli studi in seminario e l'ordinazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in diritto civile conseguita a Parigi, nel 1865 si trasferisce a Roma per studiare filosofia e teologia presso il seminario francese di Santa Chiara ed il 19 dicembre 1868 viene ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano: partecipa anche come stenografo ai lavori del Concilio Vaticano I e nel 1871 consegue i dottorati in teologia morale, in teologia dogmatica e diritto canonico presso il Collegio Romano.

Tornato in patria nel 1871, venne nominato cappellano della basilica di Saint-Quentin e fondò un collegio per orfani ed il giornale Le Conservateur de l’Aisne. Dopo un pellegrinaggio a Loreto, il 28 giugno 1878 decise di fondare l'istituto degli Oblati del Cuore di Gesù, di cui divenne membro assumendo il nome religioso di "Giovanni del Sacro Cuore": nel 1883 il Santo Uffizio decise di sopprimere il nuovo istituto, che venne poi approvato da papa Pio X il 4 luglio del 1906 come Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

È sepolto nella chiesa di San Martino, a Saint-Quentin, della quale egli stesso aveva posto la prima pietra.

Riconoscimenti e polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato Venerabile. Presso la Congregazione per le Cause dei Santi il processo di beatificazione si è concluso il 19 aprile 2004: la cerimonia di beatificazione, prevista per il 24 aprile 2005, è stata rinviata prima a causa della morte del pontefice (2 aprile 2005), poi a causa delle accuse di antisemitismo mosse ad alcuni dei suoi scritti[17]

Dehon, infatti, pubblicò sul quotidiano cattolico La Croix articoli nei quali sostenne che gli ebrei erano «assetati di denaro [ ... ] la bramosia del denaro è un istinto della loro razza», definendo il Talmud «un manuale banditesco, corruttore e distruttore della società», e suggerendo di rendere gli ebrei riconoscibili con particolari contrassegni, di mantenerli chiusi nei ghetti, di escluderli dalla proprietà terriera, dalla magistratura e dall’insegnamento. Nel leggere in prospettiva storica l'opera di Dehon bisogna considerare anche il contesto storico caratterizzato dall'antisemitismo diffuso, che permeava anche gli ambienti cattolici[18]. Le indagini sull'antisemitismo francese in quegli anni sviluppate in particolare dagli storici Pierre Pierrad, Paul Airiau e J.M. Mayeur sono concordi nel collocare p. Dehon fra i ripetitori piuttosto che fra gli ispiratori dell'antigiudaismo, fra i moderatori piuttosto che fra i promotori.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Yves Ledure, Leone Dehon, spiritualità di una vita, p. 7.
  2. ^ a b c Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 15.
  3. ^ a b P. Stefan Tertünte scj, Léon Dehon - Il Padre, leodehon.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  4. ^ Biografia, Congregazione dei Padri Dehoniani, 17 giugno 2011. URL consultato il 4 luglio 2015.
  5. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 14.
  6. ^ P. Stefan Tertünte scj, Leone Dehon - La madre, leodehon.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  7. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 16.
  8. ^ Leon Dehon - Collegio - seguito, leodehon.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
    «Cominciò per me l'età critica. Ero troppo abbandonato a me stesso.... L'anno fu cattivo. Ero pigro e altro ancora ... Mia madre soffriva a vedermi su quella via. Mio padre pure era addolorato.... Dissimulavo il più possibile i miei difetti. Avevo una curiosità febbrile per il male. Sentivo l'attrazione per le riunione mondane, per la danza... Non avevo più confidenza con mia madre ed ero spesso rimproverato in famiglia.».
  9. ^ P. Stefan Tertünte scj, Leone Dehon - Collegio, leodehon.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  10. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 18.
  11. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 20.
  12. ^ Leone Dehon - Collegio - seguito, leodehon.comc. URL consultato il 4 luglio 2015.
    «La Provvidenza mi ha condotto in questo paese di fede dove ho trovato la mia vocazione».
  13. ^ a b Leone Dehon (1843-1925), vatican.va. URL consultato il 5 luglio 2015.
  14. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 25.
  15. ^ Leone Dehon - Studi - seguito, leodehon.com. URL consultato il 5 luglio 2015.
  16. ^ Yves Ledure, Profilo spirituale di Leone Dehon (1843-1925), p. 26.
  17. ^ Polemiche: Dehon antisemita? articolo apparso su il Regno-att. n.12, 2005, p.370
  18. ^ Dehon e gli ebrei: liberalismo, cattolicesimo e antisemitismo articolo apparso sul il Regno-att. n.16, 2005, p.515, con gli interventi degli storici Giovanni Miccoli, Daniele Menozzi e Gadi Luzzatto Voghera
  19. ^ Polemiche: Dehon antisemita? da: Il Regno art. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Yves Ledure (curatore), Antisemitismo cristiano? Il caso di Leone Dehon, EDB, 2009
  • Yves Ledure, Un prete con la penna in mano. Leone Dehon, EDB, 2005
  • Yves Ledure, Leone Dehon. Spiritualità di una vita, EDB, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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