I vampiri dello spazio (film)

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I vampiri dello spazio
I vampiri dello spazio.jpg
Quatermass davanti alla fabbrica
Titolo originale Quatermass 2
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1957
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere fantascienza, orrore
Regia Val Guest
Soggetto Nigel Kneale
Sceneggiatura Nigel Kneale, Val Guest
Fotografia Gerald Gibbs
Montaggio James Needs
Musiche James Bernard
Interpreti e personaggi

I vampiri dello spazio (Quatermass 2) è un film del 1957 diretto dal regista Val Guest. È la seconda di una serie di tre pellicole di fantascienza dedicate al personaggio del professor Quatermass: la prima è L'astronave atomica del dottor Quatermass del 1955.

Il film è tratto dalla sceneggiatura di Nigel Kneale per la serie televisiva Quatermass II, trasmessa nel 1955 e pubblicata successivamente in forma di romanzo nel 1960. Film e romanzo presentano lievi differenze, nel cast e nelle modalità dell'epilogo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il professor Bernard Quatermass, direttore del programma spaziale britannico, apprende di una serie di precipitazioni di meteoriti artificiali e di un sinistro impianto militarmente sorvegliato nella campagna inglese, ufficialmente una fabbrica di cibo sintetico, tutti eventi che si rivelano strettamente connessi. Individui privati di volontà, precedentemente venuti a contatto con le pietre, che recano un organismo parassita, hanno permesso la costruzione dell'impianto. I sospetti di Quatermass si rafforzano durante una visita della fabbrica con alcuni funzionari del gorverno, uno dei quali muore dopo essere stato in contatto con qualcosa che era nelle tubature mentre gli altri vengono inspiegabilmente imprigionati.

Il professore fugge e vi fa ritorno con il capo della polizia John Lomax ed un giornalista, facendo tappa nel locale ricreativo degli operai. Il contatto di una giovane con una pietra, il sequestro di lei da parte dei soldati a guardia degli impianti e loro uccisione del giornalista, innescano la furia degli addetti. Quatermass, impossessatosi di un'uniforme militare penetra nel cuore della fabbrica dove osserva sgomento un'enorme cella dove vive in un'atmosfera di ammoniaca e metano una massa informe, certamente di origine extraterrestre. Gli operai irrompono. Molti di loro vengono uccisi dai soldati ma questo non fa che accrescerne la rabbia. Quatermass ed il leader degli insorti pompano dell'ossigeno nella cupola principale minacciando la creatura che vi vive ma i soldati con uno stratagemma sequestrano degli operai per usarli come tamponi umani per ostruire le tubature. Fatta la macabra scoperta un operaio armato di tubo lanciagranate colpisce la cupola distruggendola. Moltissimi tra gli insorti ed i soldati sono intossicati dai gas vitali per la creatura.

Quatermass nel frattempo ha predisposto il lancio di un missile a testata nucleare nello spazio, indirizzato verso un asteroide origine degli organismi. Nonostante l'irruzione dei soldati comandati dagli alieni, il razzo riesce a partire. Quatermass vede accendersi un bagliore accecante in cielo. L'asteroide è distrutto. La creatura enorme, agonizzante nell'atrmosfera a lei letale, finalmente stramazza, provocando l'immediato rinsavimento delle guardie armate.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il set della fabbrica è una raffineria della Shell sita alla periferia di Londra.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Versione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione destinata al mercato italiano, il film esordisce nella campagna inglese con una coppia di giovani che raccolgono una pietra caduta dal cielo e che esplode tra le mani del ragazzo il quale viene infettato da un misterioso organismo scuro che gli penetra nella pelle. Trovandosi casualmente nei paraggi il professor Quatermass soccorre i due ragazzi per poi recarsi nel suo laboratorio. Seguono i titoli di testa e il racconto dell'accaduto ai suoi assistenti.

Il film fu trasmesso dalla RAI alla fine degli anni sessanta, privato del prologo rendendo il resoconto dello scienziato praticamente incomprensibile. La pellicola integrale fu trasmessa in alcune emittenti private italiane nel 1980.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo F. Esposito, Il "caso" Quatermass, in Proposta Sf, n. 1, Bologna, 1978, pp. 8-15.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]